Il centrodestra in Consiglio: «Noi vaccinati, basta accuse»
di Claudio Zoccheddu
La replica ai colleghi di opposizione dopo il caso della “zona franca” nella buvette La fronda dei politici no vax perde pezzi. Adesioni anche da Lega e Fratelli d’Italia
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SASSARI. C’erano una volta i politici no vax. Ora non ci sono più. Tra i banchi del Consiglio regionale si sprecano le (auto) attestazioni di vaccinazione e fioriscono i green pass. Senza alcuna distinzione di partito, gruppo o schieramento. Chissà, forse l’estrema vicinanza del palazzo all’hub vaccinale di Cagliari ha convinto anche i più scettici, che hanno fatto marcia indietro e si sono rimboccati la maniche della camicia sin sopra la spalla. Ma non solo perché è dal centrodestra, accusato dai colleghi di centrosinistra di “nascondere” gruppetti di no vax, che arriva la proposta di presentare il green pass in aula, in modo che tutti possano stare tranquilli. E per evitare che la buvette del Consiglio resti una zona franca della carta verde, c’è anche chi chiede che i controlli vengano effettuati all’ingresso del palazzo. Anche perché, il consiglio e le sue aree di ristorazione sono state definite alla stregua dei porti di mare, con numerosi accessi di esterni, accompagnati e no, liberi di gironzolare e consumare pasti e bevande senza dover mostrare alcun lasciapassare. Sui controlli, l’Ats fa chiarezza: «Non possiamo essere chiamati in causa. In questo caso si parla di controlli amministrativi, non sanitari», spiega il commissario, Massimo Temussi. Per verificare l’uso del green pass all’ingresso della buvette del Consiglio, dunque, serve l’intervento dei vigili urbani di Cagliari.
Destra pro vax. «Basta con questa storia, sembra che se il capogruppo della Lega non sia vaccinato in Consiglio non possa lavorare – dice il consigliere e capogruppo leghista, Dario Giagoni –. Beh, si mettano l’animo in pace: sono stato vaccinato. Ora però la smettano di fare ostruzionismo sulle proposte che portiamo in consiglio». Sul green pass Giagoni tentenna: «Meglio i test rapidi o molecolari. I vaccinati possono trasmettere il virus mentre i tamponi mettono tutti al sicuro». Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, lancia una proposta: «Al ritorno in aula tutti i consiglieri esibiscano il loro green pass, così la smettiamo di fare polemica una volta per tutte. Io sono vaccinato e ho il green pass ma chi mi dice che nel centrosinistra siano stati tutti vaccinati? Il Consiglio è un luogo pubblico, dove ogni giorno circolano tante persone, anche esterne, e io vorrei certo di essere al sicuro». Daniele Cocco, consigliere di Leu, propone un filtro all’ingresso: «Lo abbiamo segnalato più volte al presidente Pais: se il green pass venisse richiesto all’ingresso, il problema sarebbe risolto. Anche perché in questo palazzo circola davvero tanta gente, forse troppa in un momento in cui la sicurezza è fondamentale, ed è per questo l’attenzione del centrosinistra è così alta sulla questione vaccinale». Stefano Tunis, consigliere regionale e fondatore di Sardegna20Venti, si dice un “pro vax”: «Assolutamente, forse sono stato l’unico ad esprimermi pubblicamente a favore del vaccino sin dai primissimi giorni e, ovviamente, sono vaccinato. Detto questo, trovo l’accusa del centrosinistra carente nei termini e negli argomenti. Il Consiglio regionale è uno spaccato della società ed è normale che una piccola parte della rappresentanza non sia vaccinata». Sulla stessa falsariga Michele Cossa, consigliere regionale e vice presidente del gruppo dei Riformatori Sardi è un sostenitore della vaccinazione: «Che ho ricevuto senza alcun problema e ho anche “scaricato” il green pass. Tuttavia in politica le polemiche sono normali, anche se non so a chi si riferiscano i colleghi del centrosinistra. In ogni caso penso che anche per il Consiglio regionale debbano valere le regole che valgono per gli altri e che l’accesso ai tavoli del ristorante debba essere limnitato ai possessori delle certificazione. A dire il vero non mi ero accorto di questa falla ma devo anche ammettere di non essere un grande frequentatori dell’area di ristoro e dei bar in generale». Anche l’assessore all’Ambiente ed esponente di Fratelli d’Italia Gianni Lampis respinge le accuse: «Ho completato il ciclo vaccinale con prima e seconda dose e ho il green pass. Ai colleghi di opposizione dico che le speculazioni e le strumentalizzazioni su questi temi hanno poco a che fare con gli interessi dei sardi, questi sono aspetti privati».
Destra pro vax. «Basta con questa storia, sembra che se il capogruppo della Lega non sia vaccinato in Consiglio non possa lavorare – dice il consigliere e capogruppo leghista, Dario Giagoni –. Beh, si mettano l’animo in pace: sono stato vaccinato. Ora però la smettano di fare ostruzionismo sulle proposte che portiamo in consiglio». Sul green pass Giagoni tentenna: «Meglio i test rapidi o molecolari. I vaccinati possono trasmettere il virus mentre i tamponi mettono tutti al sicuro». Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, lancia una proposta: «Al ritorno in aula tutti i consiglieri esibiscano il loro green pass, così la smettiamo di fare polemica una volta per tutte. Io sono vaccinato e ho il green pass ma chi mi dice che nel centrosinistra siano stati tutti vaccinati? Il Consiglio è un luogo pubblico, dove ogni giorno circolano tante persone, anche esterne, e io vorrei certo di essere al sicuro». Daniele Cocco, consigliere di Leu, propone un filtro all’ingresso: «Lo abbiamo segnalato più volte al presidente Pais: se il green pass venisse richiesto all’ingresso, il problema sarebbe risolto. Anche perché in questo palazzo circola davvero tanta gente, forse troppa in un momento in cui la sicurezza è fondamentale, ed è per questo l’attenzione del centrosinistra è così alta sulla questione vaccinale». Stefano Tunis, consigliere regionale e fondatore di Sardegna20Venti, si dice un “pro vax”: «Assolutamente, forse sono stato l’unico ad esprimermi pubblicamente a favore del vaccino sin dai primissimi giorni e, ovviamente, sono vaccinato. Detto questo, trovo l’accusa del centrosinistra carente nei termini e negli argomenti. Il Consiglio regionale è uno spaccato della società ed è normale che una piccola parte della rappresentanza non sia vaccinata». Sulla stessa falsariga Michele Cossa, consigliere regionale e vice presidente del gruppo dei Riformatori Sardi è un sostenitore della vaccinazione: «Che ho ricevuto senza alcun problema e ho anche “scaricato” il green pass. Tuttavia in politica le polemiche sono normali, anche se non so a chi si riferiscano i colleghi del centrosinistra. In ogni caso penso che anche per il Consiglio regionale debbano valere le regole che valgono per gli altri e che l’accesso ai tavoli del ristorante debba essere limnitato ai possessori delle certificazione. A dire il vero non mi ero accorto di questa falla ma devo anche ammettere di non essere un grande frequentatori dell’area di ristoro e dei bar in generale». Anche l’assessore all’Ambiente ed esponente di Fratelli d’Italia Gianni Lampis respinge le accuse: «Ho completato il ciclo vaccinale con prima e seconda dose e ho il green pass. Ai colleghi di opposizione dico che le speculazioni e le strumentalizzazioni su questi temi hanno poco a che fare con gli interessi dei sardi, questi sono aspetti privati».
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