Lutzu: «Nessuno più di noi ha investito sullo sport»
di Davide Pinna
Il sindaco di Oristano respinge le accuse sull’abbandono delle strutture in città
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ORISTANO. «Siamo la Giunta che ha investito di più per lo sport a Oristano». Il sindaco Andrea Lutzu respinge le accuse sullo stato di abbandono degli impianti sportivi della città che nel 2019 è stata insignita del titolo di Città europea dello sport e che alle Olimpiadi di Tokyo ha visto tre suoi atleti vincere una medaglia. «Non respingo le critiche, è chiaro che ci sono tante cose che non vanno – afferma Lutzu – ma dire che gli impianti sono abbandonati e non in regola e che la città non investe nello sport è falso e inaccettabile». Il tema dello sport pesa tanto, nel dibattito pubblico cittadino, anche perché negli ultimi quattro anni è stato uno dei punti centrali dell’azione comunicativa della maggioranza che, nella primavera 2022, affronterà le elezioni. «Vi faccio l’elenco dei lavori che abbiamo finanziato e svolto, per dare l’agibilità agli impianti e per consentirne l’utilizzo: alla palestra di San Nicola un intervento da 53 mila euro, per il campo Tharros 100 mila euro che hanno consentito la riapertura al pubblico dopo l’amichevole del Cagliari saltata nel 2017, 93 mila euro per lo skate park di Sa Rodia. Per il Tennis Club di Torregrande abbiamo fatto un mutuo da 250 mila, nessuno ci aveva pensato prima, eppure i campi avevano problemi già da tempo: non solo, al di là delle beghe in maggioranza sul campo in terra battuta o in sintetico, li faremo tutti e due nei prossimi mesi e faremo anche il campo di padel. Tutti interventi nati con questa amministrazione e portati a termine con successo. Certo, spesso si tratta di finanziamenti che arrivano dalla Regione o dalla Fondazione di Sardegna, ma ci sono le nostre scelte politiche dietro le richieste dei contributi». Uno degli argomenti più caldi, dopo l’oro nella 4x100 di Lorenzo Patta, è il destino del campo di atletica Sinis–Nurra: «Intanto mi sembra importante che anche un signore come Francesco Garau (l’allenatore di Patta, volto storico dell’atletica leggera oristanese, ndr) riconosca che le criticità ci sono, ma che la situazione generale degli impianti a Oristano sia buona. Rassicuro tutti: noi rifaremo la pista e anche le pedane per salti e lanci e se, per questi interventi, i soldi non dovessero bastare ne troveremo altri. Perché il nostro obiettivo è riportare il meeting Terra Sarda a Oristano, magari con la staffetta azzurra». Altro capitolo bollente è il destino del palasport di Sa Rodia costato 6 milioni di euro. Il bando del Comune per la gestione è stato disertato dalle società cittadine per i costi di gestione troppo alti e la breve durata della concessione e ora la struttura ospita l’hub vaccinale: «E lo farà probabilmente ancora per tanti mesi. Ma in ogni caso abbiamo ottenuto l’agibilità e se non fosse servito per i vaccini, ora sarebbe utilizzato per le attività sportive. Il nuovo bando si farà in autunno e, anche se dovesse andare deserto, il palazzetto sarà a disposizione delle società. E anche lì abbiamo investito tanto, perché abbiamo dovuto tirare fuori altri 600 mila euro: chi ci fa la morale oggi, si dimentica che il palazzetto quando siamo arrivati noi era senza parcheggi». I lavori, assicura Lutzu, partiranno anche al vecchio palasport: «Chi ci critica, aveva perso il finanziamento. Noi l’abbiamo recuperato e ne abbiamo aggiunto un altro». Sui contributi alle società, è l’assessora allo Sport Maria Bonaria Zedda a difendere l’amministrazione: «Negli ultimi anni abbiamo stanziato 375 mila euro, oltre al contributo ordinario della Regione da 24 mila euro e senza contare gli interventi di sanificazione e altre forme indirette di sostegno. Il nostro impegno c’è e non è un caso che in questi anni abbiamo costruito un rapporto proficuo con tante società sportive».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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