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Tafferugli a Trieste, la polizia sgombera il porto

Tafferugli a Trieste, la polizia sgombera il porto

I manifestanti occupano una piazza del capoluogo friulano: 3 poliziotti feriti e insulti ai giornalisti

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TRIESTE. Alle 7 del mattino al varco 4 di Trieste arriva il leader (dimissionario) della protesta, Stefano Puzzer. Assieme agli altri lavoratori portuali libera la postazione, vicino ai tornelli, da cui da venerdì scorso sono stati scanditi i tempi e i modi della protesta No Green pass obbligatorio sul posto di lavoro. Poco dopo, dal porto escono i blindati della polizia. I manifestanti li aspettano seduti a terra, perché - cantano in coro - «la gente come noi non molla mai». Puzzer è seduto abbracciato «ai fratelli» portuali. Davanti a lui e ai manifestanti - donne e uomini di ogni età - c'è la polizia in tenuta antisommossa che chiede lo sgombero dell'area antistante il porto. La resistenza contro il Green pass continua, vengono azionati gli idranti una prima volta. Durante la mattinata avverrà numerose altre volte. Ci sono momenti di tensione tra forze dell'ordine e manifestanti. A passo lento la polizia, dopo aver aggirato il primo blocco di portuali, guadagna terreno. Infine vengono sparati lacrimogeni. È quasi ora di pranzo. C'è un fuggi fuggi generale, panico, dolore agli occhi. La polizia segue la folla che si allontana verso la strada principale, poi si ferma incerta. Finché in testa al corteo non arriva il leader, Puzzer. Si va verso piazza Unità: «vediamo se hanno il coraggio di caricarci anche là», dice il portuale. Il corteo, pacifico, percorre le strade della città per poi tornare di nuovo in piazza. Si chiede di stare seduti e tranquilli, perché non si ripetano le cariche. Il bilancio dei disordini del mattino al Porto, secondo la Questura, è di 5 persone denunciate, tre poliziotti feriti non in modo grave. Nel pomeriggio la protesta continua. Alcuni manifestanti prendono di mira i giornalisti, durante due dirette con Rainews 24 e l'emittente locale Tele4. Volano insulti, «venduti», «vergogna», poi alcune telecamere vengono allontanate dalla piazza. Puzzer continua nel suo ruolo di mediatore. Sale in Prefettura, chiede un incontro con il governo nell'arco di due-tre giorni. Ma al porto continuano le cariche delle forze dell'ordine. Per la Questura sono circa 3mila i presenti. In zona Campi Elisi, vicino al porto per tutto il pomeriggio è guerriglia, cassonetti trascinati in strada, lancio di oggetti e ancora cariche. Sempre nel pomeriggio un boato si avverte proprio in quella zona, qualcuno pensa a un fumogeno, altri addirittura a una bomba carta, fumo bianco sale dalla strada. Mentre in centro si festeggia l'elezione del sindaco, Roberto Dipiazza, in vari punti della città risuonano echi di sirene. (francesco de filippo e alice fumis)

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