La scienziata Elena Cattaneo: «I no vax sono fuori dalla realtà»
Lezione delle senatrice a vita a Cagliari per il “Festival della scienza”
CAGLIARI. «Nessun no vax potrà mai mettere in dubbio la forza, il valore e le conquiste ciclopiche della scienza». Elena Cattaneo non cerca scorciatoie. La senatrice a vita e scienziata di fama mondiale nel campo delle cellule staminali, ha tenuto ieri un seminario sul morbo di Huntington a docenti, studenti e dottorandi dell’Università di Cagliari. Presentata dalle farmacologhe Micaela Morelli e Maria Del Zompo, la docente ha scomodato ricerca scientifica, idee, sogni, politica e musica: «La scienza è pop perché accende la passione, incolla al laboratorio, porta su strade investigative manco fossi Sherlock Holmes. Scoprire e vedere i risultati per la prima volta, anche su temi delicati come la salute, è divertente». Con Harvest di Neil Young per colonna sonora in laboratorio alla Statale di Milano, la professoressa taglia corto: «Noi ricercatori siamo quelli che devono colmare con la scienza gli spazi là fuori, quelli della collettività civile e del sociale. Altrimenti arrivano prima i ciarlatani».
Professoressa, cosa deve fare la scienza per la politica?
«Studiare le cose che ci circondano, raccogliere le prove, verificarle, condividerle, renderle pubbliche. Per poi difenderle da manipolazioni e tentativi di non prestar loro attenzione. La buona politica, in democrazia, deve tener conto della fatica e delle evidenze della ricerca».
Pare facile eppure il tunnel è ancora lungo.
«Siamo il Paese che ha condannato Galileo. Dobbiamo batterci per far sì che quel cinque per cento di cittadini lontani dal metodo scientifico si avvicinino, capiscano e si convincano. La scienza è la bussola per l'ignoto, ci aiuta ad affrontare quel che è sconosciuto».
Qual è la sfida attuale?
«Capire e cercare di spostare il muro della conoscenza con il metodo scientifico, il solo che permette di valutare le ipotesi, né strampalate né irrazionali. La scienza impone la verifica sulla solidità dell'ipotesi con gli esperimenti. Le risposte vanno accettate anche se scomode e indesiderate».
Quando incrocia il presidente del Consiglio, Mario Draghi e la sua collega, il ministro dell’Università Cristina Messa, che messaggio manda?
«In Parlamento siamo in tanti a batterci per le risorse da destinare alla ricerca. Fondi utili per disinnescare le nostre paure e accompagnarci verso il futuro».
Qual è invece il messaggio per le nuove generazioni?
«I giovani sono aperti, hanno sogni ed energie positive. E sanno che chi non accetta le prove e le evidenze non può appellarsi a fatti alternativi. I negazionisti si pongono fuori dalla realtà, creano un danno ad altri e sono un problema sociale. Gli anti-tutto sono sempre esistiti, sarebbe bello includerli e parlarci. Purtroppo non ammetteranno mai di aver torto”.
Professoressa, come possono essere smentiti?
«Con le certezze della scienza e la sicurezza che ne consegue: non sarei qui a Cagliari se non avessi dietro la grandezza dei vaccini e dei tanti che ci hanno lavorato».
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