«Velocità mai vista tra domanda e risposta»
Deiana, Autorità di sistema portuale: «Il progetto deve essere realizzabile nei tempi fissati»
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SASSARI. La “rivoluzione gentile” del Pnrr darà una scossa al sistema portuale sardo. Ne è convito il presidente dell’Autorià, Massimo Deiana: «Abbiamo presentato dei progetti che potevano partecipare al Pnrr. Quello che molti non hanno capito è che non basta una bella idea per avere i fondi del Pnrr: il progetto deve essere realizzabile nel lasso di tempo previsto, ovvero entro il 2026. Quindi abbiamo presentato proposte di interventi che avessero già una maturità progettuale. Ad esempio abbiamo messo a correre il progetto per il terminale ro-ro di Cagliari, che era già finanziato con soldi nostri. E così quei 99 milioni che avremmo dovuto impiegare in quell'intervento ce li dà il Pnrr. Tra pochi mesi partiremo con la gara d’appalto, in tre anni e mezzo di lavoro avremo la struttura pronta. Nel Piano complementare abbiamo invece presentato il progetto per l’elettrificazione dei porti commerciali della Sardegna: avremo per questo 72 milioni. Non è compreso Oristano, che non ha traffico passeggeri, ma ci sono tutti gli altri e dovremmo riuscire a inserire anche Arbatax. Già con questi due interventi siamo a oltre 170 milioni. Poi, sempre all’interno del progetto generale Pnrr, ma attraverso il Mite, abbiamo partecipato al bando che prevede 28 milioni per i porti sardi per interventi sulla transizione energetica. Il nostro intervento è da 31 milioni e non sappiamo se sarà finanziato. Poi abbiamo avuto altri 10 milioni per la viabilità di collegamento tra infrastrutture portuali e strade retroportuali. Insomma, qualcosa di interessante sta prendendo forma».
Quindi il Pnrr sta diventando concreto? «Eccome, da 6 mesi praticamente non dormiamo. Siamo di fronte a una novità assoluta: velocità mai vista prima tra domanda e risposta. La fase operativa sarà un delirio. Abbiamo appena firmato l'accordo di programma: prima passavano mesi, anni, ora neanche una settimana. Siamo tutti alla frusta. Noi siamo a regime, il Mims sta pedalando, ma c'è un'incognita: un ultimo pezzo del sistema paese sarà in grado di venirci dietro? Temo conferenze di servizio con enti che hanno tempi giurassici e procedure borboniche. Bisognerà vedere cosa faranno ministero dell'Ambiente, programmazione paesaggistica, sovrintendenze».
Cambiare passo anche nella semplificazione: «La rivoluzione del Pnrr non è solo nei soldi, anche nelle procedure. Ci stanno venendo incontro con sistemi più agili e rapidi. Faccio un esempio: nel Pnrr c'è una norma che consente di accedere a una sorta di Mepa delle professionalità. Se ti manca una determinata figura specializzata, non devi fare un bando che ti porterebbe via mesi o anni, ma accedi a questa sorta di mercato dove ci sono dei supertecnici che puoi utilizzare per il periodo che ti serve. Così riusciremo ad avere in 5 anni opere che in condizioni normali avremmo realizzato in15. Il rammarico è che, per ottenere questi risultati, ci debbano essere delle emergenze eccezionali». (r.pe.)
Quindi il Pnrr sta diventando concreto? «Eccome, da 6 mesi praticamente non dormiamo. Siamo di fronte a una novità assoluta: velocità mai vista prima tra domanda e risposta. La fase operativa sarà un delirio. Abbiamo appena firmato l'accordo di programma: prima passavano mesi, anni, ora neanche una settimana. Siamo tutti alla frusta. Noi siamo a regime, il Mims sta pedalando, ma c'è un'incognita: un ultimo pezzo del sistema paese sarà in grado di venirci dietro? Temo conferenze di servizio con enti che hanno tempi giurassici e procedure borboniche. Bisognerà vedere cosa faranno ministero dell'Ambiente, programmazione paesaggistica, sovrintendenze».
Cambiare passo anche nella semplificazione: «La rivoluzione del Pnrr non è solo nei soldi, anche nelle procedure. Ci stanno venendo incontro con sistemi più agili e rapidi. Faccio un esempio: nel Pnrr c'è una norma che consente di accedere a una sorta di Mepa delle professionalità. Se ti manca una determinata figura specializzata, non devi fare un bando che ti porterebbe via mesi o anni, ma accedi a questa sorta di mercato dove ci sono dei supertecnici che puoi utilizzare per il periodo che ti serve. Così riusciremo ad avere in 5 anni opere che in condizioni normali avremmo realizzato in15. Il rammarico è che, per ottenere questi risultati, ci debbano essere delle emergenze eccezionali». (r.pe.)
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