La Nuova Sardegna

La Commissione invita i sindaci barbaricini

La Commissione invita i sindaci barbaricini

In consiglio regionale tiene banco il caso Nuoro. Nuove critiche nei confronti dell’assessore

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CAGLIARI. Non era all’ordine del giorno del consiglio regionale, convocato per discutere la legge omnibus, ma in aula si parlato ancora della crisi della sanità nel Nuorese. Lo hanno fatto, soprattutto, gli esponenti del territorio che hanno usato toni insolitamente duri. E le accuse nei confronti dell’assessorato sono arrivati anche dal fronte della maggioranza. Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha chiesto l'intervento del presidente della Regione, Christian Solinas, perché riferisca in prima persona «sulle strategie da mettere in campo e le soluzioni per gli ospedali San Francesco di Nuoro e quelli di Sorgono e Macomer». Il consigliere azzurro aveva partecipato alla mobilitazione di sabato scorso nel capoluogo barbaricino per la difesa del diritto alla salute e ha promesso di portare fino in fono le rivendicazioni del territorio.

Poco dopo ha preso la parola il capogruppo del Psd'Az Franco Mula. «Ci sono colleghi che si impegnano, ognuno a proprio modo, sul fronte di una problematica che coinvolge migliaia di persone. Noi – ha chiarito – non andiamo nelle piazze a gridare (sabato a Nuoro non erano presenti consiglieri regionali del Psd’Az) ma operativamente stiamo cercando di fare qualcosa di urgente per queste realtà che soffrono di più».

«La prossima settimana – ha annunciato l’esponente sardista – sarà convocata una seduta urgente della commissione Sanità, alla quale sono invitati tutti i sindaci dei Comuni interessati. Ci sarà anche l’assessore Nieddu e sarà con lui che cercheremo di trovare le soluzioni necessarie». Quindi, «anche se non gridiamo in piazza, le criticità della sanità nuorese non ci lasciano indifferenti.

Alla manifestazione di sabato non ha partecipato nemmeno il consigliere della Lega Pierluigi Saiu che però ha voluto aggiungere il suo carico di accuse tirando in causa chi «ha amministrato la sanità nuorese negli ultimi venti anni». «Basta con l'ipocrisia di chi oggi fa le interrogazioni sui reparti del San Francesco e nella scorsa legislatura votava le leggi che hanno distrutto la nostra sanità – ha tuonato dai banchi della maggioranza – Ma basta anche con l'ipocrisia di chi parla in piazza adesso sperando che ci si dimentichi delle gravi responsabilità avute nella gestione della sanità pubblica negli due decenni».

Gli interventi si sommano alle accuse piovute dai banchi dell’opposizione e alle proteste di un territorio che se sente sempre più defraudato di un diritto fondamentale. «Che la situazione della sanità in Sardegna sia drammatica è sotto occhi di tutti – ha chiarito l’altrio ieri Gianfranco Ganau, medioco ed ex presidente del consiglio regionale –. Che la maggioranza non abbia fatto nulla per attenuare questa situazione è altrettanto evidente. Al di là dell’emergenza Covid che ha nascosto le carenze, si è fatta una riforma che avrebbe dovuto riavvicinare la sanità ai territori, partendo però da un fatto gestionale piuttosto che da una riorganizzazione del sistema. E questa è la vera carenza di una riforma che però è comunque ferma». Riforma che il presidente Solinas difende a spada tratta. «La svolta ha detto l’altro ieri alla “Nuova” – arriverà con l’entrata a pieno regime della riforma sanitaria. «L’abbiamo approvata nel 2020 e a gennaio diventerà operativa. Da quel momento le Asl si occuperanno esclusivamente di prestazioni sanitarie e sono sicuro che la situazione sarà più gestibile dai territori».

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