Le stanze troppo “francescane” negli alloggi covid
Santa Maria Coghinas, proteste dalla quarantena a cui sono costretti anche poliziotti in servizio: «Una branda, due sedie: non rispettata la dignità»
SANTA MARIA COGHINAS. Quando alla già desolante condizione dell’isolamento da Covid si unisce anche il disagio di dover trascorrere il tempo in uno spazio non proprio confortevole, sfogare la rabbia è comprensibile. È il caso degli ospiti degli alloggi adiacenti l’ex covid hotel Montiruju di Santa Maria Coghinas. Si tratta di appartamenti che l’Ats ha individuato – in accordo con il titolare dello stesso hotel Giuseppe Dettori – come residenze da destinare appunto a chi ha contratto il virus in Sardegna o ha avuto contatti stretti con un positivo.
«Siamo qui da qualche giorno – racconta una delle persone in quarantena che si fa portavoce di tutte le altre, tra cui un gruppo di poliziotti del reparto mobile di Roma che si trovava in Sardegna per un’attività di servizio temporaneo – e non possiamo non raccontare il modo in cui siamo costretti a vivere le giornate. Una branda e due sedie sono gli unici arredi che abbiamo trovato. Non un tavolo su cui mangiare, non un frigorifero dove poter rinfrescare l’acqua. Nemmeno un televisore che spezzi la monotonia e la desolazione. Gli indumenti li teniamo dentro la valigia, sul pavimento, perché non c’è un armadio».
Protestano per sè «e per chi dovrà affrontare come noi un periodo di isolamento – dicono – perché queste strutture come prima cosa dovrebbero garantire il rispetto della dignità della persona. L’alloggio, ben rifinito esternamente, all’interno è deprimente e sporco. Abbiamo trovato lucertole, ragni, formiche sul letto, fili elettrici scoperti. L’unica cosa buona è il cibo. È di qualità e ci viene portato ogni giorno dentro un sacchetto. Qui vicino non c’è oltretutto una postazione medica e dobbiamo augurarci di non stare troppo male. Non abbiamo nemmeno un termometro o un saturimetro per controllare i parametri».
«Sono stato contattato dall’Ats ad agosto – spiega il titolare Dettori – proprio quando stavamo cominciando ad arredare questi 20 appartamenti di nuova costruzione. Era una situazione di emergenza, ho spiegato che qui si poteva dormire, c’era l’acqua calda, condizionatore e i pasti, che sono quelli della cucina dell’hotel. Vitto e alloggio garantiti: per l’Ats andava bene così». Giuseppe Dettori non si è messo sulla difensiva: «Capisco perfettamente che manchino molte cose ma non abbiamo avuto il tempo materiale per allestire gli appartamenti. Nel più breve tempo possibile arriverà tutto ciò che serve».
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