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Blue tongue, Aidda: la Regione punti sui vaccini

CAGLIARI. Il problema della Lingua blu (Blue tongue) sta portando la filiera bovina al collasso e l’Aidda (l’associazione delle donne imprenditrici) della Sardegna attraverso la presidente Rosi...

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CAGLIARI. Il problema della Lingua blu (Blue tongue) sta portando la filiera bovina al collasso e l’Aidda (l’associazione delle donne imprenditrici) della Sardegna attraverso la presidente Rosi Sgaravatti, «è a fianco della socia Emanuela Cafulli e alle centinaia di allevatrici sarde in questa battaglia», appellandosi al senso di responsabilità delle istituzioni politiche sarde». Emanuela Cafulli Marzano, vice presidente del Consorzio produttori Sardegna Biologica, spiega che l’allentamento delle restrizioni che ora consentono il transito dei capi bovini al di fuori del territorio regionale «non può essere considerato un punto di arrivo ma di partenza in quanto, pur consentendo di gestire la procedura in questa fase emergenziale, non consente di risolvere in modo strutturale il problema sanitario». Per la Cafulli «le modifiche alle procedure non rappresentano una soluzione definitiva perché se da un lato permettono la movimentazione dei capi negativi all'esame Pcr, dall'altro impongono il vincolo sanitario di divieto di movimentazione all'azienda in caso di presenza di capi positivi. Tali fattori risultano particolarmente penalizzanti per le aziende più strutturate ed organizzate che, avendo stipulato contratti al fine di poter programmare e gestire le produzioni, si trovano a non essere in grado di onorarli. La malattia, che imperversa in Sardegna dal 2001, si può risolvere con i vaccini e dunque è necessario che le istituzioni si attivino per far sì di poterli mettere a disposizione».

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