Caccia: fuoco incrociato sulla Regione

Lo stop imposto dal Tar dà ragione agli ambientalisti ma fa infuriare le doppiette

SASSARI. Le doppiette erano già cariche e anche nell’isola, come in altre (poche) regioni italiane, i cacciatori aveva messo la sveglia presto per farsi trovare pronti al primo appuntamento venatorio della nuova stagione. E’ andata male per una decisione in zona Cesarini del Tar di Cagliari ha sospeso il decreto assessoriale del 23 agosto scorso nella parte in cui prevedeva luna preapertura della caccia alla tortora selvatica con un carniere potenziale di 539.805 capi. La decisone dei giudici amministrativi è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni ambientaliste che hanno presentato il ricorso - Gruppo d'intervento giuridico, il Wwf Italia, la Lega per l'abolizione della caccia, l’Enpa, la Lav, la Lipo-BirdLife Italia, e la Lndc animal protection - che hanno impugnato il calendario venatorio proprio per le previsioni giudicate «abnormi» dei carnieri ai danni della tortora, del moriglione, della pavoncella e della beccaccia.

Diversa la posizione dei cacciatori che parlano di presa in giro per una decisione arrivata a poche ore dall’apertura della nuova stagione. «35 mila appasionati – ha detto Tore Piana, responsabile del Centro studi agricoli – hanno già pagato le tasse regionali e governative compresa l’assicurazione obbligatoria per poter andare a caccia, una cifra che nelle tre voci si aggira sui 303 euro per cacciatore. Non si puo continuare cosi. Bisogna che una volta per tutte la Regione, e per essa l’assessorato regionale all’ambiente, ascolti tutti i portatori di interesse e faccia una una pianificazione condivisa, dove venga ascoltato il parere di tutti».

Piana confessa di non essere sorpreso dalla decisione del Tar «perché non è stato ascoltato il parere dell’Ispra». Duro il commento sul comportamento della Regione che «espone i 35 mila cacciatori sardi a non poter esercitare nello loro interezza l’esercizio della caccia. Oggi è arriovato il parere negativo del Tar sulla caccia alla Tortora, domani potrebbe arrivarne un altro per altre specie in particolare sulla selvaggina autoctona. Come Centro studi agricoli ci proponiamo di fornire a titolo gratuito la nostra assistenza con i nostri esperti già impegnati nelle osservazioni alla proposta del Piano faunistico regionale. Ma la Regione deve cambiare completamente il suo atteggiamento nei confronti del mondo della caccia».

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