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Giù i contagi e su i vaccinati il virus fa sempre meno paura

Giù i contagi e su i vaccinati il virus fa sempre meno paura

Il Covid rallenta e calano anche i ricoveri in ospedale. Ieri quattro morti over 80 L’isola scala la classifica delle regioni più virtuose: senza copertura solo il 24,1%

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SASSARI. In calo contagi e ricoveri nelle ultime 24 ore in Sardegna dove però si registrano altri 4 decessi: due donne e un uomo residenti nella città metropolitana di Cagliari, rispettivamente di 88, 94 e 81 anni, e un 86enne della provincia di Sassari. I nuovi casi accertati di Covid sono 68 ulteriori sulla base di 2.726 persone testate. Complessivamente, fra molecolari e antigenici, sono stati processati 3.408 tamponi. Il tasso di positività è sceso all’1,9 per cento. Migliora la situazione negli ospedali: i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 23 (-1), 201 invece quelli in area medica con una riduzione di 12 posti letto. Infine, sono 4.447 (-388) le persone ancora in isolamento domiciliare.

Nel frattempo nella classifica delle vaccinazioni fatte dalle regioni elaborata dal sito del Sole24Ore in base ai dati ufficiali del Governo emerge una buona posizione della Sardegna. L’isola, infatti, ha raggiunto il 24,1 per cento di non vaccinati, il sesto migliore risultato dopo Lombardia (22,1%), Toscana, Puglia, Molise e Lazio. In particolare, sono 67,2 per cento le persone – ha la popolazione vaccinabile – che hanno completato il ciclo di prima e seconda dose. E c’è un 8,7% che attende di concludere il ciclo vaccinale completo.

La dose addizionale di vaccino anti-Covid va somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose. Lo stabilisce la circolare del ministero della Salute. Per dose addizionale si intende una dose aggiuntiva a completamento del ciclo vaccinale primario, per raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. La circolare distingue dunque tra dosi “addizionali” e dosi cosiddette “booster”. Per dose addizionale, si legge, «si intende una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria». Per dose «booster», invece, «si intende una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare in popolazioni connotate da un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale».

La dose «booster» va somministrata dopo almeno sei mesi dall’ultima dose. Al momento, in base alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, precisa la circolare, «si considera prioritaria la somministrazione della dose addizionale nei soggetti trapiantati e immunocompromessi». Ferma restando la priorità del raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati, «sarà definita la strategia di somministrazione di una dose “booster” di vaccino a m-RNA (Comirnaty di BioNTech/Pfizer e Spikevax di Moderna) in favore di ulteriori gruppi target, a cominciare da quelli sopra menzionati, tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione dello scenario epidemiologico».



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