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Autunno caldo per il centrodestra sardo

Autunno caldo per il centrodestra sardo

Salvini e Meloni più vicini, ma isola in controtendenza: il mancato rimpasto crea tensioni nella maggioranza in Regione

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CAGLIARI. L’estate non ha portato la tranquillità sperata nella maggioranza di centrodestra al governo della Regione. Anzi, a pochi giorni dall’autunno la situazione s’è fatta ancora più complicata, con nuovi e inattesi strappi fra gli alleati. Colpa delle prossime elezioni amministrative, in troppi Comuni l’alleanza s’è dissolta. Colpa di un rimpasto più volte annunciato dal governatore Solinas ma di cui ormai si sono perse le tracce. Colpa, infine, dell’ultimo ribaltone nella giunta comunale di Cagliari, che ha scavato una voragine, con la Lega passata all’opposizione. La ripresa dopo la pausa feriale sarà tutt’altro che facile visto che c’è un assestamento di bilancio, intorno ai 250 milioni, ancora d’approvare in Consiglio regionale. Ma soprattutto mancherebbe ancora l’intesa sulle prossime nomine: dalla presidenza della commissione sanità fino ai manager delle future Asl. Tutto questo mentre, a livello nazionale, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno riallacciato i rapporti, dichiarandosi pronti a riscendere assieme in campo appena Draghi, che li ha divisi, lascerà Palazzo Chigi. Con la benedizione a distanza di Berlusconi, che certo non ha rinunciato al progetto del partito unico o federato da gennaio in poi.

Amministrative. L’alleanza non è riuscita a far quadrare il cerchio nei tre Comuni oltre i 15mila abitanti, che andranno al voto agli inizi di ottobre. A Carbonia l’Udc e buona parte del Psd’Az si sono schierati a favore del candidato sindaco presentato dal Pd. A Capoterra la coalizione s’è divisa in due tronconi, con Forza Italia, Fdi e Riformatori contrapposti ai sardisti, alla Lega e al Movimento Sardegna 20.Venti. Infine Olbia, dove Fdi ha negato il sostegno al sindaco uscente Settimo Nizzi (Fi) anche se poi non ha depositato una sua lista. Ha forse ragione chi, nel centrodestra, sostiene: «Sono solo dinamiche locali». Anche se una debacle nei Comuni appena citati potrebbe avere eccome più di una ripercussione sui futuri assetti della giunta Solinas.

Rimpasto. Di recente, in Consiglio regionale, è circolata l’indiscrezione che a ottobre, dopo il via libera alla Manovra di bilancio, dovrebbero partire le consultazioni del governatore per un cambio di deleghe e assessori in Giunta. È possibile, ma oggi nulla può essere dato per scontato. A premere perché la presunta tabella di marcia sia rispettata è soprattutto l’intergruppo Udc-Cambiamo, Fi e Riformatori, che si è formato ad agosto in Consiglio regionale. I centristi, si sa, hanno l’ambizione di essere più presenti a Villa Devoto. Ma di contro la Lega non sarebbe per nulla disposta a fare passi indietro rispetto a quanto ottenuto due anni e mezzo fa. Però da allora i rapporti di forza sono mutati e se un domani l’intergruppo dovesse presentarsi compatto, molto potrebbe cambiare in Giunta.

Caso Cagliari. Il tormentato rimpasto nell’amministrazione comunale guidata da Paolo Truzzu (Fdi) non ha fatto che peggiorare la situazione. L’Udc ha ottenuto quanto pretendeva da tempo, un assessorato, ai danni della Lega, che dal canto suo ha voltato le spalle al sindaco. La baruffa è solo agli inizi e presto si capiranno quali saranno le ricadute dello strappo sull’alleanza al governo della Regione. Nel frattempo il consigliere regionale Andrea Piras, che è anche consigliere comunale a Cagliari, ha presentato un’interrogazione in Municipio: «Il neo assessore Floris dell’Udc – scrive – era fra i partecipanti al banchetto proibito alle Terme di Sardara (su cui tra l’altro indaga la magistratura cagliaritana) e quindi stupisce la scelta di attribuirgli una delega. Sarebbe il caso che almeno non si scadesse in situazioni equivoche di questo genere». (ua)

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