Oggi la decisione sugli indennizzi
Consiglio regionale, la commissione bilancio alle prese con la legge in bilico
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CAGLIARI. I venti milioni di indennizzi per il Montiferru saranno stralciati o meno dalla Manovra 2021? Oggi la risposta dovrebbe arrivare dalla prima seduta della commissione bilancio del Consiglio regionale, convocata per discutere i 34 articoli della legge contabile. Le opposizioni di centrosinistra e il Movimento Cinque stelle continuano a sostenere: «È questa l’unica strada per evitare che gli indennizzi finiscano per essere bloccati ancora per diversi mesi». Ad alcuni partiti del centrodestra l’ipotesi dello stralcio non dispiacerebbe, ma altri non sono disposti a subire «i ricatti dell’opposizione – così definiti – sugli articoli destinati ad andare avanti in autonomia».
Il confronto. Fra i capigruppo del centrodestra, sono loro ad aver firmato la proposta di legge, c’è stato un fitto scambio di opinioni sul da farsi nelle prossime ore. Una decisione non è stata presa dalla maggioranza: il motivo? Innanzitutto – sarebbe stato detto – «dobbiamo chiarirci fra di noi cos’è urgente oppure non lo è». Di sicuro fra le urgenze ci sono non solo gli indennizzi per i danni provati dall’incendio di luglio, ma anche i contributi destinati alle imprese messe all’angolo dalla pandemia ma finora escluse dagli aiuti della Regione, più un pacchetto di finanziamenti destinati a rimettere in sesto la sanità dopo il Covid. . Sempre fra le urgenze alcuni partiti del centrodestra vorrebbero inserire anche il Fondo per il lavoro e gli interventi straordinari a favore delle società di gestione degli aeroporti. Sono invece maggiori le perplessità – sempre nel centrodestra – di insistere sugli articoli che riguardano i tempi della riforma sanitaria, o alcuni aggiustamenti a precedenti leggi regionali.
Stretta finale. Nei giorni scorsi, durante le audizioni in Consiglio regionale, dai sindacati e dalle imprese è stato lanciato un appello chiaro e perentorio: «Qualunque sia la decisione sul futuro di questa legge, comunque la politica deve stringere i tempi. Sarebbe un errore clamoroso che quanto previsto dalla Manovra – quasi 300 milioni – finiscano per non essere spesa causa delle beghe di Palazzo».
L’allarme. Alessandra Zedda, assessora al bilancio, una data di scadenza l’ha segnata sul calendario. Se la legge dovesse essere approvata dopo il 10 ottobre, potrebbe essere alto il rischio di un rinvio di indennizzi e contributi all’anno prossimo. È un rischio impopolare che nessuno vuole correre, in Consiglio regionale, ma una via d’uscita ancora non è stata trovata.
Il confronto. Fra i capigruppo del centrodestra, sono loro ad aver firmato la proposta di legge, c’è stato un fitto scambio di opinioni sul da farsi nelle prossime ore. Una decisione non è stata presa dalla maggioranza: il motivo? Innanzitutto – sarebbe stato detto – «dobbiamo chiarirci fra di noi cos’è urgente oppure non lo è». Di sicuro fra le urgenze ci sono non solo gli indennizzi per i danni provati dall’incendio di luglio, ma anche i contributi destinati alle imprese messe all’angolo dalla pandemia ma finora escluse dagli aiuti della Regione, più un pacchetto di finanziamenti destinati a rimettere in sesto la sanità dopo il Covid. . Sempre fra le urgenze alcuni partiti del centrodestra vorrebbero inserire anche il Fondo per il lavoro e gli interventi straordinari a favore delle società di gestione degli aeroporti. Sono invece maggiori le perplessità – sempre nel centrodestra – di insistere sugli articoli che riguardano i tempi della riforma sanitaria, o alcuni aggiustamenti a precedenti leggi regionali.
Stretta finale. Nei giorni scorsi, durante le audizioni in Consiglio regionale, dai sindacati e dalle imprese è stato lanciato un appello chiaro e perentorio: «Qualunque sia la decisione sul futuro di questa legge, comunque la politica deve stringere i tempi. Sarebbe un errore clamoroso che quanto previsto dalla Manovra – quasi 300 milioni – finiscano per non essere spesa causa delle beghe di Palazzo».
L’allarme. Alessandra Zedda, assessora al bilancio, una data di scadenza l’ha segnata sul calendario. Se la legge dovesse essere approvata dopo il 10 ottobre, potrebbe essere alto il rischio di un rinvio di indennizzi e contributi all’anno prossimo. È un rischio impopolare che nessuno vuole correre, in Consiglio regionale, ma una via d’uscita ancora non è stata trovata.
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