Giorgetti: «Accordo con Ita per la continuità aerea»
Sulle rotte navali si riaffaccia la Regione: affidarle i collegamenti non è sbagliato L’isola sarà il laboratorio di sviluppo della nuova tecnologia per la tv digitale
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SASSARI. Il ministro dello Sviluppo economico ha riservato un posto in prima fila e in alta definizione agli spettatori televisivi sardi: «Perché la Sardegna sarà la prima regione a sperimentare la nuova tecnologia digitale legata alle trasmissioni televisive – ha annunciato il numero 1 del Mise, Giancarlo Giorgetti – e dunque i sardi saranno gli italiani a vedere meglio la tv grazie al processo di ammodernamento della rete digitale che parte il 15 novembre e si concluderà entro Capodanno». E la nuova high definition sarà gustabile su nuove televisioni, quelle che sarà possibile acquistare con il bonus rottamazione dei vecchi apparecchi voluto del governo. Ma la ridefinizione del rapporto con il telecomando non può bastare alla Sardegna, perché l’isola ha la necessità di risolvere altri temi prima di accomodarsi sul divano, a partire dai trasporti.
Il ministro Giorgetti ha risposto alle domande di Luca Rojch sulle incertezze della continuità territoriale aerea: «Ci sono state tante difficoltà con i bandi di gara, anche perché le compagnie si stanno trasformando, a partire da Alitalia, ma sono stati fatti alcuni passi in avanti». Poi, l’annuncio in vista della scadenza dell’ultima proroga: «L’accordo con Ita (la nuova Alitalia, ndr) ci consentirà di evitare lo stallo e di garantire la continuità da metà ottobre». Diversa la questione sulla continuità marittima, un affare ancora più delicato: «Gli ultimi bandi sono andati deserti – ha ricordato il ministro – e a questo punto è probabile che la scelta di suddividere le tratte non sia stata felice». Al punto che Giorgetti sembrerebbe propenso a rispolverare un vecchio cavallo di battaglia della destra isolana, invocato a più riprese anche dal governatore Solinas: «Affidare la continuità marittima alla Regione potrebbe non essere una cattiva idea – ha detto – ma il problema più serio è a livello comunitario perché l’Unione europea non può far valere i normali criteri di concorrenza in una situazione come quella della Sardegna». Dopo un passaggio sulla necessità di ringiovanire gli organici del Mise, affidando ai giovani lo sviluppo delle nuove tecnologie anche all’interno del ministero, Giorgetti ha risposto alle domande sulla questione dell’industria nell’isola, alle prese con l’atavica carenza di infrastrutture e con un prezzo dell’energia più alto rispetto al resto del Paese: «Purtroppo alle difficoltà storiche del settore industriale si sono aggiunte anche quelle dettate dalla pandemia. Per Portoveseme, poi, abbiamo gli investitori pronti ma tutto è fermo per colpa delle incertezze sul costo dell’energia». Ferma anche la questione del risanamento dell’area industriale di Porto Torres: «Le attività sono state finanziate, Eni sta lavorando al progetto di risanamento ma purtroppo ci sono alcuni problemi burocratici complicati da risolvere». Forse sarebbe stato lecito attendersi qualche impegno in più dal ministro “più popolare” del governo Draghi, come un sondaggio ha recentemente definito proprio Giorgetti: «Comunque non cedo alla demagogia e alle promesse facili. E poi non credo nei sondaggi», ha concluso il ministro con un sorriso. (c.z.)
Il ministro Giorgetti ha risposto alle domande di Luca Rojch sulle incertezze della continuità territoriale aerea: «Ci sono state tante difficoltà con i bandi di gara, anche perché le compagnie si stanno trasformando, a partire da Alitalia, ma sono stati fatti alcuni passi in avanti». Poi, l’annuncio in vista della scadenza dell’ultima proroga: «L’accordo con Ita (la nuova Alitalia, ndr) ci consentirà di evitare lo stallo e di garantire la continuità da metà ottobre». Diversa la questione sulla continuità marittima, un affare ancora più delicato: «Gli ultimi bandi sono andati deserti – ha ricordato il ministro – e a questo punto è probabile che la scelta di suddividere le tratte non sia stata felice». Al punto che Giorgetti sembrerebbe propenso a rispolverare un vecchio cavallo di battaglia della destra isolana, invocato a più riprese anche dal governatore Solinas: «Affidare la continuità marittima alla Regione potrebbe non essere una cattiva idea – ha detto – ma il problema più serio è a livello comunitario perché l’Unione europea non può far valere i normali criteri di concorrenza in una situazione come quella della Sardegna». Dopo un passaggio sulla necessità di ringiovanire gli organici del Mise, affidando ai giovani lo sviluppo delle nuove tecnologie anche all’interno del ministero, Giorgetti ha risposto alle domande sulla questione dell’industria nell’isola, alle prese con l’atavica carenza di infrastrutture e con un prezzo dell’energia più alto rispetto al resto del Paese: «Purtroppo alle difficoltà storiche del settore industriale si sono aggiunte anche quelle dettate dalla pandemia. Per Portoveseme, poi, abbiamo gli investitori pronti ma tutto è fermo per colpa delle incertezze sul costo dell’energia». Ferma anche la questione del risanamento dell’area industriale di Porto Torres: «Le attività sono state finanziate, Eni sta lavorando al progetto di risanamento ma purtroppo ci sono alcuni problemi burocratici complicati da risolvere». Forse sarebbe stato lecito attendersi qualche impegno in più dal ministro “più popolare” del governo Draghi, come un sondaggio ha recentemente definito proprio Giorgetti: «Comunque non cedo alla demagogia e alle promesse facili. E poi non credo nei sondaggi», ha concluso il ministro con un sorriso. (c.z.)
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