La Nuova Sardegna

«Una delibera straordinaria per gli ospedali»

«Una delibera straordinaria per gli ospedali»

La maggioranza incalza la Giunta. Mula, Psd’Az: «Devono almeno rallentare l’effetto valanga »

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La vertenza sanità non può essere schiacciata in un dibattito in cui sono soprattutto i capitoli di spesa a prendersi la scena. Il Consiglio regionale vuole dedicare al problema dei problemi una full immersion, e altrettanto dovrebbe fare la Giunta con una delibera straordinaria. Perché – è stato detto da più parti – «non possiamo andare avanti solo con interventi tampone», ma «è indispensabile una strategia molto più ampia». Su cui, in futuro, per maggioranza e opposizioni potrebbe essere difficile trovare un accordo, ma il confronto non sarà certo inutile.

La delibera. Preso atto che il caso Nuoro, leggi chiusura della chirurgia all’ospedale San Francesco, è stato risolto con i medici in prestito da altre parti, è comunque «tutto il sistema sanitario, che era già a rischio, a essere andato in crisi durante e dopo la pandemia». Lo ha detto il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, prima di avanzare la proposta: «Come partito di maggioranza, sollecitiamo alla Giunta una delibera straordinaria per riposizionare negli ospedali le figure professionali che oggi mancano». Quindi, trasferimenti concordati e temporanei, senza sguarnire certo gli ospedali di provenienza, ma necessari per evitare che i reparti chiudano da altre parti. «È questa – ha aggiunto – la strategia che sollecitiamo per garantire, in primo luogo, le emergenze-urgenze dove sono invece evidenti i vuoti in organico». Oggi, secondo Mula, a essere in difficoltà sono soprattutto gli ospedali di Nuoro, Alghero, Oristano e Carbonia: «È qui, come ben sappiamo, che la Giunta deve intervenire con le migliori soluzioni possibili». La richiesta del Psd’Az, che presto potrebbe essere sottoscritta da altri partiti di maggioranza e opposizione, nasce da una constatazione. «Negli ultimi dieci anni – ha detto Mula – c’è stata un'emorragia di personale medico e infermieristico senza precedenti, con 3.389 unità in meno mai sostituite dal 2014 in poi». C’è anche di peggio: l’Ats ha fatto sapere che entro l’anno andranno in pensione altre 881 unità, poi 729 nel 2022 e 614 nel 2023. «Avremo a che fare non più con la voragine, ma un abisso – ha sottolineato Mula – Oggi purtroppo non ci sono le condizioni per superare in tempi rapidi questa grave carenza, ma con una delibera straordinaria la Giunta potrebbe almeno provare a rallentare l’effetto valanga».

Full immersion. La richiesta di una o più sedute straordinarie ed esclusive sulla sanità è stata bipartisan. A proporla, con due mozioni, sono stati Elena Fancello e Giovanni Satta del Psd’Az e Francesco Agus dei Progressisti. Nella prima c’è scritto: «Abbiamo deciso di forzare la mano e invitare il Parlamento a venire a discutere con noi del problema. Per questo chiederemo la convocazione dei parlamentar sarde e la seduta dovrà essere ai sindaci e agli Ordini dei medici, per trovare insieme soluzioni concrete e subito operative». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative