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Draghi su Puigdemont: il governo è rimasto fuori

Draghi su Puigdemont: il governo è rimasto fuori

Il presidente del Consiglio nega qualsiasi comunicazione con l’esecutivo iberico «È stata prima un’operazione di polizia poi della magistratura, non della politica» 

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SASSARI. La vicenda Puigdemont continua a tenere banco nella politica italiana. Mentre l’ex presidente catalano è volato a Bruxelles per prendere parte a riunioni al Parlamento europeo (e in attesa di tornare a Sassari, dove il 4 ottobre si terrà l’udienza in tribunale), sulla questione ieri è intervenuto in conferenza stampa il presidente del Consiglio, Mario Draghi. «Non c'è stata nessuna comunicazione col governo spagnolo – ha detto il premier sull’arresto di Puigdemont una settimana fa all’aeroporto di Alghero –. C'è un mandato di cattura internazionale appoggiato presso l'Interpol, emesso dalla magistratura spagnola. Il primo stadio della vicenda è stata un'operazione di polizia che obbedisce al mandato e fa un arresto. Subito dopo c'è stata una decisione della magistratura italiana che rileva come si sia pronunciata la corte di giustizia europea. È stata una operazione di polizia e magistratura, non dei governi o della politica».

Insomma, la politica italiana è rimasta completamente fuori dalla vicenda. E forse ha anche preferito starne fuori per non avere ripercussioni sui rapporti con il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez. Tutto ora è nelle mani dei giudici di Sassari. Lunedì, infatti, Carles Puigdemont, assistito dall’avvocato Agostinangelo Marras, è atteso davanti ai giudici di Sassari che dovranno decidere se sussistevano le condizioni per l’arresto, eseguito al suo arrivo all'aeroporto di Alghero la sera del 23 settembre. Dopo una notte trascorsa nel carcere di Bancali ha potuto partecipare al grande evento folkloristico catalano, mentre domenica è stato ospite a Oristano per incontrare gli indipendentisti sardi.

Il 4 ottobre, davanti alla sede della Corte d'Appello di Sassari è in programma un sit-in in segno di solidarietà per Puigdemont. Òmnium Cultural de l'Alguer, iRS, ProgReS, Torra, FEM-Marenostrum, Sardigna Natzione e Movimento Omosessuale Sardo invitano tutti a partecipare. «L'autodeterminazione e il voto – sostengono i movimenti indipendentisti sardi – sono un diritto, non un delitto. Le questioni politiche devono essere risolte politicamente e non nelle aule di tribunale».

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