Terza dose, si parte lunedì in attesa oltre 20mila sardi
Da risolvere problemi burocratici: verso un protocollo tra Regione e Assl
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CAGLIARI. La terza dose in Sardegna? Lunedì prossimo, non prima. L’«operazione richiamo» scatterà con una settimana di ritardo rispetto alle altre Regioni. Gli ultimi problemi tecnici, che ancora esistono, saranno superati con un nuovo protocollo. Sta per essere firmato fra l’assessorato alla sanità e le Aziende che dovranno convocare dai 20 ai 25mila sardi per la somministrazione.
Primi in lista. L’elenco delle categorie fragili è stato diffuso dalla cabina di regia del commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo. In estrema sintesi, saranno chiamati gli immunodepressi, che potrebbero essere contagiati, nonostante la precedente doppia dose di vaccino, dalle varianti del virus. Ancora più nel dettaglio: i trapiantati d'organo o di cellule staminali entro 2 anni, i pazienti in terapia immunosoppressiva per scongiurare il rigetto dell'organo trapianto e anche quelli in attesa di trapianto o che hanno patologie oncologiche. Ancora: i casi di immunodeficienza soppressive e secondarie, insufficienza renale grave, compresi i dializzati, e i malati di Aids. «Stiamo parlando di pazienti con deficit immunitario grave e per i quali occorre alzare il livello di risposta del vaccino – conferma Gabriele Mereu, responsabile dell'Area di profilassi dell’Assl di Cagliari – Quanto poi la terza dose inciderà sulla capacità di protezione, lo sapremo col tempo. Sicuramente una protezione in più ci sarà anche se – ricorda – la protezione non è legata solo agli anticorpi in circolo ma anche alla memoria immunologica». Stando al cronoprogramma nazionale, dopo gli immunodepressi a ricevere la terza dose saranno gli ultraottantenni, comprese le residenze sanitarie per gli anziani. Invece non è stato ancora deciso se e quando il richiamo sarà somministrato al personale sanitario.
Il coordinamento. A occuparsi della terza dose saranno soprattutto il Brotzu di Cagliari e le due Aziende universitarie. Dunque, gli ospedali che da sempre seguono i pazienti immunodepressi compresi nelle dieci categorie previste dalla Cabina di regia. Ma anche l’Ats avrà un ruolo nell’«operazione richiamo» ed è possibile il coinvolgimento degli hub e dei centri territoriali di vaccinazione per accelerare i tempi. Infine, è stato confermato che i vaccini somministrati saranno solo quelli prodotti da Pfizer e Moderna. Le scorte a disposizione sarebbero sufficienti a coprire i 20-25mila sardi che presto saranno convocati per la terza dose.
Lo stato dell’arte. In Sardegna 1.109.435 persone hanno completato il ciclo vaccinale. È il 69,4 per cento della popolazione complessiva ed è ormai abbastanza vicino alla quota di 8 sardi vaccinati ogni 10, considerata la soglia dell’immunità di gregge. Con un picco dell'86,8 per cento fra gli over 12. I dati sono stati commentati dal commissario Figliuolo in un videomessaggio inviato all’associazione «Ad Adiuvandum», che ha partecipato allo screening prima e alla campagna di vaccinazione poi. «La Sardegna – le sue parole – ha ottenuto risultati molto buoni, in piena media, e in alcuni casi anche sopra la media nazionale. Sono soddisfatto e l’attesa immunità di gregge è sempre più vicina». Poi ha aggiunto: «Le vaccinazioni sono importanti per riprenderci il gusto del futuro e soprattutto avere una vita sociale molto più libera. I vaccini sono importanti anche per dar modo a tutti coloro che finora sono stati messi in secondo piano a causa del Covid, di essere curati negli ospedali». Allo stesso evento ha partecipato l’assessore alla sanità: «Il vaccino – ha detto Mario Nieddu – è sicuramente un'arma potente. Purtroppo in Sardegna c'è ancora uno zoccolo duro di persone riottose che non riusciamo a convincere, nonostante la Regione abbia fatto il possibile. A mio avviso la maggior parte dei contrari non sono “no vax” ideologicamente impostati. Sono persone che hanno paura del vaccino e quindi andrebbero accompagnate in un processo di coinvolgimento sempre più necessario». (ua)
Primi in lista. L’elenco delle categorie fragili è stato diffuso dalla cabina di regia del commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo. In estrema sintesi, saranno chiamati gli immunodepressi, che potrebbero essere contagiati, nonostante la precedente doppia dose di vaccino, dalle varianti del virus. Ancora più nel dettaglio: i trapiantati d'organo o di cellule staminali entro 2 anni, i pazienti in terapia immunosoppressiva per scongiurare il rigetto dell'organo trapianto e anche quelli in attesa di trapianto o che hanno patologie oncologiche. Ancora: i casi di immunodeficienza soppressive e secondarie, insufficienza renale grave, compresi i dializzati, e i malati di Aids. «Stiamo parlando di pazienti con deficit immunitario grave e per i quali occorre alzare il livello di risposta del vaccino – conferma Gabriele Mereu, responsabile dell'Area di profilassi dell’Assl di Cagliari – Quanto poi la terza dose inciderà sulla capacità di protezione, lo sapremo col tempo. Sicuramente una protezione in più ci sarà anche se – ricorda – la protezione non è legata solo agli anticorpi in circolo ma anche alla memoria immunologica». Stando al cronoprogramma nazionale, dopo gli immunodepressi a ricevere la terza dose saranno gli ultraottantenni, comprese le residenze sanitarie per gli anziani. Invece non è stato ancora deciso se e quando il richiamo sarà somministrato al personale sanitario.
Il coordinamento. A occuparsi della terza dose saranno soprattutto il Brotzu di Cagliari e le due Aziende universitarie. Dunque, gli ospedali che da sempre seguono i pazienti immunodepressi compresi nelle dieci categorie previste dalla Cabina di regia. Ma anche l’Ats avrà un ruolo nell’«operazione richiamo» ed è possibile il coinvolgimento degli hub e dei centri territoriali di vaccinazione per accelerare i tempi. Infine, è stato confermato che i vaccini somministrati saranno solo quelli prodotti da Pfizer e Moderna. Le scorte a disposizione sarebbero sufficienti a coprire i 20-25mila sardi che presto saranno convocati per la terza dose.
Lo stato dell’arte. In Sardegna 1.109.435 persone hanno completato il ciclo vaccinale. È il 69,4 per cento della popolazione complessiva ed è ormai abbastanza vicino alla quota di 8 sardi vaccinati ogni 10, considerata la soglia dell’immunità di gregge. Con un picco dell'86,8 per cento fra gli over 12. I dati sono stati commentati dal commissario Figliuolo in un videomessaggio inviato all’associazione «Ad Adiuvandum», che ha partecipato allo screening prima e alla campagna di vaccinazione poi. «La Sardegna – le sue parole – ha ottenuto risultati molto buoni, in piena media, e in alcuni casi anche sopra la media nazionale. Sono soddisfatto e l’attesa immunità di gregge è sempre più vicina». Poi ha aggiunto: «Le vaccinazioni sono importanti per riprenderci il gusto del futuro e soprattutto avere una vita sociale molto più libera. I vaccini sono importanti anche per dar modo a tutti coloro che finora sono stati messi in secondo piano a causa del Covid, di essere curati negli ospedali». Allo stesso evento ha partecipato l’assessore alla sanità: «Il vaccino – ha detto Mario Nieddu – è sicuramente un'arma potente. Purtroppo in Sardegna c'è ancora uno zoccolo duro di persone riottose che non riusciamo a convincere, nonostante la Regione abbia fatto il possibile. A mio avviso la maggior parte dei contrari non sono “no vax” ideologicamente impostati. Sono persone che hanno paura del vaccino e quindi andrebbero accompagnate in un processo di coinvolgimento sempre più necessario». (ua)
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