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lo stallo dell’aias 

Davanti all’assessorato la protesta dei lavoratori

Davanti all’assessorato la protesta dei lavoratori

CAGLIARI. Da due anni i 1200 dipendenti dell’Aias e della Fondazione Randazzo non sanno ancora come andrà finire la loro odissea, nonostante da qualche mese gli stipendi siano pagati con una certa...

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CAGLIARI. Da due anni i 1200 dipendenti dell’Aias e della Fondazione Randazzo non sanno ancora come andrà finire la loro odissea, nonostante da qualche mese gli stipendi siano pagati con una certa regolarità, anche se l’arretrato continua a essere un macigno. Davanti all’assessorato alla sanità, i dipendenti, insieme ai sindacati, sono scesi in piazza per premere sulla Regione. «Siamo molto preoccupati – ribadisce Roberto Fallo della Cisl – per i tempi lunghi della proposta di concordato preventivo, avanzata dalla famiglia Randazzo. Non sappiamo se sarà o meno accolta, in caso contrario si spalancherebbe il baratro del fallimento e sarebbe un disastro. Ma siamo molto preoccupati anche per l’inerzia della politica, che invece avrebbe dovuto già muoversi». Secondo i sindacati è «oggi che vanno gettate le basi per evitare che un domani, o all’improvviso, siano azzerati gran parte dei servizi socio-sanitari e spazzati via i posti di lavoro». Cgil, Cisl e Uil, dopo aver incontrato il capo di gabinetto dell’assessore alla sanità Mario Nieddu, hanno ottenuto quello che volevano: a breve saranno convocati per affrontare il futuro dell’Aias. È chiaro, però che gran parte della vertenza dipenderà dalle decisioni del Tribunale civile di Cagliari.

Lo stallo. Tempo fa la famiglia Randazzo ha presentato una proposta di oltre 200 pagine, con cui, nei fatti, si farebbero da parte, mettendo in vendita beni per 70/80 milioni, a fronte di passività intorno ai 90 milioni seppure al lordo – sempre secondo la famiglia Randazzo – dei crediti che la stessa Aias vanterebbe ancora nei confronti della Regione, ma negati dall’assessorato alla sanità. In altre parole, questa proposta di concordato preventivo, se accolta dal Tribunale, eviterebbe il fallimento e soprattutto consentirebbe l’arrivo di una nuova proprietà. «Sappiamo bene – insistono i sindacati – che gran parte del futuro di Aias dipenderà proprio da quella decisione del giudice, ma è impensabile che, nel frattempo, tutto non resti fermo e regni l’incertezza più assoluta».

La svolta richiesta. Per Cgil, Cisl e Uil, la Regione «non può continuare a essere semplice testimone di quanto sta accadendo o accadrà nei prossimi mesi». Le convenzioni – ribadiscono – non sono proprietà delle Aias ma dell’assessorato alla sanità ed è «proprio per questo motivo – sottolinea Roberto Fallo – che la stessa Regione deve prendere in mano la vertenza».

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