Volotea fa base ad Alghero e cerca personale nell’isola

La low cost spagnola pronta ad investire dopo l’esordio sulle rotte in continuità

SASSARI. Nemmeno il tempo di avviare i motori e mettere a regime le nuove rotte della continuità territoriale che Volotea è già pronta al rilancio. Anzi, ai rilanci. Sono previsti, infatti, una nuova base sull’isola, la terza, ma soprattutto le assunzioni del nuovo personale direttamente in Sardegna. E intanto, continua la lotta contro il tempo per sistemare gli ultimi dettagli necessari per soddisfare i requisiti richiesti dal bando regionale per l’assegnazione delle rotte a tariffe calmierate. Ma anche per soddisfare le esigenze dei passeggeri sardi che, perlomeno sino al 14 maggio del 2022, utilizzeranno gli Airbus A320 spagnoli per gli spostamenti aerei verso Roma e Milano.

Volotea rilancia. La compagnia low cost iberica ha già messo sul piatto l’apertura della terza base nell’isola. Quindi, dopo il domicilio su Olbia e Cagliari, il vettore avrà una casa anche ad Alghero, da cui da lunedì gestirà sei collegamenti tra andata e ritorno con gli aeroporti di Milano-Linate e Roma-Fiumicino, esattamente come farà negli scali di Olbia e Cagliari. Ma l’impegno della low cost nell’isola comprende anche un giro di assunzioni del personale di bordo, come recita l’annuncio pubblicato sul sito e sui canali social della compagnia. Volotea è quindi alla ricerca di candidati “con e senza certificato per il ruolo di “cabin crew member” e “senior cabin crew member” in Sardegna, Italia (Cagliari, Olbia e Alghero)”. Nel sito della compagnia si leggono anche le specifiche da soddisfare in caso di candidatura. Si inizia dall’attitudine con “persone impegnate, positive, educate e molto socievoli”, alle classiche caratteristiche del personale di bordo e quindi “saper nuotare”, “parlare fluentemente due lingue (di cui una è obbligatoriamente l’inglese)” ad avere “un passaporto europeo valido”. Inoltre, sicuramente permetterà di ottenere un punteggio maggiore l’esperienza “pregressa nel customer care”, ovvero l’assistenza alla clientela.

Corsa contro il tempo. Mentre nel sito compare il numero verde (800593877, attivo dalle 8 alle 19) destinato alle rotte in continuità territoriale e a cui sarà possibile richiedere informazioni e rimborsi, oppure effettuare reclami, Isidre Porqueras Orea, di Volotea, racconta gli ultimi giorni dal punto di vista della compagnia: «Siamo davvero felici di essere riusciti, in un tempo tanto ridotto, a far decollare dai 3 scali sardi i primi voli in regime di continuità territoriale. Considerate le tempistiche così serrate, si tratta di un risultato estremamente significativo che ci riempie di orgoglio. Per Volotea, inoltre, è una grande gioia riuscire a garantire a tutti gli abitanti dell'isola la possibilità di raggiungere la terraferma durante l’inverno. A partire, poi, da domani, la nostra gestione della continuità territoriale entrerà a pieno regime con un massimo di 266 voli ogni settimana. Con i nostri collegamenti – ha aggiunto – puntiamo a offrire un servizio puntuale e preciso, permettendo a tutti i viaggiatori sardi di raggiungere con grande comodità Roma e Milano. Questo testimonia la particolare attenzione che Volotea ha sempre avuto nei confronti della Sardegna e delle esigenze delle comunità locali; uno degli obiettivi principali, infatti, resta quello di soddisfare al meglio le esigenze di viaggio dei nostri passeggeri».

Esami sospesi. Intanto a Sassari sono state bloccate le indagini Pet per motivi legati alla nuova continuità territoriale aerea. A differenza di Alitalia, infatti, Volotea non è autorizzata al trasporto del radiofarmaco che arriva in aereo dalla Penisola, così i pazienti oncologici sassaresi non possono usufruire di questo esame indispensabile per la diagnosi e la stadiazione dei tumori. È quanto emerge dall'interrogazione urgente presentata dalla capogruppo dei Riformatori, Sara Canu, e dal collega Michele Cossa, all'assessore della Sanità “affinché intervenga con urgenza”. «Per uscire da questa situazione disastrosa – spiegano Canu e Cossa – è sufficiente che sia autorizzato il trasporto del radiofarmaco da Cagliari a Sassari: il ciclotrone del Brotzu è assolutamente in grado di produrre il radiofarmaco sufficiente per fronteggiare l'emergenza sassarese: sono duemila i pazienti sassaresi che rischiano di vedere negate prestazioni sanitarie indispensabili per le loro cure».

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