Cavaliere pronto a nuove missioni
Premiato da Mattarella due volte, il ricordo di Gino Strada: «Un uomo vero»
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SASSARI. Cavaliere della Repubblica per l’impegno in Africa come volontario di Emergency, Ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica per l’attività di contrasto al Covid-19: entrambe le onorificenze sono state assegnate a Stefano Marongiu dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ma c’è anche un terzo importante ricoscimento per l’infermiere sassarese: una targa assegnata in occasione dei Davide di Donatello e denominata David 2021: Stefano Marongiu, insieme ai colleghi in ambito sanitario Silvia Angeletti e Ivanna Legkarha ricevuto il “Riconoscimento d'Onore per l'importante contributo alla ripresa in sicurezza delle attività delle produzioni cinematografiche e audiovisive a Roma e in Italia durante la crisi Covid-19”. Per Stefano il coronamento di una scelta di vita – aiutare il prossimo – maturata molti anni fa. L’infermiere ricorda con emozione l’attività con Emergency, il grande impegno in Africa per chi non ha niente e ha bisogno di qualsiasi cosa: cibo, medicine, carezze sul viso. Stefano Marongiu parla con grande rispetto di Gino Strada, il fondatore di Emergency recentemente scomparso: «Era uno buono, ma di quella bontà vera, senza filtri. L’associazione senza di lui soffrirà moltissimo ma tutti si daranno da fare per non disperdere un patrimonio immenso di persone e di solidarietà. Perché tanti Paesi hanno bisogno di aiuto. E di alcuni si parla poco, anzi vengono quasi ignorati». Stefano Marongiu pensa ad Haiti, devastata da un nuovo terremoto: «Ci sono stati più di 2000 morti, la situazione umanitaria è drammatica e più di mezzo milione di bambini è a rischio, perché non c’è cibo e si temono epidemie di colera: se dovessi partire come volontario andrei lì, non a Kabul perché per gli afghani è già in moto della macchina degli aiuti e della solidarietà. Cercherei realtà meno sotto i riflettori ma in condizioni di estrema necessità in cui a soffrire sono soprattutto i più fragili, come gli anziani e i bambini». (si. sa.)
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