Gare, turismo e business: l’isola cavalca il suo futuro
La manifestazione equestre al via da martedì 14: grande occasione di sviluppo. Una vetrina eccezionale a cui guardano allevatori, imprese e produttori
ARBOREA. Lo sport come veicolo promozionale per il turismo e occasione di sviluppo. La Sardegna e in particolare l’Oristanese si trasformano per qualche giorno nell’ombelico del mondo equestre. Succede perché l’Horse Country Resort di Arborea, una delle strutture più attrezzate del Mediterraneo per il settore, ospiterà dal 14 al 19 settembre la nona edizione del “Sardegna Endurance Festival”, con la novità del “Campionato del mondo Giovani Cavalli 2021”, una competizione da 120 km che si snoderà lungo i territori di Arborea e Terralba, fra gli angoli più suggestivi e selvaggi di quell’area. Una cornice straordinaria sul piano paesaggistico e naturale attraverso cui costruire un racconto di promozione che valorizzi le eccellenze agricole e alimentari che provengono da queste aree, dai crostacei ai rinomati prodotti lattiero caseari vaccini, fino al riso, agli ortaggi e a tutta l’ortofrutta. Un’occasione per spingere verso una sicura fonte di opportunità socioeconomiche come il turismo equestre, che contribuisce ad accrescere l’attrattività di una destinazione, incontrando la domanda di chi ricerca un’esperienza nella natura incontaminata, di un clima mite, della presenza di professionisti del settore specializzati nella cura e nel benessere dei cavalli.
In arrivo cavalieri e staff provenienti da quattro continenti e 13 paesi con in testa quelli della penisola arabica, poi specialisti di settore, allevatori e portatori di interesse che animeranno gli incontri. La parte sportiva costituisce solo l’occasione per appuntamenti di carattere scientifico, veterinario, prologo alla fase agonistica. E sono previsti una mostra dedicata ai cavalli e una zona commerciale, il “Villaggio sardo”, in cui sarà promosso il territorio sardo, tra peculiarità artigianali, agroalimentari, ambientali e storico-tradizionali. Saranno occasioni di incontro tra rappresentanti istituzionali regionali, amministrazioni locali, manager e portatori di interesse nazionali ed esteri. L’appuntamento in Sardegna è diventato nel corso delle passate otto edizioni un punto di riferimento in particolare per professionisti provenienti da Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita.
«Il festival – dice l’organizzatore Riccardo Giachino – nel suo insieme rappresenta un momento di riflessione con una platea di professionisti del settore che arrivano da tutto il mondo. Parleremo di turismo, di allevamenti equini, di salute e cura dei cavalli. Tutti temi da affrontare con un pubblico in grado di progettare lo sviluppo sia del turismo equestre e sia dell’allevamento. La presenza di professionisti provenienti da diversi paesi del pianeta amplia inoltre l’attenzione su potenziali scambi economici con prestigiose scuderie che anche nelle passate edizioni hanno colto quest’occasione per incontrare gli allevatori». Da non dimenticare infatti che territori dell’Oristanese sono certamente l’area della Sardegna che ha maggiormente conservato e adattato alla modernità la tradizione del cavallo. Più in generale, le scuderie sarde si stanno riprendendo da diversi anni di forte turbolenza con un incoraggiante incremento delle fattrici che nell’ultimo settennio ha permesso di vendere nei paesi del Golfo Persico oltre 500 cavalli nati e allevati sull’Isola.
Il calendario extrasportivo. Si parte martedì e mercoledì (8,30-18) col convegno internazionale “Incontro tra Mascalcia e Veterinaria”; giovedì (stessa ora) la “Giornata di studio Veterinaria”; venerdì (10-20) apre il Villaggio sardo; domenica (10-18) al Palacavallo via alla “Rassegna purosangue arabi e angloarabi nati e allevati in Sardegna”. (a.palmas)
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