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L’annuncio di Onorato: «Lascio la presidenza»

di Antonello Palmas
L’annuncio di Onorato: «Lascio la presidenza»

La svolta in una lettera indirizzata ai dipendenti della compagnia marittima «Per le azioni che sto per intraprendere è meglio fare un passo indietro»

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SASSARI. L'annuncio arriva in una lettera ai dipendenti, anzi a quelli che definisce “i miei marittimi”: Vincenzo Onorato si dimette dalla presidenza del Gruppo Moby. Il fondatore e patron della compagnia non fornisce spiegazioni chiare sulle motivazioni di questa svolta, ma afferma che «per le azioni che sto per intraprendere a difesa del nostro lavoro e della Compagnia ritengo che la scelta migliore sia quella di fare un passo indietro e lasciare» il vertice della compagnia. Rivolgendosi in maniera teatrale “alle Donne e agli Uomini di Onorato Armatori”, senza fare nomi, spiega che «la persona che mi sostituirà sarà degna di questo onere e di questo onore insieme ai miei figli, Achille e Alessandro, e un management giovane e motivato che nonostante la crisi del Covid e gli attacchi vigliacchi che si protraggono da oltre due anni, i cui autori finalmente stanno venendo alla luce, sta dimostrando con i fatti di portare la Nave verso un porto sicuro: il Futuro».

Per il resto, nel pieno stile che lo ha sempre contraddistinto, sfodera una sintetica ma enfatica carrellata sulla storia del gruppo, nella quale non figurano le arcinote difficoltà economiche che l’hanno portato a un passo dal fallimento, evitato con la concessione da parte del tribunale di Milano dell’avvio della procedura del concordato preventivo per Moby e Cin-Tirrenia. E nemmeno l’apertura di un’inchiesta da parte della procura della repubblica milanese su un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che coinvolge lo stesso Vincenzo Onorato e il figlio Achille, amministratore delegato. Anzi, «le compagnie di Onorato Armatori sono solide, forti e soprattutto oggi, mentre vi scrivo, liquidissime», scrive.

«Quarant'anni fa – spiega Onorato – ho fondato Moby partendo da una piccola nave e 12 marittimi, creando, insieme e soprattutto grazie a voi, e grazie a 140 anni di storia e cultura armatoriale, delle quale sono custode, la prima Compagnia di traghetti mondiale con 6000 marittimi tutti italiani. Sono e sarò sempre uno di Voi, perché prima di essere il Vostro Armatore, ho fatto il mozzo sulle navi di mio padre, correva l'anno 1970: avevo solo 13 anni. Oggi coloro che si chiamano “armatori”, definiscono i lavoratori del mare “risorse umane”, io li chiamo “i miei marittimi”, perché ho vissuto sulla mia pelle i sacrifici che questo lavoro comporta».

E dopo aver affermato con forza che le sue compagnie godono un ottimo stato di salute, nel ricordare i «grandi traghetti in avanzata fase di costruzione, il primo dei quali sarà varato a fine mese, dove lavoreranno altri 500 marittimi», Vincenzo Onorato ricorda che quelle affidate a un cantiere cinese «sono un mio progetto e sono orgoglioso di affidarvele». Per poi chiudere con «Sono e resterò sempre accanto a Voi. Un abbraccio di cuore e avanti a tutta forza come sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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