Tempio, la dirigente scolastica: «Il certificato verde è inutile, sì ai tamponi gratis per tutti»
Francesca Spampani: «No agli obblighi vaccinali mascherati». La proposta: «Per contenere il virus meglio effettuare screening periodici»
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SASSARI. Rispetterà le regole e le farà rispettare: non verrà meno al suo ruolo di dirigente scolastico, nonostante non condivida quasi nulla delle decisioni assunte dal Governo e dal ministero dell’Istruzione. «Ci hanno lasciati soli in un grande caos – dice Francesca Spampani, dirigente dell’Iss “Don Gavino Pes” di Tempio – in attesa di risposte e di chiarezza». Sul green pass la posizione è netta: «Secondo me è sbagliato imporlo e non rappresenta il metodo più efficace per garantire la sicurezza sanitaria. Considerato che c’è già un’alta percentuale di vaccinati tra il personale scolastico, sarebbe stato preferibile effettuare screening periodici tra gli studenti per monitorare la situazione: non credo che saranno i pochi non vaccinati a mettere a rischio tutti gli altri soprattutto perché la scuola non è un luogo di contagio. Ad ogni modo, dal momento che non c’è l’obbligo vaccinale, ritengo che anche i tamponi – una delle alternative per ottenere i green pass – debbano essere effettuati gratuitamente a chi liberamente sceglie di non vaccinarsi. Altrimenti dovrei dare ragione a chi dice che il green pass non sia altro che un obbligo vaccinale camuffatto».
La dirigente dell’istituto gallurese si spiega meglio: «Faccio parte di una sigla sindacale che ha chiesto tamponi gratis per tutti, non solo per i soggetti fragili che non fanno il vaccino per ragioni di tipo sanitario. Invece il ministero sembra orientato in un’altra direzione: eliminare il tampone per i fragili o farlo comunque non ogni 48 ore ma solo come screening periodico. Una scelta che sarebbe non soltanto punitiva nei confronti di chi non si vaccina per scelta e sarebbe costretto ad accollarsi i costi del tampone per poter lavorare, ma proprio priva di senso: quale è la motivazione scientifica per cui le persone fragili non dovrebbero sottoporsi ai controlli? Anche loro infatti possono trasmettere il virus esattamente come tutti gli altri». Secondo la Spampani questa sarebbe un’altra scelta sbagliata, che allungherebbe l’elenco di errori compiuti sinora nella gestione della pandemia: «Molte cose sono state fatte avventatamente, a volte per opportunità politica. Per esempio, perché mandare in dad gli studenti delle scuole superiori e non quelli della primaria? È chiaro che la scelta è stata fatta solo per non creare problemi nella gestione familiare, perché un adolescente in Dad è meno impegnativo di un bambino della scuola elementare. In realtà non era in nessuna caso necessaio, perché i contagi in ambito scolastico sono da sempre stati pochissimi grazie al rispetto delle regole di base, come distanziamento e mascherine. Ma se proprio vogliamo dirla tutta, i casi di positività erano leggermente superiori al primo ciclo, quindi se si dovevano chiudere le scuole, la scelta sarebbe dovuta ricadere sulla Primaria. Credo invece – continua Francesca Spampani – che si sia voluto scaricare sulla scuola una parte di responsabilità per coprire altri problemi che non si era in grado di risolvere: come i trasporti sui mezzi pubblici, quelli sì luoghi di contagio per il mancato rispetto delle regole. E non credo che quest’anno la situazione sia migliorata». Ad ogni modo, nella giornata d’esordio del green pass per il personale scolastico la dirigente Spampani rispetterà e farà rispettare le regole verificando che sia presente una delle tre condizioni stabilite dalla legge per il rilascio del certificato verde: «La vaccinazione – prima dose o ciclo completo – l’avvenuta guarigione nei 6 mesi precedenti, oppure il tampone negativo eseguito entro le 48 ore precedenti. Per quanto riguarda i controlli, anche in questo caso non c’è chiarezza: la piattaforma del ministero non si sa quando entrerà in funzione. Per questo ribadisco che siamo stati lasciati soli nel grande caos. E mi aspetto una pioggia di ricorsi da parte dei sospesi». (si. sa.)
La dirigente dell’istituto gallurese si spiega meglio: «Faccio parte di una sigla sindacale che ha chiesto tamponi gratis per tutti, non solo per i soggetti fragili che non fanno il vaccino per ragioni di tipo sanitario. Invece il ministero sembra orientato in un’altra direzione: eliminare il tampone per i fragili o farlo comunque non ogni 48 ore ma solo come screening periodico. Una scelta che sarebbe non soltanto punitiva nei confronti di chi non si vaccina per scelta e sarebbe costretto ad accollarsi i costi del tampone per poter lavorare, ma proprio priva di senso: quale è la motivazione scientifica per cui le persone fragili non dovrebbero sottoporsi ai controlli? Anche loro infatti possono trasmettere il virus esattamente come tutti gli altri». Secondo la Spampani questa sarebbe un’altra scelta sbagliata, che allungherebbe l’elenco di errori compiuti sinora nella gestione della pandemia: «Molte cose sono state fatte avventatamente, a volte per opportunità politica. Per esempio, perché mandare in dad gli studenti delle scuole superiori e non quelli della primaria? È chiaro che la scelta è stata fatta solo per non creare problemi nella gestione familiare, perché un adolescente in Dad è meno impegnativo di un bambino della scuola elementare. In realtà non era in nessuna caso necessaio, perché i contagi in ambito scolastico sono da sempre stati pochissimi grazie al rispetto delle regole di base, come distanziamento e mascherine. Ma se proprio vogliamo dirla tutta, i casi di positività erano leggermente superiori al primo ciclo, quindi se si dovevano chiudere le scuole, la scelta sarebbe dovuta ricadere sulla Primaria. Credo invece – continua Francesca Spampani – che si sia voluto scaricare sulla scuola una parte di responsabilità per coprire altri problemi che non si era in grado di risolvere: come i trasporti sui mezzi pubblici, quelli sì luoghi di contagio per il mancato rispetto delle regole. E non credo che quest’anno la situazione sia migliorata». Ad ogni modo, nella giornata d’esordio del green pass per il personale scolastico la dirigente Spampani rispetterà e farà rispettare le regole verificando che sia presente una delle tre condizioni stabilite dalla legge per il rilascio del certificato verde: «La vaccinazione – prima dose o ciclo completo – l’avvenuta guarigione nei 6 mesi precedenti, oppure il tampone negativo eseguito entro le 48 ore precedenti. Per quanto riguarda i controlli, anche in questo caso non c’è chiarezza: la piattaforma del ministero non si sa quando entrerà in funzione. Per questo ribadisco che siamo stati lasciati soli nel grande caos. E mi aspetto una pioggia di ricorsi da parte dei sospesi». (si. sa.)
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