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Il viaggio dei ristoratori finisce con 20 positivi

Il viaggio dei ristoratori finisce con 20 positivi

Da Santa Teresa in Veneto per festeggiare la fine della stagione turistica

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SANTA TERESA GALLURA. Un altro viaggio maledetto. Una ventina di contagi e un decesso, anche se legato a una patologia preesistente. Il viaggio in Veneto tra relax, cultura ed enogastronomia di un gruppo di titolari di bar, ristoranti e attività analoghe si è trasformato in un focolaio di Covid 19. Lo racconta uno degli imprenditori contagiati, chiuso in casa da due settimane a Santa Teresa Gallura: «Anche il nostro era in qualche modo “un viaggio della speranza”, seppure diversa da quella di chi è andato a Medjugorie. Era la speranza di normalità, per mettere fine a questo lungo periodo di chiusura nei confini dell’isola. Purtroppo, nonostante fossimo tutti vaccinati e con green pass, alla fine molti di noi si sono ritrovati positivi».

Erano in 28. Il gruppo maggiore, 19, di Santa Teresa Gallura, tre di Olbia, due di Sassari e quattro del Cagliaritano. Tutti amici, per lo più titolari di esercizi pubblici, abituati da anni a festeggiare la fine dell’intensa stagione di lavoro estiva con una spedizione rigenerante tra terme, musei, città d’arte, rinomate cantine e buoni ristoranti. A causa della pandemia, l’anno scorso il viaggio non era stato organizzato. Quest’autunno, con i vaccini e la riapertura dei collegamenti, la decisione di riprendere il rito della piacevole escursione di una settimana nella penisola: «Per ricaricare le batterie in vista dell’inverno». Organizzazione di un’agenzia di viaggi locale, aereo, autobus, base in un albergo di Abano Terme dal 17 al 24 ottobre. Da lì escursioni a Vicenza, Padova e altre località venete. Sempre accompagnati da guide e «sempre con l’esibizione del green pass, mantenendo le distanze e le mascherine sul viso». Tutto sereno, tranquillo, anche se l’ultimo giorno del soggiorno qualcuno ha manifestato lievi sintomi influenzali. «Non ci siamo allarmati – spiega con la voce roca uno dei partecipanti teresini – eravamo tutti vaccinati, pensavamo erroneamente di essere immuni. Ma al rientro, per precauzione abbiamo deciso di fare tutti il tampone. Qualcuno è risultato subito positivo. Io ero negativo. Il giorno seguente, ho fatto un secondo tampone: positivo. Da allora sono chiuso in casa: non potevo certo rischiare di portare il virus nel mio locale, chiudere e mandare a casa chi ci lavora. I sintomi non sono gravi, nei prossimi giorni farò il terzo tampone».

Una dozzina i positivi di Santa, il resto tra quelli arrivati dalle altre località. Uno dei partecipanti al viaggio, del mini gruppo che si è aggregato dal Cagliaritano, è morto qualche giorno dopo il ritorno in Sardegna. La causa del decesso non sarebbe legata direttamente al Covid ma a una patologia pregressa di cui la vittima non era consapevole.

La comunicazione dell’Assl alla sindaca di Santa Teresa sull’impennata improvvisa dei positivi ha fatto scattare uno screening di massa nella popolazione. «Sono stati eseguiti 474 tamponi, sono risultati tutti negativi», spiega Nadia Matta, da un lato sollevata dall’altro dispiaciuta perché il suo comune non è più Covid free.

Dunque, i contagi arrivati dal Veneto sarebbero rimasti all’interno del gruppo dei viaggiatori. «Siamo meravigliati – commenta dal confinamento uno dei teresini risultati positivi – Nonostante tutte le garanzie ci siamo presi il virus. Ne abbiamo tratto alcune lezioni. Non bisogna abbassare la guardia: il virus circola ancora, è subdolo e ci sono le varianti. Ma c’è anche un’altra cosa che mi sento di dire a tutti: grazie al vaccino, la sintomatologia dei nostri contagi è lieve. Non so come sarebbe andata, se non lo avessimo fatto». (a.se.)

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