La Nuova Sardegna

La Corte costituzionale: «Commissari Asl in bilico»

La Corte costituzionale: «Commissari Asl in bilico»

Chi non è iscritto nell’elenco nazionale dei manager non può avere l’incarico

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Per fortuna che, pochi giorni fa, il Consiglio regionale ha corretto più di un articolo, altrimenti per volontà della Corte costituzionale la riforma sanitaria sarebbe slittata a chissà quando. Anche se alcuni degli attuali commissari straordinari potrebbero essere ancora in pericolo proprio per gli effetti di questa sentenza.

Incostituzionali. I giudici hanno dichiarato illegittimi tre punti chiave della legge approvata l’anno scorso dal Consiglio e ancora non applicata del tutto. A essere cassati dalla Corte sono stati quelli sulla nomina sia dei commissari straordinari che dei futuri direttori generali delle Asl. Il centrodestra sapeva bene che sarebbe finito sotto tiro e così, all’interno della recente Manovra di bilancio, ha approvato due emendamenti che, almeno in parte, dovrebbero riallineare la legge alle regole statali.

In bilico. Secondo la riforma, poi impugnata da Palazzo Chigi, i commissari straordinari delle Asl possono essere nominati anche se non sono presenti nel registro nazionale dei manager idonei a ricoprire gli incarichi di vertice delle aziende e degli enti del servizio sanitario. Tant’è che la Regione ha scelto prima e confermato poi, fino al 31 dicembre, Gesuina Cherchi, Asl Nuoro, Ugo Stochino, Ogliastra, Gianfranco Casu, Sulcis-Iglesiente, Bruno Simola, Cagliari, e Alessandro Baccoli, Medio Campidano, i cui nomi non sono presenti nell’elenco del ministero della salute. Stando, però alla Corte costituzionale, la Regione non avrebbe potuto farlo. E infatti – scrivono i giudici – «non esistono motivi eccezionali tali da consentire alla Sardegna la possibilità di scegliere i commissari straordinari anche al di fuori dell’elenco nazionale degli idonei, venendo così meno ai requisiti di competenza e professionalità stabiliti dalla legislazione statale». Finora l’unica deroga – sottolineano sempre i giudici – è stata concessa alla Calabria, ma solo perché «in quella Regione non sarebbe stato possibile affrontare altrimenti le criticità del sistema sanitario». Ora dopo la sentenza che farà la giunta Solinas: revocherà l’incarico ai commissari fuori elenco? Sarà obbligata a farlo, perché – almeno stando a una prima interpretazione – neanche l’ultima correzione volante alla riforma, votata con la Manovra, avrebbe chiarito del tutto quest’aspetto.

I futuri direttori generali. La Corte ha dichiarato illegittimi gli articoli della riforma che avrebbero consentito alla Giunta di scegliere non solo fra i manager dell’elenco nazionale, ma anche di uno alternativo regionale. Di sicuro, qualche giorno fa, quest’equivoco è stato risolto in anticipo con un emendamento alla Manovra e, infatti, da gennaio in poi potranno essere ingaggiati solo gli idonei riconosciuti dal ministero della salute e il cui elenco è stato aggiornato l’ultima volta ad ottobre. Non a caso la Regione s’è affrettata a dichiarare: «La decisione della Corte costituzionale non avrà effetti sul proseguo della riforma». Ma, a parte questo, va sottolineato uno dei motivi per cui è stata dichiarata l’incostituzionalità degli articoli: «Qualsiasi altra modalità, diversa da quella stabilità dalla legislazione nazionale, non avrebbe garantito l’imparzialità della pubblica amministrazione».(ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative