«Piano casa in vigore nell'isola nonostante il ricorso»
Lo ribadisce l’assessore Sanna, appoggiato dall’Ance (edili): «Non sono a rischio le pratiche già avviate»
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SASSARI. Il piano casa è assolutamente vigente ed efficace, e deve essere applicato fino a quando non ci sarà una eventuale pronuncia di incostituzionalità, parziale e totale, da parte della Consulta. E, anche in quel caso, questa non inciderà in alcun modo sulle pratiche “esaurite” o “consolidate”, su cui la sentenza della Corte non può avere nessun effetto. Sgombra il campo da «ipotesi allarmistiche e tendenziose» l’assessore regionale all’Urbanistica Quirico Sanna. Che può contare su un aiuto “pesante” messo in campo dall’Ance, l’associazione costruttori, che ieri mattina nella sua sede sassarese di Villa Mimosa ha presentato i risultati del suo “approfondimento” sul ricorso che la presidenza del consiglio dei ministri ha presentato contro la legge regionale, che sarà discusso il prossimo 23 novembre. «Abbiamo chiesto – ha spiegato il presidente regionale Pierpaolo Tilocca – un parere pro veritate a una delle massime esperte in materia a livello nazionale, la professoressa Luisa Torchia, in ordine agli effetti amministrativi di una eventuale sentenza di accoglimento del ricorso. E questo chiarisce in primo luogo che le amministrazioni sono tenute ad applicare la legge regionale pur essendo pendente un giudizio, che non sospende però l’efficacia della legge. Il secondo punto inoltre chiarisce che le pratiche in essere o già concluse non sono assolutamente a rischio. Nessuna ruspa insomma come qualcuno paventava. Il piano casa può andare avanti e continuare a dispiegare i suoi benefici effetti sul comparto edilizio e sulla riqualificazione del patrimonio dell’Isola».
Una legge che l’Ance difende con decisione: «Perché – sottolineano Tilocca e il presidente del centro-nord Silvio Alciator – il piano casa in combinato con il 110% ha rimesso in moto un comparto che negli ultimi 10 anni ha perso oltre 36mila addetti, e lo ha fatto permettendo una riqualificazione del patrimonio edilizio che non solo non mette a rischio l’ambiente ma anzi lo preserva. Di fatto il piano casa semplifica un quadro normativo altrimenti impenetrabile, permette di sanare piccole difformità edilizie, e allenta vincoli anacronistici che soffocano le coste come i centri storici dei nostri paesi, rendendone impossibile il rilancio».
Sul ricorso: «In punta di diritto la nostra ragione è scontata – sottolinea l’assessore Sanna –, anche perchè ci sono regioni che da anni applicano le stesse norme, senza che allo Stato sia mai venuto in mente di impugnarle. Il piano casa è la legge ponte che ci deve portare alla legge urbanistica, che l’Isola attende da 16 anni. Gli stessi da cui vige un Ppr che doveva durare sei mesi, e che al tempo in cui è stato approvato poteva anche avere un senso, ma che ora non ha più nessuno scempio edilizio da bloccare». Legge urbanistica su cui torna anche l’Ance: «Occorre che la giunta regionale – chiudono Tilocca e Alciator – riporti al centro dell’agenda di governo, nel più breve tempo possibile, la discussione». (g.bua)
Una legge che l’Ance difende con decisione: «Perché – sottolineano Tilocca e il presidente del centro-nord Silvio Alciator – il piano casa in combinato con il 110% ha rimesso in moto un comparto che negli ultimi 10 anni ha perso oltre 36mila addetti, e lo ha fatto permettendo una riqualificazione del patrimonio edilizio che non solo non mette a rischio l’ambiente ma anzi lo preserva. Di fatto il piano casa semplifica un quadro normativo altrimenti impenetrabile, permette di sanare piccole difformità edilizie, e allenta vincoli anacronistici che soffocano le coste come i centri storici dei nostri paesi, rendendone impossibile il rilancio».
Sul ricorso: «In punta di diritto la nostra ragione è scontata – sottolinea l’assessore Sanna –, anche perchè ci sono regioni che da anni applicano le stesse norme, senza che allo Stato sia mai venuto in mente di impugnarle. Il piano casa è la legge ponte che ci deve portare alla legge urbanistica, che l’Isola attende da 16 anni. Gli stessi da cui vige un Ppr che doveva durare sei mesi, e che al tempo in cui è stato approvato poteva anche avere un senso, ma che ora non ha più nessuno scempio edilizio da bloccare». Legge urbanistica su cui torna anche l’Ance: «Occorre che la giunta regionale – chiudono Tilocca e Alciator – riporti al centro dell’agenda di governo, nel più breve tempo possibile, la discussione». (g.bua)
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