La rete Dafne: tra le mura domestiche c’è sempre più violenza

Ancora un caso di violenza su una donna in Gallura

La crescita dopo il Covid: 208 casi su 336 accessi. L’assistenza alle vittime

SASSARI. Novantasei “accessi” nel 2019, centododici nel 2020, già 128 all'1 settembre 2021. Per la maggior parte donne, vittime di violenza domestica, che hanno cercato l’aiuto della rete Dafne, con numeri letteralmente esplosi dopo il lockdown.

A loro è dedicata SoStanza, come la sigla simbolo universale della richiesta di aiuto, come struttura essenziale della persona, come luogo in cui sostare, al sicuro. È il nome delle due stanze di ascolto per le vittime di reato che verranno allestite nelle Procure nei tribunali per i Minorenni di Sassari e Cagliari, ennesima iniziativa di Dafne, la “rete” messa in piedi dall’associazione “Mediatori Insieme” di Sassari e sostenuta dalla Fondazione di Sardegna, attiva dal 2019 nell’Isola, con due sedi a Sassari e Cagliari a cui nel 2021 si sono aggiunte Olbia, Nuoro, Oristano e Lanusei.


Due SoStanze che vivranno grazie al rinnovato appoggio del Banco di Sardegna, che ha creato una nuova carta prepagata senza costi di emissione «BdS in Rosa» con parte delle commissioni a favore della Rete.

A presentare le iniziative, ieri mattina nella sede della Fondazione di Sardegna, il direttore generale della Fondazione, Carlo Mannoni, il dg del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese, il procuratore del Tribunale per i Minorenni di Cagliari, Anna Cau, e di quello di Sassari, Luisella Fenu, la responsabile del coordinamento di Rete Dafne, Annina Sardara e la referente dell’équipe di Cagliari, Alessandra Ibba.

Una ragnatela, quella di Dafne, che si infittisce, e che dimostra la sua crescente importanza con i numeri presentati in apertura da Annina Sardara, quei 336 accessi che: «Sono le vittime di reato, per la stragrande maggioranza donne, che si sono rivolte a Dafne per avere assistenza, informazioni e protezione – ha spiegato –. Numeri fin da subito altissimi, con nostra grande sorpresa, che hanno ripreso a crescere dopo un iniziale stop per la pandemia, che ci ha preoccupato e convinto ad aprire un servizio di assistenza in remoto. E che sono definitivamente esplosi nei primi mesi di quest’anno. Numeri che danno conto da una parte di un fenomeno che finalmente emerge in tutta la sua gravità, ma anche di una situazione sociale complicata, drammatica. Con violenze domestiche e familiari a farla da padrone (208 su 336 accessi), ma con nuove tipologie di reato che prendono piede, soprattutto tra i più giovani, come bullismo e cyberbullismo».

A loro Dafne offre sostegno, grazie a un gruppo che coinvolge la Regione, il Comune di Sassari e Cagliari, il centro per la giustizia minorile della Sardegna, i tribunali di Sassari e Cagliari, le Procure di Sassari, Cagliari e Nuoro, il tribunale per i minorenni di Cagliari e Sassari, i consiglio dell’ordine forense di Sassari e Cagliari, il Centro italiano per la promozione della mediazione, la Fondazione Giulini, la Fondazione Dinamo, la Dinamo e il Cagliari Calcio.

Un servizio nato per offrire supporto psicologico e legale alle vittime di ogni reato, la cui importanza è stata riconosciuta in primis dai procuratori dei Tribunali per i Minorenni di Cagliari e Sassari, Anna Cau e Luisella Paola Fenu: «Rete Dafne è sempre più presente e indispensabile nel nostro lavoro – hanno sottolineato – vede l’apporto di tutte le esperienze professionali e lo mette comune con uno scambio continuo di esperienze e una crescita costante. La persona offesa ha diritto all’accertamento del fatto ma anche alla protezione, e cioè a poter partecipare al processo in una condizione che sia rispettosa della sua situazione esistenziale. Rete Dafne è intervenuta supplendo allo Stato e promuovendo un’attività doverosa. Le vittime sono affiancate dal momento della denuncia e gli operatori sono presenti anche in aula durante il processo. Danno supporto psicologico e informazioni sui diritti, anche ai familiari. E ora ci forniscono anche un luogo sicuro, protetto, dove permettere alle vittime di fare in piena serenità il loro dovere, particolarmente importante in un contesto come il nostro in cui vengono sentiti minori vittime di bullismo, cyberbullismo, distribuzione di immagini intime. Persone in seria difficoltà che hanno bisogno di supporto e aiuto, e la Rete Dafne è il modo giusto per metterglielo a disposizione».


 

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