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Centrosinistra all’attacco: «Regione bloccata da mesi»

Centrosinistra all’attacco: «Regione bloccata da mesi»

Progressisti, Pd e Leu criticano la gestione della macchina amministrativa Martedì in aula l’aggiustamento di bilancio, il clima si fa sempre più caldo

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CAGLIARI. Martedì la manovra di bilancio approderà nell’aula del Consiglio regionale. In ballo ci sono 300 milioni fra indennizzi e contributi, compresi quelli per gli incendi nell’Oristanese e il sostegno alle imprese finora escluse dalle altre leggi «Salva Sardegna». Quale sarà il clima, se e come la maggioranza di centrodestra e le opposizioni hanno trovato un accordo per arrivare il prima possibile al voto finale della legge, lo si scoprirà fra qualche giorno. Intanto dai banchi del centrosinistra, Progressisti, Pd e Leu hanno lanciato l’ennesimo attacco alla giunta Solinas sul blocco di fatto del «sistema Regione». Oltre alla denuncia che «l’apparato è paralizzato per l’assenza del segretario generale» – oggi tra l’altro dovrebbe arrivare da Roma il possibile via libera alla nomina del magistrato Francesco Scano, scelto da Solinas oltre due mesi fa – le opposizioni hanno accusato il centrodestra anche di altro. «È evidente – ha sottolineato Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti – il tentativo palese della Giunta di imporre dirigenti amministrativi allineati e succubi dell’attuale maggioranza che governa la Regione. È inaccettabile. Con questa strategia, il presidente Solinas in particolare ha spazzato via i principi di trasparenza e imparzialità che invece devono differenziare l’azione amministrativa da quella politica». Ancora – ha aggiunto Agus – «è in atto, sempre negli uffici regionali, una palese mortificazione ed emarginazione di dirigenti, funzionari ed impiegati non allineati al centrodestra». È tutto scritto anche nell’interpellanza presentata da Massimo Zedda dei Progressisti, poi firmata dagli altri partiti del centrosinistra, in cui si legge: «Dalla Giunta continuano a essere messi in atto comportamenti gravi rispetto ai valori costituzionali di democrazia e civiltà politica».

L’attacco frontale. «Siamo di fronte a una situazione intollerabile – ha detto Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd – che mai si è verificata. L’errore a monte, gravissimo, è il voler reclutare la dirigenza, soprattutto se i nominati sono esterni alla Regione, solo su base fiduciaria e solo se appartengano a gruppi legati al centrodestra». Così – ha ribadito il Pd – «continuano a essere e saranno sempre disattese le norme che invece dovrebbero regolare il buon andamento della pubblica amministrazione». Due su tutte: gli incarichi ai manager esterni «vanno conferiti solo nel caso in cui gli stessi abbiano un’elevata professionalità e riconosciute capacità» e soltanto dopo «aver verificato che fra i dipendenti dell'amministrazione non siano presenti le figure richieste». In più – è stato un altro passaggio della denuncia – «nel centrodestra ha preso piede anche la tendenza di trasferire i non allineati in uffici dove non hanno nessuna funzione ed è questo un atteggiamento vessatorio». Concetti e accuse ribadite, ampliati, da Daniele Cocco, capogruppo di Leu: «Sono ben 15 su 21 gli enti commissariati, oltre a tutte le Aziende sanitarie e le Province. Anche le direzioni generali di diversi assessorati sono vacanti o coperte da facenti funzioni. In altre parole, la macchina Regione si regge sulle decisioni di persone, i commissari, che non possono prendere decisioni, o di direttori generali in perenne bilico fra l’essere cacciati o riconfermati». Fino ad arrivare alla domanda delle domande: «Cosa significa tutto questo? Che la Regione è ingessata da mesi e mesi». Con pare effetti dirompenti anche nell’azione di controllo dei consiglieri regionali sugli atti della Regione: «Siamo spesso in difficoltà nel recuperare anche gli atti sulle procedure messe in piedi dalla maggioranza di centrodestra e queste barriere non fanno altre che aumentare la nebbia in cui è avvolta l’azione politica e amministrativa della giunta Solinas».

Mancano i 5 stelle. Il Movimento non ha firmato l’interpellanza e neanche partecipato alla conferenza stampa: perché? «Perché – fa sapere il capogruppo Michele Ciusa – crediamo si tratti di uno scontro fra quanti hanno governato nelle passate legislature e quanti in questa. Mentre noi guardiamo al futuro e non certo al passato». (ua)

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