«L’isola non può vivere in perenne emergenza»
La Cgil e il M5s criticano la giunta per i ritardi nel bando sulla continuità
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SASSARI. Collegamenti aerei in bilico e uno scenario sempre più incerto con la Regione che finisce nel mirino delle opposizioni e dei sindacati. Se lunedì è stato il giorno della speranza (con un vertice strettamente tecnico per cercare una soluzione al dramma del taglio delle rotte da e per l’isola) ieri è stato quelle delle polemiche. Ad aprire il fuoco i Cinque stelle con un’interrogazione dai toni molto duri presentata in consiglio regionale da Roberto Li Gioi, vicepresidente della commissione trasporti. «La Regione fa sapere che sta lavorando per predisporre un bando di emergenza. Ma questa situazione – sostiene il M5s – non ha alcun carattere emergenziale perché l'accordo stretto tra il governo italiano e la Commissione europea per la ristrutturazione di Alitalia prevedeva già che tra la vecchia compagnia e la nuova Ita, ci fosse una totale discontinuità economica». Quindi, «non c'è da stupirsi che Ita non possa ereditare le vecchie tratte di Alitalia».
Nel frattempo - spiega Li Gioi - non c’è traccia del bando sulla continuità aerea atteso da oltre un anno. «Lo scorso 16 dicembre – spiega il rappresentante dei 5 stelle – ho presentato una richiesta di accesso agli atti per avere delucidazioni sullo stato dei lavori del bando. Una richiesta rimasta insoddisfatta: gli uffici competenti, in data 30 dicembre 2020, hanno risposto di non poter fornire le informazioni richieste spiegando che un'eventuale divulgazione delle informazioni avrebbe potuto incidere negativamente sull'esito della procedura».
«Oggi – conclude Li Gioi – siamo vergognosamente punto e a capo. Per questo chiedo al presidente Solinas e all'assessore Todde quali siano le cause che finora hanno impedito la pubblicazione del bando e quali soluzioni intendano adottare per garantire il diritto alla mobilità dei sardi evitando ulteriori gravi disservizi».
Disservizi che fanno drizzare le antenne anche alla Filt Cgil. Per il segretario regionale Arnaldo Boeddu il vertice di lunedì è stato «uno dei tanti incontri programmati tra funzionari europei e rappresentanti del governo per mettere a punto problemi esclusivamente tecnici». Il tutto a un mese e mezzo da una data che rischia di diventare la Waterloo dei trasporti sardi. «L’unica cosa certa – spiega infatti il sindacalista – è che non si possono prenotare voli dal 15 di ottobre in poi, da e per la Sardegna, in regime di continuità». Per queste ragioni la Filt Cgil chiede a tutti i consiglieri regionali un intervento immediato affinché il Governatore e l'assessore e dei trasporti facciano chiarezza su quanto sta accadendo e sulle «azioni concrete e reali che la giunta sta mettendo in atto».
«Subito dopo la sua elezione – conclude Boeddu – il presidente Solinas promise un nuovo bando di gara sulla continuià territoriale entro 9/12 mesi. La storia è andata in maniera ben diversa e da allora stiamo andando avanti con una proroga dopo l’altra. La semplicità con la quale si è cercato di trovare soluzione ad un problema complesso come quello della continuità territoriale aerea, fino ad ora ha prodotto solo dei veri e propri disastri. L’unica buona notizia, qualora fosse confermata dai vertici di Ita, è quella di un reale interessamento ai voli in continuità da parte della nuova società. Infatti, in attesa del bando di gara internazionale con una tempistica che non potrà essere inferiore ai sei mesi, sarebbe stata drammatica una situazione in cui nessuna compagnia avesse manifestato un reale interesse ad esercire i voli in continuità da e per Roma e Milano nel rispetto degli oneri di servizio pubblico. In questo caso ci sarebbe rimasto solo il libero mercato, questione non del tutto scongiurata».
Nel frattempo - spiega Li Gioi - non c’è traccia del bando sulla continuità aerea atteso da oltre un anno. «Lo scorso 16 dicembre – spiega il rappresentante dei 5 stelle – ho presentato una richiesta di accesso agli atti per avere delucidazioni sullo stato dei lavori del bando. Una richiesta rimasta insoddisfatta: gli uffici competenti, in data 30 dicembre 2020, hanno risposto di non poter fornire le informazioni richieste spiegando che un'eventuale divulgazione delle informazioni avrebbe potuto incidere negativamente sull'esito della procedura».
«Oggi – conclude Li Gioi – siamo vergognosamente punto e a capo. Per questo chiedo al presidente Solinas e all'assessore Todde quali siano le cause che finora hanno impedito la pubblicazione del bando e quali soluzioni intendano adottare per garantire il diritto alla mobilità dei sardi evitando ulteriori gravi disservizi».
Disservizi che fanno drizzare le antenne anche alla Filt Cgil. Per il segretario regionale Arnaldo Boeddu il vertice di lunedì è stato «uno dei tanti incontri programmati tra funzionari europei e rappresentanti del governo per mettere a punto problemi esclusivamente tecnici». Il tutto a un mese e mezzo da una data che rischia di diventare la Waterloo dei trasporti sardi. «L’unica cosa certa – spiega infatti il sindacalista – è che non si possono prenotare voli dal 15 di ottobre in poi, da e per la Sardegna, in regime di continuità». Per queste ragioni la Filt Cgil chiede a tutti i consiglieri regionali un intervento immediato affinché il Governatore e l'assessore e dei trasporti facciano chiarezza su quanto sta accadendo e sulle «azioni concrete e reali che la giunta sta mettendo in atto».
«Subito dopo la sua elezione – conclude Boeddu – il presidente Solinas promise un nuovo bando di gara sulla continuià territoriale entro 9/12 mesi. La storia è andata in maniera ben diversa e da allora stiamo andando avanti con una proroga dopo l’altra. La semplicità con la quale si è cercato di trovare soluzione ad un problema complesso come quello della continuità territoriale aerea, fino ad ora ha prodotto solo dei veri e propri disastri. L’unica buona notizia, qualora fosse confermata dai vertici di Ita, è quella di un reale interessamento ai voli in continuità da parte della nuova società. Infatti, in attesa del bando di gara internazionale con una tempistica che non potrà essere inferiore ai sei mesi, sarebbe stata drammatica una situazione in cui nessuna compagnia avesse manifestato un reale interesse ad esercire i voli in continuità da e per Roma e Milano nel rispetto degli oneri di servizio pubblico. In questo caso ci sarebbe rimasto solo il libero mercato, questione non del tutto scongiurata».
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