Lega e Udc puntano i piedi e bloccano le Commissioni
«Non andremo alle riunioni se non verranno scelti i nuovi presidenti»
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CAGLIARI. La Lega lo aveva giurato: «Senza i nuovi presidenti, bloccheremo i lavori delle commissioni». Detto fatto, con il capogruppo Dario Giagoni, in mezza giornata, ha mandato in crisi la maggioranza di centrodestra. A mettersi di traverso, un attimo dopo, è stato anche l’Udc, in cui Franco Stara rappresenta Italia Viva: «Il 4 ottobre, come prevede il regolamento del Consiglio, e quindi dopo 30 mesi di legislatura, ci sarebbe dovuto essere il cambio della guardia e invece non è accaduto nulla», ha detto prima di lasciare l’aula. Il nodo è venuto al pettine, e neanche tanto all’improvviso, rendendo ancora più agitate le acque in cui naviga la coalizione da diverse settimane. Oltre all’attesa per l’annunciato rimpasto in Giunta, ma non c’è ancora traccia sull’avvio delle trattative, i rapporti fra gli alleati sono tutt’altro che buoni. Il voto compatto alla Manovra di bilancio, appena approvata dal Consiglio regionale, è stato solo un paravento. Sotto le ceneri cova altro, compresa la discussione, sempre più accesa, sull’urgenza o meno di discutere subito il disegno di legge della Giunta sul ritorno dei consigli d’amministrazione negli Enti e nelle Agenzie controllate dalla Regione.
Il caso. I presidenti delle sei commissioni sarebbero dovuti essere rieletti a ottobre, e invece sono rimasto al loro posto Pierluigi Saiu, Lega, riforme, Valerio De Giorgi, gruppo Misto, bilancio, i sardisti Piero Maieli, attività produttive, e Alfonso Marras, lavoro, Giuseppe Talanas, Forza Italia, urbanistica, e Antonio Nico Mundula, Fdi, sanità, che tra l’altro è stato eletto, il posto era vacante, a fine settembre. Il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, e i capigruppo di maggioranza, s’erano impegnati a chiudere in fretta questa partita, ma alla fine l’ipotesi rimpasto ha rallentato il confronto, perché – com’è prassi – anche le sei presidenze avrebbero dovuto pesare abbastanza nel tagliando di metà legislatura. Invece, come si sa, il tavolo della coalizione non è stato neanche convocato dal governatore Christian Solinas. Lo sarà? Ormai è un giallo dalla difficile soluzione.
Levata di scudi. «I nostri gruppi non prenderanno più parte alle sedute fino a quando non saranno rieletti i presidenti», hanno dichiarato, uno dopo l’altro, Giagoni e Stara. È stata soprattutto la Lega a puntare il dito contro l’immobilismo: «È in arrivo la Finanziaria 2022 e non possiamo restare fermi in attesa di complicate quadrature del cerchio». Perché più di un cambio ci sarà, ma nessuno sa ancora quanti saranno. Gli archivi confermano che, in questa lesgislatura, più volte il centrodestra s’è incartato su casi simili, per mesi e mesi sono rimaste senza presidenti le commissioni bilancio e sanità. Capiterà lo stesso anche stavolta? Lo si capirà all’inizio della settimana prossima. Intanto per senso di responsabilità, come hanno fatto sapere Giagoni e Stara, «oggi daremo la possibilità agli assessori Giorgio Todde e Andrea Biancareddu di presentare i bandi per la continuità territoriale aerea e il piano per l’istruzione scolastica». (ua)
Il caso. I presidenti delle sei commissioni sarebbero dovuti essere rieletti a ottobre, e invece sono rimasto al loro posto Pierluigi Saiu, Lega, riforme, Valerio De Giorgi, gruppo Misto, bilancio, i sardisti Piero Maieli, attività produttive, e Alfonso Marras, lavoro, Giuseppe Talanas, Forza Italia, urbanistica, e Antonio Nico Mundula, Fdi, sanità, che tra l’altro è stato eletto, il posto era vacante, a fine settembre. Il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, e i capigruppo di maggioranza, s’erano impegnati a chiudere in fretta questa partita, ma alla fine l’ipotesi rimpasto ha rallentato il confronto, perché – com’è prassi – anche le sei presidenze avrebbero dovuto pesare abbastanza nel tagliando di metà legislatura. Invece, come si sa, il tavolo della coalizione non è stato neanche convocato dal governatore Christian Solinas. Lo sarà? Ormai è un giallo dalla difficile soluzione.
Levata di scudi. «I nostri gruppi non prenderanno più parte alle sedute fino a quando non saranno rieletti i presidenti», hanno dichiarato, uno dopo l’altro, Giagoni e Stara. È stata soprattutto la Lega a puntare il dito contro l’immobilismo: «È in arrivo la Finanziaria 2022 e non possiamo restare fermi in attesa di complicate quadrature del cerchio». Perché più di un cambio ci sarà, ma nessuno sa ancora quanti saranno. Gli archivi confermano che, in questa lesgislatura, più volte il centrodestra s’è incartato su casi simili, per mesi e mesi sono rimaste senza presidenti le commissioni bilancio e sanità. Capiterà lo stesso anche stavolta? Lo si capirà all’inizio della settimana prossima. Intanto per senso di responsabilità, come hanno fatto sapere Giagoni e Stara, «oggi daremo la possibilità agli assessori Giorgio Todde e Andrea Biancareddu di presentare i bandi per la continuità territoriale aerea e il piano per l’istruzione scolastica». (ua)
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