Incidente diplomatico in Senato, la città di Nuoro zittita alle celebrazioni deleddiane
di Simonetta Selloni
Durante la cerimonia a Roma negata la parola al presidente del consiglio Cocco
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NUORO. Scivolano su un incidente diplomatico le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda. Sebastian Cocco, presidente del Consiglio comunale di Nuoro, non ha potuto portare il saluto della città natale della scrittrice all’evento di ieri, che ha condotto le celebrazioni in una a altissima sede istituzionale, il Senato, nella Sala capitolare di Palazzo della Minerva. Cocco, delegato dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu, avrebbe dovuto portare il saluto della municipalità al convegno “Grazia Deledda, la donna che non mise limiti alle donne”, promosso dal presidente della Commissione per la Biblioteca e l'Archivio storico del Senato, Gianni Marilotti, e aperto dall’intervento della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il cerimoniale del Senato, che ha di fatto avocato a sé la gestione dell’evento, ha escluso l’intervento di Cocco perché non inserito nella brochure del convegno. Cocco era stato designato dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu (bloccato nell’isola per via dell’emergenza sanità) a rappresentarlo. Una comunicazione fatta pervenire al cerimoniale del Senato giovedì alle 17, con una nota formale. Ma non è bastato, in quanto la segreteria della presidente Casellati ha giudicato fuori tempo massimo la comunicazione, e ha di fatto impedito l’intervento di Cocco. Questo ha portato il presidente del Consiglio comunale a una reazione immediata: l’abbandono plateale della sala, dopo gli interventi dei due rettori delle Università di Cagliari, Francesco Mola, e Sassari, Gavino Mariotti. Ne è seguito un polemico post su Fb, nel quale Sebastian Cocco ha espresso sconcerto per la rigidità di un cerimoniale definito “ottocentesco” che ha zittito il rappresentante della città natale di Grazia Deledda dall’evento celebrativo.
«Devo dire che ero stato invitato da Anthony Muroni, direttore artistico delle celebrazioni programmate dalla Provincia come ente capofila, assieme al sindaco di Nuoro», sottolinea Cocco. Il programma prevedeva l’apertura dei lavori da parte della presidente Alberti Casellati, quindi gli inteventi dell’attrice Monica Corimbi, di Isabella Rauti, componente della Commissione per la Biblioteca e l’archivio storico del Senato, dell’amministratore straordinario della Provincia Costantino Tidu, del sindaco di Nuoro Andrea Soddu, della scrittrice Anelica Grivel, dei due rettori Mola e Mariotti, del presidente della giunta regionale Christian Solinas e in conclusione del ministro della Cultura Dario Franceschini. A coordinare i lavori, il direttore artistico Muroni.
«Era chiaro che avrei dovuto rappresentare il sindaco, e intervenire al suo posto. Mi è stato detto che non era ammissibile il cambiamento del programma già stabilito. Per quanto sorpreso, ho accolto questa imposizione. Ma con sorpresa ho visto che, assente la senatrice Rauti, al suo posto ha parlato il senatore Marilotti, il cui intervento non era previsto. A quel punto ho deciso di andare via», dice Cocco. Nell’imbarazzo generale.
«Mi dispiace che il Comune di Nuoro, così coinvolto nelle celebrazioni del compleanno di Grazia Deldda, non abbia portuto portare il suo saluto in una sede così prestigiosa come il Senato», ha sottolineato il sindaco Andrea Soddu. «Il presidente del Consiglio comunale era stato indicato a rappresentare la comunità. Mi auguro che nel prosieguo delle celebrazioni si possa porre rimedio. Peraltro – conclude Soddu –, il presidente del Consiglio era assolutamente titolato, secondo il principio della equiordinazione tra gli enti, per volere del legislatore costituente che li individua di pari dignità». E sull’episodio, anche il direttore artistico Muroni si rammarica. «Avevo invitato il sindaco e il presidente del Consiglio comunale da tempo. Quindi è giunta la comunicazione da parte del sindaco dell’impossibilità a partecipare. L’avvocato Cocco aveva tutti i titoli istituzionali a rappresentare il Comune e la municipalità. Dal cerimoniale del Senato abbiamo appreso che la comunicazione del sindaco è arrivata, secondo il loro protocollo, in ritardo. Essendo ospiti del Senato, non si è potuto fare altro che uniformarsi».
Poche visualizzazioni dell’evento: meno di 100 nel pomeriggio, sulla web Tv del Senato, 200 in chiusura di serata. Eppure si celebrava Grazia Deledda, donna che non pose limiti alle donne ma che in tema di rottura degli schemi la sapeva lunga. Al punto da accettare, nel 1909, la candidatura alla Camera da parte dei Radicali nuoresi, quando allora le donne non potevano votare, figurarsi essere elette. Prese un centinaio di voti, una trentina a Nuoro, poi invalidati. Lo avrebbe raccontato nel suo breve intervento Sebastian Cocco, al convegno in Senato. Lo farà in un’altra sede.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Devo dire che ero stato invitato da Anthony Muroni, direttore artistico delle celebrazioni programmate dalla Provincia come ente capofila, assieme al sindaco di Nuoro», sottolinea Cocco. Il programma prevedeva l’apertura dei lavori da parte della presidente Alberti Casellati, quindi gli inteventi dell’attrice Monica Corimbi, di Isabella Rauti, componente della Commissione per la Biblioteca e l’archivio storico del Senato, dell’amministratore straordinario della Provincia Costantino Tidu, del sindaco di Nuoro Andrea Soddu, della scrittrice Anelica Grivel, dei due rettori Mola e Mariotti, del presidente della giunta regionale Christian Solinas e in conclusione del ministro della Cultura Dario Franceschini. A coordinare i lavori, il direttore artistico Muroni.
«Era chiaro che avrei dovuto rappresentare il sindaco, e intervenire al suo posto. Mi è stato detto che non era ammissibile il cambiamento del programma già stabilito. Per quanto sorpreso, ho accolto questa imposizione. Ma con sorpresa ho visto che, assente la senatrice Rauti, al suo posto ha parlato il senatore Marilotti, il cui intervento non era previsto. A quel punto ho deciso di andare via», dice Cocco. Nell’imbarazzo generale.
«Mi dispiace che il Comune di Nuoro, così coinvolto nelle celebrazioni del compleanno di Grazia Deldda, non abbia portuto portare il suo saluto in una sede così prestigiosa come il Senato», ha sottolineato il sindaco Andrea Soddu. «Il presidente del Consiglio comunale era stato indicato a rappresentare la comunità. Mi auguro che nel prosieguo delle celebrazioni si possa porre rimedio. Peraltro – conclude Soddu –, il presidente del Consiglio era assolutamente titolato, secondo il principio della equiordinazione tra gli enti, per volere del legislatore costituente che li individua di pari dignità». E sull’episodio, anche il direttore artistico Muroni si rammarica. «Avevo invitato il sindaco e il presidente del Consiglio comunale da tempo. Quindi è giunta la comunicazione da parte del sindaco dell’impossibilità a partecipare. L’avvocato Cocco aveva tutti i titoli istituzionali a rappresentare il Comune e la municipalità. Dal cerimoniale del Senato abbiamo appreso che la comunicazione del sindaco è arrivata, secondo il loro protocollo, in ritardo. Essendo ospiti del Senato, non si è potuto fare altro che uniformarsi».
Poche visualizzazioni dell’evento: meno di 100 nel pomeriggio, sulla web Tv del Senato, 200 in chiusura di serata. Eppure si celebrava Grazia Deledda, donna che non pose limiti alle donne ma che in tema di rottura degli schemi la sapeva lunga. Al punto da accettare, nel 1909, la candidatura alla Camera da parte dei Radicali nuoresi, quando allora le donne non potevano votare, figurarsi essere elette. Prese un centinaio di voti, una trentina a Nuoro, poi invalidati. Lo avrebbe raccontato nel suo breve intervento Sebastian Cocco, al convegno in Senato. Lo farà in un’altra sede.
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