Tregua sui cieli sardi le rotte restano a Volotea
Il Tar accorpa i ricorsi in un unico fascicolo rimesso a ruolo dopo metà novembre Le tratte Roma e Milano continuano a essere garantite dalla low cost spagnola
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CAGLIARI. La continuità territoriale aerea è salva. Sull’ultimo bando, almeno per ora, non si abbatterà la scure della giustizia amministrativa. Anzi, sono state proprio le due contendenti, Volotea e Ita, a sollecitare una sentenza in differita. Preso atto della loro doppia istanza, il presidente del Tar, Dante D’Alessio, ha rinviato le cause nel merito. Non ci saranno decisioni immediate, in buona sostanza: i fascicoli saranno rimessi a ruolo dopo metà novembre. Nel frattempo, però, qualcosa comunque s’è mosso in quest’intricata vicenda: ricorsi e controricorsi sono stati unificati. Di conseguenza, a tempo debito, ma lo stesso giorno, Volotea, la vincitrice del bando, e Ita, invece uscita sconfitta dalla gara, conosceranno l’esito del loro duello nelle aule del Tar.
L’udienza. Il rinvio di diverse settimane è stato preso alla presenza degli avvocati delle parti in causa: lo studio legale Chiomenti per Ita, quello Carpellano-Gobbato-Carpagnano a tutela di Volotea. Più gli avvocati Mattia Pani e Alessandra Putzu per la Regione, chiamata in causa dalle compagnie aeree. Dalla camera di consiglio, vietata al pubblico, pare poi siano usciti tutti soddisfatti. Il rinvio alla discussione nel merito, quindi sarà a porte aperte, è quanto volevano e l’hanno ottenuta. Era inevitabile che finisse per essere questa l’unica strategia portata avanti dai legali dopo che, qualche giorno fa, avevano rinunciato alla «misura cautelare», al giudizio immediato. Una seconda richiesta, anche questa scontata, perché, all’inizio di ottobre, sempre il presidente D’Alessio aveva respinto l’istanza di sospensiva – leggi il blocco istantaneo del bando – presentata dalla sola Volotea. Anche se nel frattempo Ita, che fino a quel momento non s’era costituita in giudizio, i suoi passi li aveva fatti, depositando sei ricorsi per tutte le rotte assegnate agli spagnoli. Fino all’ultimo, avant’ieri, con questa richiesta: «Il bando va azzerato». Per poi comunque accettare, in camera di consiglio, il rinvio nel merito a una data ancora da stabilire.
La contesa. Da una parte c’è Volotea, che ha ricorso per essere stata esclusa dalla prima gara: non aveva allegato all’offerta – secondo la commissione di gara – copia del documento d’identità del rappresentante legale. Dall’altra Ita: a sua volta esclusa dalla stessa gara, per un «piano industriale non adeguato al servizio richiesto», sempre su giudizio della commissione. Poi, c’è stata la seconda gara, quella decisiva, in cui gli spagnoli hanno sbaragliato la concorrenza – sempre e solo Ita – con ribassi del 40 per cento. È stato a quel punto, dopo aver trionfato, che Volotea ha cominciato a perdere interesse per la causa al Tar, mentre di contro Ita s’è indirizzata verso le carte da bollo. Com’è andata a finire, tutti lo sanno: Volotea gestirà la Ct1 fino a metà 2022 e s’è rappacificata con la Regione. E Ita? Non s’è messa da parte, ma un passo di lato l’ha fatto, o comunque potrebbe avere in mente qualcos’altro. Forse un accordo commerciale, l’estate prossima?, proprio con gli spagnoli. (ua)
L’udienza. Il rinvio di diverse settimane è stato preso alla presenza degli avvocati delle parti in causa: lo studio legale Chiomenti per Ita, quello Carpellano-Gobbato-Carpagnano a tutela di Volotea. Più gli avvocati Mattia Pani e Alessandra Putzu per la Regione, chiamata in causa dalle compagnie aeree. Dalla camera di consiglio, vietata al pubblico, pare poi siano usciti tutti soddisfatti. Il rinvio alla discussione nel merito, quindi sarà a porte aperte, è quanto volevano e l’hanno ottenuta. Era inevitabile che finisse per essere questa l’unica strategia portata avanti dai legali dopo che, qualche giorno fa, avevano rinunciato alla «misura cautelare», al giudizio immediato. Una seconda richiesta, anche questa scontata, perché, all’inizio di ottobre, sempre il presidente D’Alessio aveva respinto l’istanza di sospensiva – leggi il blocco istantaneo del bando – presentata dalla sola Volotea. Anche se nel frattempo Ita, che fino a quel momento non s’era costituita in giudizio, i suoi passi li aveva fatti, depositando sei ricorsi per tutte le rotte assegnate agli spagnoli. Fino all’ultimo, avant’ieri, con questa richiesta: «Il bando va azzerato». Per poi comunque accettare, in camera di consiglio, il rinvio nel merito a una data ancora da stabilire.
La contesa. Da una parte c’è Volotea, che ha ricorso per essere stata esclusa dalla prima gara: non aveva allegato all’offerta – secondo la commissione di gara – copia del documento d’identità del rappresentante legale. Dall’altra Ita: a sua volta esclusa dalla stessa gara, per un «piano industriale non adeguato al servizio richiesto», sempre su giudizio della commissione. Poi, c’è stata la seconda gara, quella decisiva, in cui gli spagnoli hanno sbaragliato la concorrenza – sempre e solo Ita – con ribassi del 40 per cento. È stato a quel punto, dopo aver trionfato, che Volotea ha cominciato a perdere interesse per la causa al Tar, mentre di contro Ita s’è indirizzata verso le carte da bollo. Com’è andata a finire, tutti lo sanno: Volotea gestirà la Ct1 fino a metà 2022 e s’è rappacificata con la Regione. E Ita? Non s’è messa da parte, ma un passo di lato l’ha fatto, o comunque potrebbe avere in mente qualcos’altro. Forse un accordo commerciale, l’estate prossima?, proprio con gli spagnoli. (ua)
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