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Neroni (Arst): «Bene così Ci sarà tantissimo da fare»

Neroni (Arst): «Bene così Ci sarà tantissimo da fare»

«Bisogna sempre tendere al massimo ma possiamo già essere soddisfatti così Inutile inseguire progetti complessi: non ci sarebbero i tempi per realizzarli»

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SASSARI. In terra e mare qualcosa si muove. Per il cielo il discorso è diverso, ma almeno sulle strade (di asfalto o ferrate) e nei porti della Sardegna qualcosa dovrebbe cambiare. Non ci saranno treni ultraveloci, non ci sarà la ferrovia elettrificata, non ci sarà il doppio binario. Ma questo era chiaro da tempo, anche se per interventi su Rete ferroviaria italiana arriveranno 300 milioni. Ci saranno altri fondi per autobus extraurbani, linee ferroviarie regionali, collegamenti con le aree interne.

Il presidente dell’Arst, Roberto Neroni, è soddisfatto: «Certo, al meglio non si dovrebbe mai mettere un un limite, bisogna sempre tendere al massimo. Però possiamo dire che è andata bene».

Il settore dei trasporti su gomma e delle linee ferroviarie minori potrà attingere da vari capitoli di intervento del Pnrr e del Piano complementare. Trasporti, infrastrutture, transizione energetica: l’Arst potrà essere al centro di diverse azioni: «Si possono fare delle belle cose - prosegue Neroni -. Con la realizzazione della bretella Alghero-Sassari, con i treni a idrogeno, saremo i primi a fare da battistrada per lo scartamento ridotto, con treni elettrici dove abbiamo servizi urbani. Insomma carne al fuoco ce ne sarà tanta. Tra vecchi e nuovi finanziamenti ci sarà molto da fare».

Ci saranno tempi strettissimi per bandire i lavori e per realizzarli. Ma questo condizione, da rispettare tassativamente pena la perdita dei finanziamenti, non sembra spaventare i vertici di Arst: «Sì, ci sono tempi strettissimi: questa sembra essere la cosa di cui tutti si dimenticano. Non solo c’è il termine del 2026 per la conclusione degli interventi, ma c’è anche quello delle aggiudicazioni. E in questo caso il termine ultimo è il 2022. Significa che per partecipare con ragionevoli possibilità di successo bisogna avere i progetti pronti».

Ipotizzare che la Sardegna possa avere il doppio binario o le ferrovie elettrificate nel giro di 5 anni è quindi esercitazione che travalica il reale e finisce nel campo della letteratura fantascientifica. «Pensare a cosa tutte da inventare e costruire è irreale - prosegue il presidente dell’Arst -. Magari si tratta di progetti per strutture che dovrebbero attraversare zone protette: è chiaro che in quel caso tutto diventerebbe più laborioso, oltre che dispendioso. Le cose che abbiamo ipotizzato sono tutte realizzabili e per questo sono state recepite».

La “rivoluzione” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, oltre che nella enorme quantità di soldi che elargirà, sta anche nella altrettanto eccezionale operazione di snellimento delle procedure: «La semplificazione c’è ed è molto importante - ammette Neroni -. Ma ribadisco che bisogna avere progetti cantierabili».

Possibile che altri ostacoli si frappongano alla realizzazione delle opere? «Per quanto riguarda le nostre partite al momento non ne vedo - conclude il presidente dell’Arst -. Certo, materialmente le convenzioni ancora non ci sono ancora, ma ho fiducia che per diversi interventi saremo noi il soggetto attuatore». (r.pe.)

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