Il dissenso non diventi prevaricazione
Dura presa di posizione del Capo dello Stato sulle proteste dei no green pass
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ROMA. Attenzione alle piazze no-vax che fanno aumentare i contagi, preoccupazione per violenze e vandalismi che minano la «convivenza civile» e piano piano si configurano come un «attacco recato al libero svolgersi delle attività». Sergio Mattarella, dopo giorni di riflessione, prende posizione senza ambiguità sulle manifestazioni continue contro il green pass condannando duramente un «libero dissenso» che - a volte inconsapevolmente - si trasforma in una prevaricazione dei più deboli. Il presidente della Repubblica ha scelto il congresso dell'Anci che raccoglie i sindaci d'Italia, simbolo della «coesione» del Paese nei momenti più duri della pandemia, per sviluppare un ragionamento che intreccia indissolubilmente Covid e ripartenza economica, responsabilità personale e rigore nella tenuta dell'ordine sociale. Non manca una bacchettata indirizzata ai partiti che anche queste ore sono impegnati nel consueto attacco alla diligenza della manovra, dando così l'impressione di aver perso di vista le due ragioni fondanti dell'esecutivo allargato di Mario Draghi: uscire dall'emergenza pandemica e mettere a terra gli oltre 200 miliardi del Recovery plan: «non possiamo vanificare la grande opportunità che si presenta avanti a noi.È la nostra priorità. Ad essa vanno subordinati interessi parziali» perchè «non ci sarà un'altra occasione», sottolinea in un passaggio del suo applauditissimo intervento all'Anci.
Perno del ragionamento presidenziale è però la netta condanna di comportamenti di minoranze inspiegabili per il Quirinale. Le parole di Mattarella non lasciano alcun dubbio: «le forme legittime di dissenso non possono mai sopraffare il dovere civico di proteggere i più deboli: dobbiamo sconfiggere il virus, non attaccare gli strumenti che lo combattono. E in ogni caso atti di vandalismo e di violenza sono gravi e inammissibili e suscitano qualche preoccupazione, sembrando, talvolta, raffigurarsi come tasselli, più o meno consapevoli, di una intenzione che pone in discussione le basi stesse della nostra convivenza».
Perno del ragionamento presidenziale è però la netta condanna di comportamenti di minoranze inspiegabili per il Quirinale. Le parole di Mattarella non lasciano alcun dubbio: «le forme legittime di dissenso non possono mai sopraffare il dovere civico di proteggere i più deboli: dobbiamo sconfiggere il virus, non attaccare gli strumenti che lo combattono. E in ogni caso atti di vandalismo e di violenza sono gravi e inammissibili e suscitano qualche preoccupazione, sembrando, talvolta, raffigurarsi come tasselli, più o meno consapevoli, di una intenzione che pone in discussione le basi stesse della nostra convivenza».
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