Il ponte dell’informazione che unisce passato e futuro
Bilancio dei due giorni di festa in piazza d’Italia. I giovani sono stati protagonisti
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SASSARI. Con tante incognite, ma con molta voglia di esserci, i giornali stanno seguendo un percorso di cambiamento. Ora possono essere visti come una sorta di ponte tra il passato e il futuro dell’informazione.
La Nuova Sardegna sta festeggiando in questo 2021 i 130 anni dalla fondazione. Lo ha fatto con una serie di iniziative, di inserti, di articoli, che hanno ripercorso questi 13 decenni durante i quali il giornale fondato da Enrico Berlinguer, Pietro Satta Branca, Antonio Stara, Giuseppe Castiglia nel 1891 a Sassari ha raccontato cronache, storie, personaggi, conflitti, delitti, riappacificazioni, gioie e dolori. Insomma, vita. Lo ha fatto venerdì e sabato scorsi con una “due giorni” di dibattiti, interviste, spettacoli, testimonianze nel grande spazio di Piazza d’Italia, allestito per l’occasione grazie al contributo del Comune e della Prefettura.
L’informazione, nelle sue varie declinazioni, è stata protagonista. Con un filo conduttore che si è dipanato da una delle iniziative di cui La Nuova va più orgogliosa in questi ultimi anni: quella che ha coinvolto decine di istituti scolastici superiori in tutta l’isola e centinaia di studenti.
Con LaNuov@scuola il giornale su carta non solo è entrato nelle aule, ma ha anche favorito il confronto tra i ragazzi e il mondo dell’impresa, grazie alla lungimiranza di tanti partner che hanno sposato l’idea di base del progetto. Prima, durante e dopo l’epidemia (evento che è destinato a scandire il nostro tempo: tutto avrà una classificazione tra prima e dopo Covid) questa collaborazione tra giornale, imprese e scuola si è delineato, formato, rafforzato.
E la bellissima esperienza condivisa in mesi di lavoro e confronto, a volte difficile per i collegamenti a distanza, ha avuto nello scorso fine settimana un riconoscimento e un palcoscenico pubblici.
Per chi lavora in questo giornale, per chi ogni giorno lo rimonta con fatti nuovi per riproporlo puntuale in edicola o sul web, è stata una gioia vedere tanti ragazzi nativi digitali, mostrare impegno, curiosità, acume, intraprendenza, spigliatezza.
Ragazzi che hanno mostrato “professionalità” nei tanti compiti che gli erano stati affidati. Fossero quelli dell’accoglienza, del controllo dei green pass, dell’assistenza agli ospiti. Impegnati nel ruolo di cronisti e intervistatori, hanno sempre mostrato sicurezza, spirito d’osservazione, competenza e un’assoluta mancanza di soggezione di fronte a interlocutori come ministri o amministratori pubblici nel porre domande a volte scomode.
Una lezione per tanti, anche per giovani e vecchi cronisti, per gli esperti che si sono succeduti sul palco o in collegamento video. Per chi ha importanti ruoli di governo della cosa pubblica, per chi gestisce aziende importanti, per altri giovani che si affacciano già al mondo delle professioni.
Chi ha seguito con attenzione la manifestazione per i 130 anni de La Nuova Sardegna ha potuto assistere a questo oltre che a una panoramica sui temi caldi al centro del dibattito in questi mesi in Sardegna, in Italia e, perché no?, nel mondo.
Dall’energia ai trasporti, dalla scuola all’impresa, dalle infrastrutture alle possibilità di lavoro offerte dalla rete.
Con al centro, sempre e comunque, la voglia di conoscere. Perché la conoscenza è sempre stata e lo sarà ancora di più in futuro, fondamentale per accettare, giocare e vincere le sfide impegnative che il futuro ci metterà di fronte.
Nuove sfide, nuovi impegni per chi nel giornale su carta è nato e ha vissuto, per chi ne conoscerà la mutazione futura e magari la governerà. Nuove sfide che attendono i tanti giovani che venerdì e sabato erano in piazza d’Italia e che saranno gli ingegneri, gli architetti, i medici, i politici, i banchieri, forse anche i giornalisti del domani.
L’augurio che noi della Nuova Sardegna ci facciamo e facciamo ai lettori è quello di continuare a raccontare questi cambiamenti, queste nuove storie che si succederanno.
Restando vicini a questi giovani che diventeranno presto adulti, a quelli che arriveranno, ai loro genitori, ai loro nonni, ai loro fratelli.
La Nuova Sardegna sta festeggiando in questo 2021 i 130 anni dalla fondazione. Lo ha fatto con una serie di iniziative, di inserti, di articoli, che hanno ripercorso questi 13 decenni durante i quali il giornale fondato da Enrico Berlinguer, Pietro Satta Branca, Antonio Stara, Giuseppe Castiglia nel 1891 a Sassari ha raccontato cronache, storie, personaggi, conflitti, delitti, riappacificazioni, gioie e dolori. Insomma, vita. Lo ha fatto venerdì e sabato scorsi con una “due giorni” di dibattiti, interviste, spettacoli, testimonianze nel grande spazio di Piazza d’Italia, allestito per l’occasione grazie al contributo del Comune e della Prefettura.
L’informazione, nelle sue varie declinazioni, è stata protagonista. Con un filo conduttore che si è dipanato da una delle iniziative di cui La Nuova va più orgogliosa in questi ultimi anni: quella che ha coinvolto decine di istituti scolastici superiori in tutta l’isola e centinaia di studenti.
Con LaNuov@scuola il giornale su carta non solo è entrato nelle aule, ma ha anche favorito il confronto tra i ragazzi e il mondo dell’impresa, grazie alla lungimiranza di tanti partner che hanno sposato l’idea di base del progetto. Prima, durante e dopo l’epidemia (evento che è destinato a scandire il nostro tempo: tutto avrà una classificazione tra prima e dopo Covid) questa collaborazione tra giornale, imprese e scuola si è delineato, formato, rafforzato.
E la bellissima esperienza condivisa in mesi di lavoro e confronto, a volte difficile per i collegamenti a distanza, ha avuto nello scorso fine settimana un riconoscimento e un palcoscenico pubblici.
Per chi lavora in questo giornale, per chi ogni giorno lo rimonta con fatti nuovi per riproporlo puntuale in edicola o sul web, è stata una gioia vedere tanti ragazzi nativi digitali, mostrare impegno, curiosità, acume, intraprendenza, spigliatezza.
Ragazzi che hanno mostrato “professionalità” nei tanti compiti che gli erano stati affidati. Fossero quelli dell’accoglienza, del controllo dei green pass, dell’assistenza agli ospiti. Impegnati nel ruolo di cronisti e intervistatori, hanno sempre mostrato sicurezza, spirito d’osservazione, competenza e un’assoluta mancanza di soggezione di fronte a interlocutori come ministri o amministratori pubblici nel porre domande a volte scomode.
Una lezione per tanti, anche per giovani e vecchi cronisti, per gli esperti che si sono succeduti sul palco o in collegamento video. Per chi ha importanti ruoli di governo della cosa pubblica, per chi gestisce aziende importanti, per altri giovani che si affacciano già al mondo delle professioni.
Chi ha seguito con attenzione la manifestazione per i 130 anni de La Nuova Sardegna ha potuto assistere a questo oltre che a una panoramica sui temi caldi al centro del dibattito in questi mesi in Sardegna, in Italia e, perché no?, nel mondo.
Dall’energia ai trasporti, dalla scuola all’impresa, dalle infrastrutture alle possibilità di lavoro offerte dalla rete.
Con al centro, sempre e comunque, la voglia di conoscere. Perché la conoscenza è sempre stata e lo sarà ancora di più in futuro, fondamentale per accettare, giocare e vincere le sfide impegnative che il futuro ci metterà di fronte.
Nuove sfide, nuovi impegni per chi nel giornale su carta è nato e ha vissuto, per chi ne conoscerà la mutazione futura e magari la governerà. Nuove sfide che attendono i tanti giovani che venerdì e sabato erano in piazza d’Italia e che saranno gli ingegneri, gli architetti, i medici, i politici, i banchieri, forse anche i giornalisti del domani.
L’augurio che noi della Nuova Sardegna ci facciamo e facciamo ai lettori è quello di continuare a raccontare questi cambiamenti, queste nuove storie che si succederanno.
Restando vicini a questi giovani che diventeranno presto adulti, a quelli che arriveranno, ai loro genitori, ai loro nonni, ai loro fratelli.
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