Licheri: «Per l’isola è l’ora delle scelte»
Il senatore M5s a Solinas: «Siamo ancora in tempo per riscrivere il Recovery»
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SASSARI. La Regione faccia delle scelte puntando su ciò che ha un futuro e che è nelle corde di questa terra. Perché un’occasione come quella del Recovery Plan è probabilmente unica per cambiare la storia dell’isola e invertire la rotta. È in sintesi il messaggio che Ettore Licheri, capo gruppo del Movimento Cinque stelle in Senato. L’avvocato sassarese, che non a caso è membro della commissione permanente politiche dell'Ue, in una lettera aperta al governatore Solinas, avverte: «La Sardegna rischia di polverizzare i soldi dell'Europa. E all'amico e collega Solinas perciò dico: Christian, siamo ancora in tempo, riscriviamo il Recovery Plan».
Licheri si rivolge direttamente al presidente della giunta: «Christian – scrive – l'Europa vuole sapere come pensiamo di sollevare il Pil dell’isola, ma in quelle schede non c'è risposta. Si sono divise le risorse in mille rivoli per accontentare tutti ma si finirà per non accontentare nessuno», spiega l’esponente pentastellato. Che propone: «Fermiamoci e innanzitutto domandiamoci: quale sarà in futuro la principale leva economica della Sardegna? Individuiamo il settore traino e lavoriamo in quella direzione. Vogliamo puntare seriamente sul turismo? Facciamolo. Convergiamo tutti gli sforzi per ottenere treni, viadotti, porti e strade. Collegamenti e viabilità in grado di spostare i turisti agevolmente».
«Oppure – chiede – vogliamo scommettere sul nostro manifatturiero? Abbiamo pane, gioielli, formaggi e vini ricercati in tutto il mondo: digitalizziamo le nostre aziende e lanciamole sul mercato globale. Con il sostegno delle istituzioni sarde non temeranno concorrenza». E ancora: «Crediamo che la crescita possa trovarsi nella produzione di energia pulita? La Sardegna vende già energia, specializziamoci meglio in questo settore e impadroniamoci del business».
Insomma, è l’invito del senatore al governatore «prendiamo una decisione, però, e su quell'idea e in quella direzione investiamo tutte le nostre risorse. Disperderle in tanti progetti disomogenei sarà come chiudersi ancora un volta negli angusti cortili dei vecchi politicanti, storicamente incapaci di avere una visione comune e di prefigurarsi un orizzonte lontano». Ettore Licheri chiude ricordando di non volere la polemica, ma che si tratta solo di «un appello a ritrovare tutti insieme il senso alto della politica e della condivisione di un destino. È questo il momento più difficile, il momento di decidere cosa vogliamo fare da grandi». (a.palmas)
Licheri si rivolge direttamente al presidente della giunta: «Christian – scrive – l'Europa vuole sapere come pensiamo di sollevare il Pil dell’isola, ma in quelle schede non c'è risposta. Si sono divise le risorse in mille rivoli per accontentare tutti ma si finirà per non accontentare nessuno», spiega l’esponente pentastellato. Che propone: «Fermiamoci e innanzitutto domandiamoci: quale sarà in futuro la principale leva economica della Sardegna? Individuiamo il settore traino e lavoriamo in quella direzione. Vogliamo puntare seriamente sul turismo? Facciamolo. Convergiamo tutti gli sforzi per ottenere treni, viadotti, porti e strade. Collegamenti e viabilità in grado di spostare i turisti agevolmente».
«Oppure – chiede – vogliamo scommettere sul nostro manifatturiero? Abbiamo pane, gioielli, formaggi e vini ricercati in tutto il mondo: digitalizziamo le nostre aziende e lanciamole sul mercato globale. Con il sostegno delle istituzioni sarde non temeranno concorrenza». E ancora: «Crediamo che la crescita possa trovarsi nella produzione di energia pulita? La Sardegna vende già energia, specializziamoci meglio in questo settore e impadroniamoci del business».
Insomma, è l’invito del senatore al governatore «prendiamo una decisione, però, e su quell'idea e in quella direzione investiamo tutte le nostre risorse. Disperderle in tanti progetti disomogenei sarà come chiudersi ancora un volta negli angusti cortili dei vecchi politicanti, storicamente incapaci di avere una visione comune e di prefigurarsi un orizzonte lontano». Ettore Licheri chiude ricordando di non volere la polemica, ma che si tratta solo di «un appello a ritrovare tutti insieme il senso alto della politica e della condivisione di un destino. È questo il momento più difficile, il momento di decidere cosa vogliamo fare da grandi». (a.palmas)
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