Il fiuto di Semia sventa un traffico di marijuana
Un pacco con 12 kg di droga stava per essere imbarcato a Olbia, ma non inganna il labrador della Gdf
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Il pacco stava per essere caricato su un camion. Ma i finanzieri del Gruppo di Olbia, con i cani antidroga, lo hanno bloccato in tempo: all’interno sono stati trovati oltre 12 chilogrammi di marijuana. Erano diretti in Emilia Romagna.
L’operazione è stata messa a segno martedì scorso e fa parte delle attività di controllo intensificate dalla fiamme gialle soprattutto nei porti, negli aeroporti e nelle aziende di spedizione. E proprio nella sede di uno dei tanti corrieri espresso era stato consegnato, forse poche ore prima della scoperta, un pacco. Ma chi lo aveva portato lì? Un giovane. Irriconoscibile, però, dai filmati che la guardia di finanza di Olbia, guidata dal capitano Carlo Lazzari, ha visionato. Sguardo sempre basso, mascherina che copriva quasi tutto il volto e cappellino con visiera. Impossibile, insomma, riuscire a capire di chi si trattasse. Non solo. I dati che ha fornito erano inventati: il nome del mittente (un olbiese) è risultato falso e la via di residenza non esiste in città. Stesso discorso per il destinatario: una società che ha cessato da tempo l’attività e un indirizzo sempre inesistente (la località precisa non è stata resa nota). L’unica certezza, appunto, era la regione in cui doveva avvenire la consegna.
L’intensificazione dei controlli è stata disposta anche dal comando provinciale della Guardia di Finanza soprattutto perché la Sardegna, in questo momento, è terra di grandi coltivazioni di marijuana e proprio nei mesi di settembre e ottobre è prevista la raccolta. Le fiamme gialle, dunque, consapevoli del fatto che molta della droga prodotta sia destinata a lasciare l’isola, stanno passando ai raggi x le aree portuali e aeroportuali e le varie aziende di spedizione.
Così, martedì, le unità cinofile del gruppo di Olbia hanno fatto scattare i controlli tra le numerosissime spedizioni di un capannone di smistamento della zona industriale ed è qui che hanno rinvenuto il pacco che stava per essere caricato su un camion. Un pacco di fronte al quale il Labrador “Semia”, addestrato alla ricerca di sostanze stupefacenti, si è subito agitato. Non c’erano dubbi, dunque. Lì dentro ci doveva essere della droga.
E infatti sono state recuperate buste trasparenti contenenti infiorescenze di marijuana sigillate e cosparse di deodorante. Una strategia inutile, che non ha confuso i cani antidroga.
«Con questo sequestro - ha spiegato il comando provinciale - la Guardia di Finanza sottrae al mercato illegale una ingente quantità di stupefacente già lavorato e pronto ad essere immesso in commercio, che avrebbe potuto fruttare fino a 150 mila euro se fosse arrivato sul mercato». (s.p.)
L’operazione è stata messa a segno martedì scorso e fa parte delle attività di controllo intensificate dalla fiamme gialle soprattutto nei porti, negli aeroporti e nelle aziende di spedizione. E proprio nella sede di uno dei tanti corrieri espresso era stato consegnato, forse poche ore prima della scoperta, un pacco. Ma chi lo aveva portato lì? Un giovane. Irriconoscibile, però, dai filmati che la guardia di finanza di Olbia, guidata dal capitano Carlo Lazzari, ha visionato. Sguardo sempre basso, mascherina che copriva quasi tutto il volto e cappellino con visiera. Impossibile, insomma, riuscire a capire di chi si trattasse. Non solo. I dati che ha fornito erano inventati: il nome del mittente (un olbiese) è risultato falso e la via di residenza non esiste in città. Stesso discorso per il destinatario: una società che ha cessato da tempo l’attività e un indirizzo sempre inesistente (la località precisa non è stata resa nota). L’unica certezza, appunto, era la regione in cui doveva avvenire la consegna.
L’intensificazione dei controlli è stata disposta anche dal comando provinciale della Guardia di Finanza soprattutto perché la Sardegna, in questo momento, è terra di grandi coltivazioni di marijuana e proprio nei mesi di settembre e ottobre è prevista la raccolta. Le fiamme gialle, dunque, consapevoli del fatto che molta della droga prodotta sia destinata a lasciare l’isola, stanno passando ai raggi x le aree portuali e aeroportuali e le varie aziende di spedizione.
Così, martedì, le unità cinofile del gruppo di Olbia hanno fatto scattare i controlli tra le numerosissime spedizioni di un capannone di smistamento della zona industriale ed è qui che hanno rinvenuto il pacco che stava per essere caricato su un camion. Un pacco di fronte al quale il Labrador “Semia”, addestrato alla ricerca di sostanze stupefacenti, si è subito agitato. Non c’erano dubbi, dunque. Lì dentro ci doveva essere della droga.
E infatti sono state recuperate buste trasparenti contenenti infiorescenze di marijuana sigillate e cosparse di deodorante. Una strategia inutile, che non ha confuso i cani antidroga.
«Con questo sequestro - ha spiegato il comando provinciale - la Guardia di Finanza sottrae al mercato illegale una ingente quantità di stupefacente già lavorato e pronto ad essere immesso in commercio, che avrebbe potuto fruttare fino a 150 mila euro se fosse arrivato sul mercato». (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
