Sanità, stop alla delibera sui fondi: «Quei criteri vanno rivisti»
di Roberto Petretto
In commissione vittoria dei territori penalizzati a vantaggio di Cagliari
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SASSARI. Questa volta la voce di Sassari è arrivata forte nei palazzi della Regione: troppo sbilanciata quella ripartizione dei fondi destinati all’abbattimento delle liste d’attesa nella sanità per passare sotto silenzio. E infatti ieri, in Commissione Sanità del consiglio regionale, assente l’assessore Mario Nieddu, è toccato al direttore generale dell’assessorato, Marcello Tidore, e al commissario dell’Ats, Massimo Temussi, annunciare il dietrofront sulla delibera che tanto proteste aveva provocato nel Sassarese, ma anche in altre parti dell’isola. Cagliari esclusa.
«La delibera per la ripartizione dei fondi per l’abbattimento delle liste d’attesa per le prestazioni mediche specialistiche - annuncia una nota del consiglio regionale - sarà sospesa e sarà rivalutata in un tavolo di confronto regionale che garantisca una perequazione delle risorse in base alla distribuzione della popolazione, l’affidabilità dei soggetti convenzionati e non soltanto sul criterio storico».
«Sono pienamente soddisfatto per il risultato ottenuto - dice Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd in consiglio regionale-, dopo la denuncia fatta sulla Nuova sullo squilibrio dei fondi destinati all’abbattimento delle liste d’attesa. Il direttore generale dell’assessorato e il commissario dell’Ats hanno promesso l’apertura di un tavolo consultazione per arrivare a una ripartizione più equilibrata dei fondi, primo passo per un riequilibrio reale delle prestazioni e dell’offerta sanitaria tra territori, attualmente troppo squilibrata tra Cagliari e il resto della Sardegna con circa il 60 per cento a Cagliari, il 6 a Sassari e l’1 per cento alla Gallura. Dati inquietanti, che non tengono conto né della popolazione né delle esigenze reali sul territorio. Prendiamo atto che c’è un intervento correttivo in atto».
«La sospensione della delibera dell’Ats era un atto assolutamente necessario - ha detto il consigliere di maggioranza, Antonello Peru del gruppo Udc-Cambiamo - perché con quei criteri non si garantiva di abbattere le liste di attesa in tutta la Sardegna, ma solo in una parte di essa. Sono contento e soddisfatto che quanto da me segnalato e proposto in commissione sanità sia stato recepito: senza una ripartizione territoriale i cittadini, provenienti da tutta la Sardegna, sarebbero stati costretti a doversi recare esclusivamente nelle strutture del sud dell’isola per poter effettuare le visite specialistiche. Questo non è più accettabile. L’impegno che è stato assunto questa mattina dopo gli interventi mio e del consigliere Oppi è che ora il direttore generale dell’assessorato alla sanità e il commissario straordinario dell’Ats sospendano la delibera e già dalla prossima settimana si aprirà un tavolo tecnico per modificare i criteri di ripartizione, non più sulla base dei tetti di spesa ma su base territoriale e sulla popolazione dei singoli territori. Esattamente quello che avevamo richiesto noi».
Soddisfatto anche il vicepresidente della commissione, Daniele Cocco di Leu (che ha svolto il ruolo di presidente perché la commissione non ha ancora provveduto a eleggere il “titolare”): «Nonostante l’argomento non fosse all’ordine del giorno ho ritenuto da presidente facente funzioni di inserirlo perché ritenevamo tutti che fosse una sperequazione non sopportabile nella ripartizione fatta dalla delibera che non teneva conto delle indicazioni già date all’unanimità dalla Commissione. Riteniamo che i pazienti debbano essere tutti equiparati».
«È necessario riservare la massima attenzione alla sanità pubblica - ha detto Nanni Lancioni, consigliere del Psd’Az - con l’acquisto di apparecchiature diagnostiche all’avanguardia, che consentano ai cittadini di poter scegliere di farsi curare nelle strutture pubbliche e non dover ricorrere a quelle private».
Alla riunione ha partecipato anche Giuseppe Meloni, consigliere regionale del Pd che non fa parte della commissione, ma è stato eletto in Gallura, una delle zone più penalizzate dalla ripartizione dei fondi: «Una distribuzione inaccettabile, come se gli abitanti della Gallura, per citare ad esempio il caso più clamoroso, fossero cittadini di serie B tanto da meritare meno di 70 centesimi di euro pro capite in questa ripartizione. Il commissario dell'Ats ha manifestato l'intenzione di bloccare la delibera. Il nostro auspicio é che in questo modo possa essere presto posto rimedio ad una situazione ormai intollerabile, che va avanti da troppo tempo».
«La delibera per la ripartizione dei fondi per l’abbattimento delle liste d’attesa per le prestazioni mediche specialistiche - annuncia una nota del consiglio regionale - sarà sospesa e sarà rivalutata in un tavolo di confronto regionale che garantisca una perequazione delle risorse in base alla distribuzione della popolazione, l’affidabilità dei soggetti convenzionati e non soltanto sul criterio storico».
«Sono pienamente soddisfatto per il risultato ottenuto - dice Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd in consiglio regionale-, dopo la denuncia fatta sulla Nuova sullo squilibrio dei fondi destinati all’abbattimento delle liste d’attesa. Il direttore generale dell’assessorato e il commissario dell’Ats hanno promesso l’apertura di un tavolo consultazione per arrivare a una ripartizione più equilibrata dei fondi, primo passo per un riequilibrio reale delle prestazioni e dell’offerta sanitaria tra territori, attualmente troppo squilibrata tra Cagliari e il resto della Sardegna con circa il 60 per cento a Cagliari, il 6 a Sassari e l’1 per cento alla Gallura. Dati inquietanti, che non tengono conto né della popolazione né delle esigenze reali sul territorio. Prendiamo atto che c’è un intervento correttivo in atto».
«La sospensione della delibera dell’Ats era un atto assolutamente necessario - ha detto il consigliere di maggioranza, Antonello Peru del gruppo Udc-Cambiamo - perché con quei criteri non si garantiva di abbattere le liste di attesa in tutta la Sardegna, ma solo in una parte di essa. Sono contento e soddisfatto che quanto da me segnalato e proposto in commissione sanità sia stato recepito: senza una ripartizione territoriale i cittadini, provenienti da tutta la Sardegna, sarebbero stati costretti a doversi recare esclusivamente nelle strutture del sud dell’isola per poter effettuare le visite specialistiche. Questo non è più accettabile. L’impegno che è stato assunto questa mattina dopo gli interventi mio e del consigliere Oppi è che ora il direttore generale dell’assessorato alla sanità e il commissario straordinario dell’Ats sospendano la delibera e già dalla prossima settimana si aprirà un tavolo tecnico per modificare i criteri di ripartizione, non più sulla base dei tetti di spesa ma su base territoriale e sulla popolazione dei singoli territori. Esattamente quello che avevamo richiesto noi».
Soddisfatto anche il vicepresidente della commissione, Daniele Cocco di Leu (che ha svolto il ruolo di presidente perché la commissione non ha ancora provveduto a eleggere il “titolare”): «Nonostante l’argomento non fosse all’ordine del giorno ho ritenuto da presidente facente funzioni di inserirlo perché ritenevamo tutti che fosse una sperequazione non sopportabile nella ripartizione fatta dalla delibera che non teneva conto delle indicazioni già date all’unanimità dalla Commissione. Riteniamo che i pazienti debbano essere tutti equiparati».
«È necessario riservare la massima attenzione alla sanità pubblica - ha detto Nanni Lancioni, consigliere del Psd’Az - con l’acquisto di apparecchiature diagnostiche all’avanguardia, che consentano ai cittadini di poter scegliere di farsi curare nelle strutture pubbliche e non dover ricorrere a quelle private».
Alla riunione ha partecipato anche Giuseppe Meloni, consigliere regionale del Pd che non fa parte della commissione, ma è stato eletto in Gallura, una delle zone più penalizzate dalla ripartizione dei fondi: «Una distribuzione inaccettabile, come se gli abitanti della Gallura, per citare ad esempio il caso più clamoroso, fossero cittadini di serie B tanto da meritare meno di 70 centesimi di euro pro capite in questa ripartizione. Il commissario dell'Ats ha manifestato l'intenzione di bloccare la delibera. Il nostro auspicio é che in questo modo possa essere presto posto rimedio ad una situazione ormai intollerabile, che va avanti da troppo tempo».
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