La Nuova Sardegna

Il parroco-imbianchino cancella gli angeli azzurri

di Marco Bittau
Il parroco-imbianchino cancella gli angeli azzurri

Nella chiesetta dedicata a San Francesco coperta l’opera di Gret Luz-Stemmler Il prete: «Quelle “sirenette” non erano un’opera tutelata dalla Soprintendenza

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INVIATO A BADESI. Un pugno di case affacciate tra la piana e il mare, una chiesetta di campagna e una storia d’altri tempi. Al centro di questo piccolo mondo antico c’è il parroco di Badesi, don Gabriele Galleri, che circa un mese fa ha deciso di dare una “rinfrescata” alla chiesa dedicata a San Francesco, divisa tra le frazioncine di Azzagulta e Muntiggioni. Tinta e pennello alla mano, il parroco ha cancellato come con un colpo di spugna il grande dipinto che ornava la parete alle spalle dell’altare maggiore. Peccato che non fosse un murale qualunque, ma un’opera realizzata nel 1995 da Gret Luz-Stemmler, artista svizzera piuttosto nota, allora di casa a Santa Teresa Gallura. Due angeli azzurri su uno sfondo candido come la neve. Al loro posto due anonime quadri su telai di legno appesi sulla parete. Insomma, la chiesa artisticamente originale è stata ricondotta al canone tradizionale dell’architettura e dell’arredo religioso.

I lavori di manutenzione fatti dal parroco don Gabriele sono terminati nei giorni scorsi e nel momento della riapertura della chiesetta è come se sulla silenziosa quotidianità di Azzagulta e Muntiggioni si fosse abbattuto un fulmine. I parrocchiani delle due frazioni, abituati da 25 anni agli angeli felici dell’amata Gret, hanno preso male la cancellazione dell’opera. Anche peggio l’ha presa l’architetto olbiese Giovanni Fara, progettista della chiesetta costruita nel 1994, che con i suoi due campanili resta ancora oggi l’edificio più originale di tutto il territorio comunale di Badesi. Un malessere strisciante che ora rischia di avvelenare la piccola comunità.

Di fronte a tante proteste il parroco non si scompone. «Sono persone che neanche frequentano la parrocchia – dice don Gabriele Galleri – in ogni caso i lavori di manutenzione nella chiesa di San Francesco erano necessari perché l’edificio era praticamente abbandonato e, a causa delle infiltrazioni d’acqua e dell’umidità, l’interno si stava danneggiando. La stessa pittura era deteriorata». «Quelle “sirenette” comunque non erano un’opera tutelata dalla Soprintendenza – aggiunge il parroco di Badesi – piuttosto il nostro intervento è servito a proteggere, abbellire e valorizzare la chiesa, abbandonata e un po’ dimenticata visto che si celebrava messa appena ogni 15 giorni. Le due tele che abbiamo appeso sono poi direttamente ispirate a San Francesco, al quale la chiesa è dedicata».

Le “sirenette” di cui parla il parroco – forse memore del set cinematografico allestito d’estate – in realtà erano altra cosa: figure angeliche fluttuanti nel bianco della parete. Un’opera d’arte moderna secondo quel filone che nel secolo scorso ha visto giganti come Matisse, Chagall e Le Corbusier cimentarsi nelle chiese d’Europa. Le loro opere sono consegnate alla storia dell’arte e dell’architettura e nessuno si è mai sognato di dipingerci sopra.

Intanto Azzagulta e Muntiggioni – forse trecento abitanti in tutto – mugugnano sempre più forte. L’eco della loro protesta arriverà sicuramente a Tempio, al vescovo e al curatore dei beni ecclesiastici.

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