Solinas: «La nostra vicinanza al popolo catalano»
La politica sarda si è schierata compatta contro l’arresto del leader indipendentista
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SASSARI. Se a livello nazionale le reazioni della politica all’arresto di Puigdemont sono state rare e tiepide, in Sardegna la notizia ha sollevato un’ondata di commenti, praticamente tutti dello stesso segno. E particolarmente forte è stato il gesto del presidente della giunta Regionale, Christian Solinas, che, insieme al presidente dell’assemblea, il leghista Michele Pais, è andato addirittura al carcere di Bancali per accogliere l’ex presidente della Catalogna, appena scarcerato. «Come sempre rispettiamo l'indipendenza dell'autorità giudiziaria che ha preso le proprie determinazioni e siamo qui per festeggiare la sua scarcerazione - ha detto Solinas -. In questa nostra presenza vogliamo testimoniare tutta la nostra vicinanza al popolo catalano e questi esponenti politici per quello che è successo».
Un arresto che, secondo il presidente del Psd’Az, Antonio Moro, «mortifica la tradizione indipendentista e la storia centenaria del Partito sardo d'Azione, da sempre alleato dei partiti e dei movimenti nazionalitari che si battono per l'autogoverno in Catalogna e nelle altre nazioni senza Stato».
Per Romina Mura, depuatata del Pd, «l’arresto di un parlamentare europeo catalano è un vulnus preoccupante, e inoltre colpisce profondamente il sentire del popolo sardo».
«L’amicizia profonda che unisce in un legame fraterno, ed indissolubile la Sardegna e la città di Alghero particolarmente con la Catalogna - ha detto il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais - mi porta ad invocare una soluzione politica della vicenda che veda salvaguardato il rispetto dell'autonomia quale principio costituzionalmente garantito e quale presupposto per la libera convivenza di identità e culture diverse, nell’ambito di un’Europa dei Popoli e delle Nazioni».
Per il commissario della Lega in Sardegna, Eugenio Zoffili, «la giustizia spagnola ha condannato Puigdemont sulla base di un reato - il reato di sedizione - che non esiste in nessun ordinamento democratico e che rappresenta un capo di accusa palesemente persecutorio e di natura strettamente politica».
Il portavoce del partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, si è detto «solidale con il presidente Puigdemont. Il Pds condivide la sua battaglia per l'affermazione dell'autodeterminazione del popolo catalano. Con la ripresa del dialogo la politica ed il confronto democratico prevarranno sugli istinti repressivi e sui giustizialismi».
Per i senatori del Pd Giovanni Marilotti e Roberto Rampi, «la vicenda della dichiarazione d'indipendenza del 2017 in Catalogna va affrontata e risolta politicamente, anche grazie a una più incisiva iniziativa delle istituzioni europee, e non certo attraverso blitz alle frontiere e carcerazioni preventive».
Un arresto che, secondo il presidente del Psd’Az, Antonio Moro, «mortifica la tradizione indipendentista e la storia centenaria del Partito sardo d'Azione, da sempre alleato dei partiti e dei movimenti nazionalitari che si battono per l'autogoverno in Catalogna e nelle altre nazioni senza Stato».
Per Romina Mura, depuatata del Pd, «l’arresto di un parlamentare europeo catalano è un vulnus preoccupante, e inoltre colpisce profondamente il sentire del popolo sardo».
«L’amicizia profonda che unisce in un legame fraterno, ed indissolubile la Sardegna e la città di Alghero particolarmente con la Catalogna - ha detto il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais - mi porta ad invocare una soluzione politica della vicenda che veda salvaguardato il rispetto dell'autonomia quale principio costituzionalmente garantito e quale presupposto per la libera convivenza di identità e culture diverse, nell’ambito di un’Europa dei Popoli e delle Nazioni».
Per il commissario della Lega in Sardegna, Eugenio Zoffili, «la giustizia spagnola ha condannato Puigdemont sulla base di un reato - il reato di sedizione - che non esiste in nessun ordinamento democratico e che rappresenta un capo di accusa palesemente persecutorio e di natura strettamente politica».
Il portavoce del partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, si è detto «solidale con il presidente Puigdemont. Il Pds condivide la sua battaglia per l'affermazione dell'autodeterminazione del popolo catalano. Con la ripresa del dialogo la politica ed il confronto democratico prevarranno sugli istinti repressivi e sui giustizialismi».
Per i senatori del Pd Giovanni Marilotti e Roberto Rampi, «la vicenda della dichiarazione d'indipendenza del 2017 in Catalogna va affrontata e risolta politicamente, anche grazie a una più incisiva iniziativa delle istituzioni europee, e non certo attraverso blitz alle frontiere e carcerazioni preventive».
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