l’emendamento contestato
Enti e agenzie regionali ricomincia l’era dei Cda
CAGLIARI. Non più l’amministratore unico, ma il ritorno dei consigli d’amministrazione: la rivoluzione è servita, negli enti e nelle agenzie controllati dalla Regione. Con un emendamento, inserito...
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CAGLIARI. Non più l’amministratore unico, ma il ritorno dei consigli d’amministrazione: la rivoluzione è servita, negli enti e nelle agenzie controllati dalla Regione. Con un emendamento, inserito nella Manovra di bilancio, i partiti del centrodestra hanno rispolverato il disegno di legge che la Giunta aveva presentato oltre un anno fa ma poi congelato per gli allora mal di pancia in maggioranza, oggi pare rientrati, e anche le proteste delle opposizioni. Rispetto al passato, a questo punto, i posti nuovi da assegnare dovrebbero essere una cinquantina. Ma – come è trapelato dalla presidenza della Regione – «saranno a costo zero», perché l’attuale stipendio dell’amministratore unico sarà spalmato fra i consiglieri d’amministrazione, presidente compreso. La reazione della minoranza – Pd, LeU, Progressisti e Cinque stelle – è stata dura: «Basta con le imboscate. Basta con la moltiplicazione delle poltrone, per soddisfare l’infinita bulimia di potere del centrodestra». Alla fine, dopo un aspro confronto in aula, l’emendamento è stato rinviato a una prossima legge, perché, come ha detto Giorgio Oppi dell’Udc, è stato lui a trovare la soluzione, «togliamo di mezzo gli ostacoli e andiamo avanti con la Manovra». Così è stato.
La mappa. Stando a quanto scritto dalla maggioranza, fra sessanta giorni la galassia sarà divisa in due fasce. Della prima faranno parte le agenzie Arpas (ambiente), Agris, Argea e Laore (agricoltura), Aspal (lavoro), Sardegna It e Sardegna ricerche (informatica e tecnologia), Carbosulcis e Igea (industria) e l’Istituto d’incremento ippico (agricoltura). In questo caso, il presidente sarà affiancato da due consiglieri. La seconda fascia è molto più pesante: Area (edilizia), Arst (trasporti), Forestas (ambiente) ed Enas (acqua). I consiglieri d’amministrazione, in queste controllate, invece saranno cinque, compreso il presidente.
Il perché del cambio. La Giunta li ha riassunti nel disegno di legge poi congelato: «Finora, senza un visione strategica, è venuta meno la necessaria separazione delle competenze fra il potere politico e quello amministrativo». In altre parole, secondo la Giunta, aver accentrato per anni «tutto nelle mani dell’amministratore unico è stato un errore, con la conseguenza – si legge in un altro passaggio della relazione – dell’assenza di qualunque confronto politico fra la Regione e gli stessi enti», che è come se fossero andati avanti per conto loro. Dunque – sostiene la Giunta – «oggi è necessaria una riforma che separi le due competenze, ristabilendo il controllo politico sulla gestione».
L’attacco. Prima della via d’uscita, quella proposta da Oppi, con un vero e proprio gioco vdi prestigio, le opposizioni avevano tirato su le barricate. Gianfranco Ganau e Piero Comandini del Pd erano stati decisi nel contestare al centrodestra «l’ennesimo atto di arroganza politica». Anche Desirè Manca, M5s, Francesco Agus e Maria Laura Orrù, avevano puntato il dito contro la maggioranza: «Volete sparare una fucilata alle spalle di tutti i sardi usciti malconci dalla pandemia. È una riforma folle». Sempre prima del rinvio a data da destinarsi, a difesa dell’emendamento-legge dai banchi della maggioranza aveva preso la parola Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti: «La riforma delle agenzie è indispensabile per far marciare il sistema Regione». Poi, anticipando tutti, Oppi ha messo fine alla bagarre. (ua)
La mappa. Stando a quanto scritto dalla maggioranza, fra sessanta giorni la galassia sarà divisa in due fasce. Della prima faranno parte le agenzie Arpas (ambiente), Agris, Argea e Laore (agricoltura), Aspal (lavoro), Sardegna It e Sardegna ricerche (informatica e tecnologia), Carbosulcis e Igea (industria) e l’Istituto d’incremento ippico (agricoltura). In questo caso, il presidente sarà affiancato da due consiglieri. La seconda fascia è molto più pesante: Area (edilizia), Arst (trasporti), Forestas (ambiente) ed Enas (acqua). I consiglieri d’amministrazione, in queste controllate, invece saranno cinque, compreso il presidente.
Il perché del cambio. La Giunta li ha riassunti nel disegno di legge poi congelato: «Finora, senza un visione strategica, è venuta meno la necessaria separazione delle competenze fra il potere politico e quello amministrativo». In altre parole, secondo la Giunta, aver accentrato per anni «tutto nelle mani dell’amministratore unico è stato un errore, con la conseguenza – si legge in un altro passaggio della relazione – dell’assenza di qualunque confronto politico fra la Regione e gli stessi enti», che è come se fossero andati avanti per conto loro. Dunque – sostiene la Giunta – «oggi è necessaria una riforma che separi le due competenze, ristabilendo il controllo politico sulla gestione».
L’attacco. Prima della via d’uscita, quella proposta da Oppi, con un vero e proprio gioco vdi prestigio, le opposizioni avevano tirato su le barricate. Gianfranco Ganau e Piero Comandini del Pd erano stati decisi nel contestare al centrodestra «l’ennesimo atto di arroganza politica». Anche Desirè Manca, M5s, Francesco Agus e Maria Laura Orrù, avevano puntato il dito contro la maggioranza: «Volete sparare una fucilata alle spalle di tutti i sardi usciti malconci dalla pandemia. È una riforma folle». Sempre prima del rinvio a data da destinarsi, a difesa dell’emendamento-legge dai banchi della maggioranza aveva preso la parola Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti: «La riforma delle agenzie è indispensabile per far marciare il sistema Regione». Poi, anticipando tutti, Oppi ha messo fine alla bagarre. (ua)
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