Nizzi, l’highlander azzurro: «Premiata la nostra serietà»
di Serena Lullia
Il sindaco rieletto per la quinta volta alla guida del capoluogo gallurese: «La gente non ama le grandi ammucchiate, ma vuole essere ben amministrata»
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OLBIA. Il fortino resta azzurro e lui il suo condottiero invincibile. Settimo Nizzi, conquista il quinto mandato da sindaco e issa per la quinta volta il vessillo di Forza Italia sul municipio.
Il centrodestra è Fi. In controtendenza rispetto al resto d’Italia, Olbia non tradisce la sua anima forzista e il partito berlusconizziano fa l’asso pigliatutto. Scrutinate tutte le 50 sezioni la vittoria di Nizzi sull’avversario della Grande coalizione, Augusto Navone, consegna alla storia politica cittadina questo risultato: 52,08% per il centrodestra contro il 47,92% della Grande coalizione. 1217 le preferenze di scarto. Forza Italia è il primo partito con il 27,87% e piazza dieci consiglieri; seconda Olbia democratica, che non è altro che il Pd senza simboli e ne piazza quattro. La Lista Nizzi, che è sempre Forza Italia con qualche innesto di candidati civici, è terza e avrà quattro rappresentanti. Il primo partito puro di centrodestra, quello dei Riformatori, si ferma al 4,39% e mette un solo uomo come anche il Psd’Az che si ferma al 3,94%. Percentuali minime anche per la Lega, 3,32% pari a 929 voti, cifre minimal che le consentono di entrare in Consiglio seppur con un esponente che della Lega non è. L’Udc raggranella l’1,87% delle preferenze e resta fuori. Sul fronte apposto, dopo Olbia democratica, la forza più consistente è Liberi, al 9,43%, che mette insieme le sensibilità di centrodestra e porta in Consiglio due dei suoi rappresentanti. Buon risultato per la civica pura di Navone, Alba: 1662 voti e il 5,94%, entra in aula con un consigliere. Scelta civica, con il 5,64%, in cui erano confluiti alcuni big del Pd uscenti, piazza un solo uomo, come l’M5s che si difende ma non sfonda: 4,6%. A seguire Insieme per Olbia con il 4,39%. Sotto il 3% gli indipendentisti e Vivere Olbia che restano fuori.
Fi highlinder. Quale sia il segreto di Forza Italia a Olbia lo spiega il sindaco neoeletto. «La serietà dei dirigenti, degli eletti, la credibilità delle new entry e lo straordinario amore verso la politica liberale e il presidente Berlusconi». Nizzi detta poi la linea del suo mandato. «In continuità con quello che sempre abbiamo fatto. Con il nostro modo di essere, soprattutto con le azioni concrete da portare avanti».
Sondaggi flop. Nizzi analizza anche il voto. Il testa a testa annunciato dai sondaggi e vissuto nel primo pomeriggio è diventato uno scatto da velocista in serata. «I sondaggi che avevamo fatto noi erano concreti, perché fatti da una grande agenzia sondaggistica nazionale – analizza Nizzi –. A luglio avevamo il 20% di differenza ma eravamo tre candidati; il 21 settembre eravamo al 13%. Poi le elezioni nazionali hanno contribuito con una tendenza verso il basso, ma abbiamo tenuto sempre bene e soprattutto i cittadini hanno dato fiducia al nostro progetto».
Stop veleni. Il perché della vittoria, secondo Nizzi sta nei contenuti della campagna elettorale, nei modi e nei toni. «La gente non ama ammucchiate, le persone nascoste, chi parla male degli altri. La gente vuole vivere serenamente e vuole essere ben amministrata».
Giunta turbo. Ora il primo cittadino pensa alla giunta. Sull’esempio di Sala a Milano intende mettere il turbo. «Non abbiamo bisogno di studiare, sappiamo cosa fare. Il criterio che utilizzerò sarà la meritocrazia». In cima alla lista delle cose da fare «una bella interlocuzione con il presidente della Regione». Tanti temi aperti. A partire dalla sanità.
Il centrodestra è Fi. In controtendenza rispetto al resto d’Italia, Olbia non tradisce la sua anima forzista e il partito berlusconizziano fa l’asso pigliatutto. Scrutinate tutte le 50 sezioni la vittoria di Nizzi sull’avversario della Grande coalizione, Augusto Navone, consegna alla storia politica cittadina questo risultato: 52,08% per il centrodestra contro il 47,92% della Grande coalizione. 1217 le preferenze di scarto. Forza Italia è il primo partito con il 27,87% e piazza dieci consiglieri; seconda Olbia democratica, che non è altro che il Pd senza simboli e ne piazza quattro. La Lista Nizzi, che è sempre Forza Italia con qualche innesto di candidati civici, è terza e avrà quattro rappresentanti. Il primo partito puro di centrodestra, quello dei Riformatori, si ferma al 4,39% e mette un solo uomo come anche il Psd’Az che si ferma al 3,94%. Percentuali minime anche per la Lega, 3,32% pari a 929 voti, cifre minimal che le consentono di entrare in Consiglio seppur con un esponente che della Lega non è. L’Udc raggranella l’1,87% delle preferenze e resta fuori. Sul fronte apposto, dopo Olbia democratica, la forza più consistente è Liberi, al 9,43%, che mette insieme le sensibilità di centrodestra e porta in Consiglio due dei suoi rappresentanti. Buon risultato per la civica pura di Navone, Alba: 1662 voti e il 5,94%, entra in aula con un consigliere. Scelta civica, con il 5,64%, in cui erano confluiti alcuni big del Pd uscenti, piazza un solo uomo, come l’M5s che si difende ma non sfonda: 4,6%. A seguire Insieme per Olbia con il 4,39%. Sotto il 3% gli indipendentisti e Vivere Olbia che restano fuori.
Fi highlinder. Quale sia il segreto di Forza Italia a Olbia lo spiega il sindaco neoeletto. «La serietà dei dirigenti, degli eletti, la credibilità delle new entry e lo straordinario amore verso la politica liberale e il presidente Berlusconi». Nizzi detta poi la linea del suo mandato. «In continuità con quello che sempre abbiamo fatto. Con il nostro modo di essere, soprattutto con le azioni concrete da portare avanti».
Sondaggi flop. Nizzi analizza anche il voto. Il testa a testa annunciato dai sondaggi e vissuto nel primo pomeriggio è diventato uno scatto da velocista in serata. «I sondaggi che avevamo fatto noi erano concreti, perché fatti da una grande agenzia sondaggistica nazionale – analizza Nizzi –. A luglio avevamo il 20% di differenza ma eravamo tre candidati; il 21 settembre eravamo al 13%. Poi le elezioni nazionali hanno contribuito con una tendenza verso il basso, ma abbiamo tenuto sempre bene e soprattutto i cittadini hanno dato fiducia al nostro progetto».
Stop veleni. Il perché della vittoria, secondo Nizzi sta nei contenuti della campagna elettorale, nei modi e nei toni. «La gente non ama ammucchiate, le persone nascoste, chi parla male degli altri. La gente vuole vivere serenamente e vuole essere ben amministrata».
Giunta turbo. Ora il primo cittadino pensa alla giunta. Sull’esempio di Sala a Milano intende mettere il turbo. «Non abbiamo bisogno di studiare, sappiamo cosa fare. Il criterio che utilizzerò sarà la meritocrazia». In cima alla lista delle cose da fare «una bella interlocuzione con il presidente della Regione». Tanti temi aperti. A partire dalla sanità.
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