Gioielli e cosmetici dai gusci delle cozze
di Giandomenico Mele
PrismaMed punta a dare nuova vita agli scarti di lavorazione della mitilicoltura grazie all’unico trituratore nell’isola
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OLBIA. Economia circolare che nasce dal riciclo di rifiuti e scarti della pesca e dell’acquacoltura. Così la molluschicoltura, uno dei fiori all’occhiello dell’economia di Olbia, trova nuove strade per creare prodotti che si impongano sul mercato e aiutino a non inquinare. Un progetto sostenibile, una delle parole chiave del futuro. Non a caso si inserisce nel programma P.Ri.S.Ma-Med, che ha coinvolto quattro regioni e 8 partner (Toscana, Ticass, C.I.R.S.PE., Gestimar, FLAG Nord Sardegna, Unione dei Comuni Alta Gallura e Chambre de Commerce et d'Industrie d'Ajaccio et de la Corse-du-Sud), con la Liguria capofila.
Il riciclo delle cozze. Olbia è diventata così una delle protagoniste del programma, per la centralità economica nel nord Sardegna ma anche per il ruolo che le grandi filiere legate all’acquacoltura occupano nel territorio. «La scelta di Olbia nasce dal suo ruolo strategico e dall’importanza del comparto della molluschicoltura – sottolinea Benedetto Sechi, presidente del Flag Nord Sardegna –. Da qui nasce il progetto di economia circolare, con l’utilizzo dei gusci delle cozze e dei bivalvi per la produzione di prodotti per l’agricoltura, come l’ammendante, un fertilizzante capace di riequilibrare il Ph dei terreni». Un progetto sperimentale che si è basato sull’acquisto di un trituratore dei gusci delle cozze, finanziato grazie al progetto coordinato dal Flag Nord Sardegna. L’unico trituratore nell’isola, che si trova nell’azienda “Nuova Olbia Mitili”, macina gusci di cozze per creare un semilavorato impiegabile in agricoltura e nei processi artigianali, che è stato possibile sperimentare grazie al supporto di Coldiretti Nord Sardegna e dell'istituto olbiese “Amsicora”.
Altre applicazioni. Molti dei molluschi raccolti dai filari, al momento della pulizia e prima della lavorazione, non sono commercializzabili e possono così essere riutilizzati grazie al trituratore. Il Consorzio dei molluschicoltori di Olbia, non a caso, è partner del progetto. Un altro uso è stato quello sperimentato dagli studenti dell’Amsicora di Olbia per la creazione di collane, orecchini e piccoli utensili. Il procedimento consiste nel triturare i gusci delle cozze e degli altri molluschi direttamente nello stabulario. I resti vengono così introdotti in contenitori e portati all’istituto Amsicora, con una stampante 3D e un calco in silicone, i gusci triturati, mischiati a una miscela di resina, diventano la base per creare collane, orecchini e altri oggetti. Un uso che rappresenta solo una delle possibili varianti, nella Penisola i gusci sono la base per creare speciali barriere contro l’erosione delle spiagge. «La nostra idea è creare il percorso per le start-up – sottolinea Sechi -. Una variante potrebbe essere la produzione di piastrelle e utensili. Le prove hanno dimostrato che la durezza di questi prodotti creati dai gusci di cozze è pari a quella del granito».
Il collagene. Al progetto Interreg si potrebbe aggiungere l’Agris e si punterà sulla programmazione comunitaria 2021-2027 e sulle nuove sperimentazioni, come quelle delle università di Firenze e Pisa. Una è l’uso del collagene ricavato da pesci e molluschi: «Un ottimo prodotto nella cosmesi ma l’obiettivo è coinvolgere sempre di più i privati, soprattutto le aziende», conclude il presidente del Flag.
Il riciclo delle cozze. Olbia è diventata così una delle protagoniste del programma, per la centralità economica nel nord Sardegna ma anche per il ruolo che le grandi filiere legate all’acquacoltura occupano nel territorio. «La scelta di Olbia nasce dal suo ruolo strategico e dall’importanza del comparto della molluschicoltura – sottolinea Benedetto Sechi, presidente del Flag Nord Sardegna –. Da qui nasce il progetto di economia circolare, con l’utilizzo dei gusci delle cozze e dei bivalvi per la produzione di prodotti per l’agricoltura, come l’ammendante, un fertilizzante capace di riequilibrare il Ph dei terreni». Un progetto sperimentale che si è basato sull’acquisto di un trituratore dei gusci delle cozze, finanziato grazie al progetto coordinato dal Flag Nord Sardegna. L’unico trituratore nell’isola, che si trova nell’azienda “Nuova Olbia Mitili”, macina gusci di cozze per creare un semilavorato impiegabile in agricoltura e nei processi artigianali, che è stato possibile sperimentare grazie al supporto di Coldiretti Nord Sardegna e dell'istituto olbiese “Amsicora”.
Altre applicazioni. Molti dei molluschi raccolti dai filari, al momento della pulizia e prima della lavorazione, non sono commercializzabili e possono così essere riutilizzati grazie al trituratore. Il Consorzio dei molluschicoltori di Olbia, non a caso, è partner del progetto. Un altro uso è stato quello sperimentato dagli studenti dell’Amsicora di Olbia per la creazione di collane, orecchini e piccoli utensili. Il procedimento consiste nel triturare i gusci delle cozze e degli altri molluschi direttamente nello stabulario. I resti vengono così introdotti in contenitori e portati all’istituto Amsicora, con una stampante 3D e un calco in silicone, i gusci triturati, mischiati a una miscela di resina, diventano la base per creare collane, orecchini e altri oggetti. Un uso che rappresenta solo una delle possibili varianti, nella Penisola i gusci sono la base per creare speciali barriere contro l’erosione delle spiagge. «La nostra idea è creare il percorso per le start-up – sottolinea Sechi -. Una variante potrebbe essere la produzione di piastrelle e utensili. Le prove hanno dimostrato che la durezza di questi prodotti creati dai gusci di cozze è pari a quella del granito».
Il collagene. Al progetto Interreg si potrebbe aggiungere l’Agris e si punterà sulla programmazione comunitaria 2021-2027 e sulle nuove sperimentazioni, come quelle delle università di Firenze e Pisa. Una è l’uso del collagene ricavato da pesci e molluschi: «Un ottimo prodotto nella cosmesi ma l’obiettivo è coinvolgere sempre di più i privati, soprattutto le aziende», conclude il presidente del Flag.
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