La Nuova Sardegna

«Un miliardo all’isola con i fondi del Pnrr»

di Roberto Petretto

Il ministero delle Infrastrutture svela il quadro completo degli interventi «Una quota già attribuita attraverso le intese della Conferenza unificata»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Quasi un miliardo di euro, solo per il settore delle infrastrutture legate ai trasporti. Arriveranno nell’isola (ma si dovrà essere capaci di utilizzare questi soldi in tempi stretti) grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza e al Piano complementare. Il ministero dei Trasporti e delle infrastrutture respinge la narrazione di una Sardegna negletta e dimenticata dallo Stato. In una lettera inviata al direttore de la Nuova Sardegna, il ministero di Piazzale Porta Pia riepiloga gli interventi finanziari previsto per l’isola dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il settore delle infrastrutture e dei trasporti: un pacchetto che, complessivamente, mette insieme quasi un miliardo di euro.

Tenuta fuori da interventi strutturali complessi (come l’elettrificazione e la realizzazione del doppio binario della rete ferroviaria), la Sardegna riceve risorse per altri progetti: «Il Pnrr e il Piano complementare assegnano alla nostra bellissima isola quasi un miliardo di euro, 933,50 milioni per l'esattezza - spiega la lettera del ministero -, di cui una quota è stata già attribuita alla Sardegna (e alle altre Regioni) attraverso le intese della Conferenza Unificata e dalla Conferenza Stato-Regioni».

Ferrovie, trasporti urbani e extraurbani, ammodernamento delle flotte, adeguamento delle strutture portuali, Zone economiche speciali: attraverso le quattro missioni sulle sei previste dal Pnrr che il Governo gli ha affidato, il ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili tocca diversi settori strategici per lo sviluppo dell’isola. Con una parola d’ordine valida per tutti: bisogna fare presto e bene, perché i termini entro i quali bandire le gare e completare le opere sono tassativi. I cantieri, infatti, dovranno essere ultimati entro il 2026.

Ecco quindi che il ministero elenca nel dettaglio i fondi destinati alla Sardegna. La fetta più consistente è quella che andrà a sostenere «interventi di Rete ferroviaria italiana». Stiamo parlando di 300 milioni di euro. Altri 170 milioni andranno al miglioramento e al completamento delle strutture portuali, con un’attenzione particolare alla transizione ecologica (ma questa è una costante in tutti gli interventi del Pnrr). Il ferro è protagonista anche nel terzo intervento per ordine di grandezza: 158 milioni per le linee ferroviarie regionali. E poi l’acqua, altra risorsa da salvaguardare e valorizzare, in una Sardegna dove la metà di quella immessa in rete non giunge all’erogazione: per le infrastrutture idriche primarie l’isola avrà quasi 148 milioni.

Ci saranno quindi 45,19 milioni per l’edilizia residenziale pubblica, 42,18 milioni per il Piano nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua), 29,79 per il rinnovo di autobus extraurbani, 15,19 milioni per il rinnovo dei treni per il trasporto pubblico locale, 11,06 milioni per le cittadelle giudiziarie, 10 milioni per le Zone economiche speciali, 4,21 milioni per i collegamenti con le aree interne.

Soldi e tempi rapidissimi per spenderli: c’è chi teme in questa combinazione rischi per l’ambiente, ma il ministro Giovannini, in un’intervista alla Nuova, li aveva esclusi: «Non vedo questo rischio e non lo vede chi legge attentamente le nuove misure introdotte. Le nuove linee guida per gli studi di fattibilità tecnico-economica dei progetti, ad esempio, prevedono una valutazione di sostenibilità ambientale e non solo una valutazione di impatto ambientale. I rischi esistono sempre, ma basta leggere i contenuti di queste linee guida per capire che le imprese, nel presentare i progetti, saranno obbligate a esplicitare molti più dettagli di prima, specialmente sugli aspetti ambientali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative