Air Italy, niente proroga per la cassa integrazione

Non resta che il governo per tenere ancora accesa la speranza dei 1322 lavoratori

OLBIA. Non resta che il governo per tenere ancora accesa la speranza dei 1322 lavoratori di Air Italy. Per quel che rimane della compagnia aerea in liquidazione, partecipata da Karim Aga Khan e Qatar Airways, il discorso è chiuso: no alla proroga della cassa integrazione, il 31 dicembre prossimo tutti i lavoratori saranno licenziati. Lo ha detto ancora una volta ieri pomeriggio ai sindacati Antonio Cuccuini, il responsabile delle relazioni industriali. Era l’ultimo incontro azienda-rappresentanti dei lavoratori previsto dalla legge nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo e si è concluso con la solita fumata nera. Come nello scorso giugno, Air Italy, cui toccherebbe pagare una quota intorno al 10 per cento, ha detto che non metterà un soldo per prolungare l’ammortizzatore sociale. E come a giugno toccherà eventualmente ancora al governo tirar fuori i soldi.

Il countdown verso i licenziamenti va avanti. La procedura, ora, prevede altri 30 giorni di confronto in sede ministeriale. Duri i sindacati, che chiedono al governo e alla classe politica regionale di non lavarsene le mani. «Ci sarà tempo e modo _ commenta il segretario generale della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu – per fare una attenta disamina e altrettante riflessioni sul perché una compagnia aerea storica, così come lo è stata Meridiana, sia finita in questo modo. Adesso bisogna concentrare gli sforzi per salvaguardare tutti i lavoratori e delle rispettive famiglie da un vero e proprio dramma». Boeddu si augura da parte di «deputati, senatori e consiglieri regionali, primo fra tutti il governatore Solinas», una «assunzione di responsabilità che possa portare i vertici della compagnia a modificare la loro posizione e nel contempo approvare un emendamento alla finanziaria che tuteli anche i lavoratori di Air Italy». Sulla stessa linea il segretario regionale della Uiltrasporti William Zonca: chiede al governo di utilizzare i prossimi 30 giorni per «tutelare le professionalità e dare prospettive future ai lavoratori, passando per un possibile ammortizzatore sociale che sia poi orientato in attesa della ripresa del settore del trasporto aereo». L’Anpav regionale, attraverso Marco Bardini, definisce «gravissima la posizione dell’azienda, posto che la storica compagnia aerea è stata affondata dalla gestione dissennata degli improbabili dirigenti di Qatar Airways», «con grave colpa dell’altro socio Akfed che ha omesso i doverosi controlli, rendendosi corresponsabile di tale disastro industriale oltre che della conseguente macelleria sociale. Se tale ostinata indisponibilità degli azionisti dovesse permanere anche nei 30 giorni di confronto delle parti sociali in sede ministeriale, sarà quasi impossibile traghettare i lavoratori di Air Italy verso una ricollocazione nel trasporto aereo, peraltro dato in forte ripresa da tutti gli analisti del settore già dal 2022». Anpav annuncia manifestazioni davanti a tutte le sedi istituzionali. Martedì i lavoratori saranno sotto il consiglio regionale. (a.se.)

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