Linate chiuso per nebbia Odissea sull’Airbus Volotea
di Roberto Sanna
Passeggeri scaricati a Malpensa dopo quattro ore di attesa e una mezza rivolta
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SASSARI. Il primo volo di Volotea per Linate ieri mattina è partito puntuale alle 7 ma i passeggeri hanno raggiunto l’aeroporto milanese soltanto all’ora di pranzo e per giunta a bordo di un bus navetta. Una sorta di odissea fantozziana che ha visto l’aereo prima girare inutilmente su Linate per tre quarti d’ora, poi atterrare a Malpensa dove ha praticamente messo dimora, quindi ripartire per Linate senza 43 passeggeri e ancora rientrare precipitosamente a Malpensa per arrendersi una volta per tutte poco prima dell’ora di pranzo. Nel frattempo era successo di tutto («A un certo punto pensavamo di essere su “Scherzi a parte»): dalla chiusura temporanea di Linate a un rifornimento che non arrivava mai, alla rivolta dei passeggeri stufi di stare seduti ore nel velivolo e all’azione di forza di alcuni di questi che piuttosto che attendere di ripartire in volo verso la destinazione originaria hanno preferito un rassicurante tragitto su quattro ruote.
Eppure la giornata era cominciata normalmente ad Alghero. Aereo pronto, al gate passeggeri assonnati e puntuali che consumano un veloce caffè per riprendersi dall’alzataccia, imbarco senza problemi. Sedili carichi, come lecito aspettarsi nel primo giorno utile della settimana dopo il ponte festivo, una parte dei passeggeri sale col bagaglio a mano senza sapere che questo eviterà loro almeno la parte finale della penitenza che li attende. Decollo ok ma quando l’aereo sta per approcciare Linate si capisce che qualcosa non va perché invece della discesa c’è l’inizio di un lento, e lungo, giro attorno a Milano. L’aeroporto è chiuso per problemi tecnici, informa il comandante, problemi che non vengono risolti. Così dopo tre quarti d’ora di attesa arriva la comunicazione: il carburante scarseggia, si va a Malpensa per il rifornimento. Notizia che non viene accolta esattamente bene ma, si sa, sono cose che possono capitare. I veri problemi però cominciano una volta che l’aereo è fermo sulla pista, perché l’autobotte col carburante non si vede. I passeggeri cominciano a perdere la pazienza, protestano, chiedono spiegazioni. E viene fuori il motivo dell’attesa: Volotea non ha un contratto con Malpensa per il rifornimento, dovrà quindi essere stipulato un accordo sul momento per effettuare questa sorta di pit-stop e ripartire verso Linate. Pratiche amministrative che vanno per le lunghe, nel frattempo sono passate le 10, dopo quattro ore chiusi in aereo il nervosismo è palpabile nonostante il tentativo del comandante e del personale di tranquillizzare gli animi più accesi. I passeggeri col bagaglio a mano non ne vogliono più sapere e forzano la situazione, chiedono di scendere, all’inizio ricevono un diniego poi vengono accontentati; chi invece ha imbarcato la valigia deve rassegnarsi.
Attorno alle 11 comunque è tutto pronto per il decollo, il tragitto è breve, brevissimo, viene annunciato un tempo di volo di 16 minuti. Finalmente si parte ma i passeggeri subito si rendono conto che c’è qualcosa di strano, l’aereo fa un giro strano e in effetti atterra ma la pista non è quella di Linate: è ancora Malpensa. La situazione ormai è ai limiti del grottesco (e forse oltre), i passeggeri ormai esausti e rassegnati chiedono che cosa sia successo, la spiegazione è che questa volta il problema tecnico è stato registrato sull’aeromobile e il comandante ha dovuto fare precipitosamente dietro-front e rientrare a Malpensa. È la resa definitiva: a Linate, ormai è chiaro, ci si arriverà via terra, agli sconsolati passeggeri non resta altro che dirigersi verso il nastro trasportatore, recuperare i bagagli e andare alla ricerca di un bus navetta che li conduca, questa volta per davvero, a Milano.
Eppure la giornata era cominciata normalmente ad Alghero. Aereo pronto, al gate passeggeri assonnati e puntuali che consumano un veloce caffè per riprendersi dall’alzataccia, imbarco senza problemi. Sedili carichi, come lecito aspettarsi nel primo giorno utile della settimana dopo il ponte festivo, una parte dei passeggeri sale col bagaglio a mano senza sapere che questo eviterà loro almeno la parte finale della penitenza che li attende. Decollo ok ma quando l’aereo sta per approcciare Linate si capisce che qualcosa non va perché invece della discesa c’è l’inizio di un lento, e lungo, giro attorno a Milano. L’aeroporto è chiuso per problemi tecnici, informa il comandante, problemi che non vengono risolti. Così dopo tre quarti d’ora di attesa arriva la comunicazione: il carburante scarseggia, si va a Malpensa per il rifornimento. Notizia che non viene accolta esattamente bene ma, si sa, sono cose che possono capitare. I veri problemi però cominciano una volta che l’aereo è fermo sulla pista, perché l’autobotte col carburante non si vede. I passeggeri cominciano a perdere la pazienza, protestano, chiedono spiegazioni. E viene fuori il motivo dell’attesa: Volotea non ha un contratto con Malpensa per il rifornimento, dovrà quindi essere stipulato un accordo sul momento per effettuare questa sorta di pit-stop e ripartire verso Linate. Pratiche amministrative che vanno per le lunghe, nel frattempo sono passate le 10, dopo quattro ore chiusi in aereo il nervosismo è palpabile nonostante il tentativo del comandante e del personale di tranquillizzare gli animi più accesi. I passeggeri col bagaglio a mano non ne vogliono più sapere e forzano la situazione, chiedono di scendere, all’inizio ricevono un diniego poi vengono accontentati; chi invece ha imbarcato la valigia deve rassegnarsi.
Attorno alle 11 comunque è tutto pronto per il decollo, il tragitto è breve, brevissimo, viene annunciato un tempo di volo di 16 minuti. Finalmente si parte ma i passeggeri subito si rendono conto che c’è qualcosa di strano, l’aereo fa un giro strano e in effetti atterra ma la pista non è quella di Linate: è ancora Malpensa. La situazione ormai è ai limiti del grottesco (e forse oltre), i passeggeri ormai esausti e rassegnati chiedono che cosa sia successo, la spiegazione è che questa volta il problema tecnico è stato registrato sull’aeromobile e il comandante ha dovuto fare precipitosamente dietro-front e rientrare a Malpensa. È la resa definitiva: a Linate, ormai è chiaro, ci si arriverà via terra, agli sconsolati passeggeri non resta altro che dirigersi verso il nastro trasportatore, recuperare i bagagli e andare alla ricerca di un bus navetta che li conduca, questa volta per davvero, a Milano.
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