Incredibile a Sassari: «A letto con la sclerosi e senza panni»

La sede dell'Ats a Sassari

Familiari e assistenti all’Ats: «Questa donna di 54 anni è costretta a scegliere tra cibo e igiene»

SASSARI. «Quanto prendente di stipendio? Quale vita agiata fate grazie allo stipendio o agli emolumenti pubblici che percepite?» È il provocatorio e disperato quesito che familiari e assistenti domiciliari pongono in una lettera «ai dirigenti dell’Ats responsabili dei vari servizi coinvolti nella fornitura a domicilio dei presidi per incontinenza dei disabili gravi», trovandosi «per l’ennesima volta in questi anni a dover fare i conti coi disservizi».

La situazione sembra essere giunta a un punto critico: «Sono già diverse settimane – denunciano – che una sassarese, allettata per disabilità grave, per sclerosi multipla, che a 54 anni vive tutti i suoi giorni in un letto con materassino antidecubito, con assistenti che devono garantirle l’igiene personale, con una pensione minima per disabilità, con una mamma di oltre 90 anni che si prende cura di lei, deve decidere fra nutrirsi o rimanere pulita».

Il problema è che «i panni per incontinenza, per l’ennesima volta, sono in ritardo atroce e, chiamando il call center della ditta che ha l’appalto per le forniture, ci viene detto che manca il materiale, che dobbiamo “provare” a richiamare la prossima settimana. È accettabile una cosa del genere? È possibile che un sistema che macina miliardi come quello sanitario, dove ci sono fior di politici, dirigenti e funzionari ben pagati, che devono occuparsi solo di questo, possa permettere una cosa del genere?» E chiedono all’Ats se ci sia «la consapevolezza di cosa vuol dire assistere o essere un disabile grave oggi, in Sardegna» affermando che «le famiglie hanno già sopportato disservizi vergognosi negli anni scorsi. Di chi è la responsabilità? Possibile che mai nessuno risponda di tutto questo sfacelo? Per un disservizio del genere, se solo vi metteste nei “panni” (letteralmente) di chi quei panni li usa per vivere, qualcuno dovrebbe pagare, e salata, la propria incompetenza». (a. palmas)

 

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