Coldiretti: stop a speculazioni sul cibo
Obbligo dell’origine del latte in etichetta, chiesta una proroga al Governo
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SASSARI. A fine dicembre scadono i termini del decreto che obbliga di indicare in etichetta l'origine del latte nei formaggi e per Coldiretti Sardegna «è urgente la proroga per un’isola leader nel settore dei pecorini. Si rischia di creare nuovi spazi di manovra per chi inganna i cittadini e danneggia gli allevatori con prodotti di bassa qualità spacciati per nostrani», afferma il presidente Battista Cualbu, mentre il direttore Luca Saba afferma che «quello delle etichette trasparenti è un percorso che va consolidato ed esteso a tutti i prodotti, consentendo al consumatore di scegliere consapevolmente ciò che porta a tavola». D’altra parte la Coldiretti e Campagna Amica hanno promosso la raccolta di ben 1,1 milioni di firme nell'ambito dell'iniziativa dei cittadini dell'Ue «Eat original! unmask your food» insieme ad altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea, per l'estensione dell'obbligo di etichettatura con l'indicazione dell'origine su tutti gli alimenti.
Una buona notizia invece arriva con l’approvazione della direttiva sulle pratiche sleali da parte del Consiglio dei Ministri che significa stop alle speculazioni sul cibo che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione. «Con il nuovo provvedimento – dice la Coldiretti – scatta lo stop per sedici pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti.
Esulta Coldiretti Sardegna per «una svolta storica che garantisce un giusto prezzo ad agricoltori ed allevatori in una situazione in cui per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di quindici centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo».
Una buona notizia invece arriva con l’approvazione della direttiva sulle pratiche sleali da parte del Consiglio dei Ministri che significa stop alle speculazioni sul cibo che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione. «Con il nuovo provvedimento – dice la Coldiretti – scatta lo stop per sedici pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti.
Esulta Coldiretti Sardegna per «una svolta storica che garantisce un giusto prezzo ad agricoltori ed allevatori in una situazione in cui per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di quindici centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo».
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