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Il grande piano per eliminare l’amianto

Il grande piano per eliminare l’amianto

Intervento da 32 milioni della Regione: si comincia da scuole, ospedali e Comuni

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CAGLIARI. Ventisette anni dopo la messa fuori legge dell’amianto, l’operazione pulizia delle «fibre cancerogene» potrà cominciare nelle scuole, negli ospedali, nei Comuni. Dal Governo la Regione ha ottenuto 38 milioni per le bonifiche e 32 saranno spesi entro l’anno per 93 progetti da un angolo all’altro dell’isola. C’è un particolare importante, innanzitutto: il ministero per la transizione ecologica ha girato alla Sardegna il 10 per cento del fondo nazionale, 385 milioni. «Facciamo partire il più grande piano per l’eliminazione dell’amianto», hanno annunciato o l’assessore all’ambiente, Gianni Lampis, e il governatore Christian Solinas, e «proprio in un momento dove è sempre più alta l’attenzione per l’ambiente e la qualità della vita». Perché – è stato ribadito in conferenza stampa – «non è più ammissibile che i luoghi pubblici, a cominciare dalle scuole agli ospedali, siano insicuri proprio per la presenza di amianto».

Scuole e ospedali. Tra gli investimenti più importanti: 1,3 milioni saranno girati all’Ats e alle Aziende universitarie di Cagliari e Sassari, altri 600mila euro per la bonifica del patrimonio immobiliare dell'Area sociosanitaria di Sassari, 1,2 milioni a favore del liceo scientifico Marconi di Sassari e 3,2 dell’istituto geometri «Falcone e Borsellino» sempre di Sassari. Ancora: 4,7 milioni per le scuole Bacaredda e Convitto di Cagliari. Subito dopo sarà la volta delle università di Cagliari e Sassari.

Consorzi di bonifica. Con 6,6 milioni dovranno eliminare ben 9mila chilometri di condotte in amianto. «È fra gli interventi più attesi dal mondo delle campagne», ha ribadito l’assessore Lampis.

Comuni e Regione. Gli enti locali avranno a disposizione, 1,7 milioni, un milione la Regione per i suoi uffici, 2,8 le Agenzie controllate e partecipate, 1,6 i Consorzi industriali.

I tempi. Nei prossimi mesi la Regione firmerà le convenzioni con i titolari degli immobili che dovranno essere liberati dall’amianto. I cantieri, stando alle previsioni, dovrebbero essere avviati all’inizio del 2022 e i lavori dovranno essere conclusi entro il 2023.

Ripristino e ricostruzione. Non esiste una stima di quanto amianto è ancora presente negli edifici pubblici. «Alcuni manufatti sono palesi – hanno spiegato i tenici dell’assessorato all’ambiente – altri di sicuro saranno scoperti durante i lavori di bonifica». Confermato che le operazioni di smaltimento delle macerie dovranno rispettare alla lettera le procedure, sono tutte molto rigide, previste dalle leggi nazionale, resta il problema della ricostruzione. «Avevano sollecitato al ministero anche i finanziamenti per la sostituzione dell’amianto con altri materiali non pericolosi, ma non ci sono stati concessi. Di conseguenza – ha aggiunto l’assessore Gianni Lampis – appena saranno concluse le operazioni di bonifica, la Regione s’è impegnata a coprire le spese per la ricostruzione».

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