Chef e camerieri in fuga: il settore è in rivolta
Sotto accusa i ristoratori che lamentano la carenza di personale: «Pagate di più» E c’è anche chi volta pagina dopo anni di sacrifici e sceglie una nuova professione
SASSARI. Il grido d’allarme dei ristoratori “non troviamo personale” raccontato alcuni giorni fa sulla Nuova, ha suscitato moltissime reazioni. Sulla “fuga” di cuochi e camerieri le opinioni sono contrastanti: c’è chi accusa i titolari dei locali di sfruttamento, perché non pagano a sufficienza, non garantiscono rispetto dei turni e dei contratti e sottopongono i lavoratori a uno stress incredibile.
E c’è chi i dice che il sistema è condizionato dalla presenza dei sussidi per i disoccupati, in testa il reddito di cittadinanza, che spinge molti a stare a casa. Il quadro che emerge è quello di un comparto in sofferenza sul quale bisognerebbe fare un ragionamento approfondito e nel quale le professionalità non appaiono sufficientemente valorizzate a fronte dei sacrifici richiesti. In questa pagina raccontiamo due storie emblematiche: l’esperienza da incubo di un giovanissimo lavapiatti e la scelta di vita di un cuoco che dopo tanti anni, stanco delle rinunce, ha deciso di voltare pagina.
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