Insularità, la legge entra alla Camera
Incontro fra il Comitato e la presidente del Senato: via libera definitivo nel 2022
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CAGLIARI. L’obiettivo è dichiarato: la proposta di legge per il riconoscimento dell’insularità in Costituzione dovrà essere approvata dal Parlamento entro l’anno prossimo e quindi prima che si concluda la legislatura, nel 2023. Il Comitato promotore vuole battere tutti i record possibili. Dopo aver ottenuto, per la prima volta nella storia della Repubblica il via libera, seppure per ora solo al Senato, di una riforma costituzionale partita dal basso, ora punta all’en plein.
Prossima tappa. Ora è tutto nelle mani della Camera, o meglio della commissione affari costituzionali di Montecitorio. La proposta è stata presa in carico e presto dovrebbe essere inserita all’ordine del giorno dell’Aula per il cosiddetto secondo passaggio. Ma poi per altre due volte dovrà essere approvata dai due rami del Parlamento.
Il Comitato. Il Senato la sua parte l’ha fatta, all’inizio di novembre, e infatti una delegazione del Comitato s’èincontrata con la presidente di Palazzo Madama, Elisabetta Alberti Casellati. Del gruppo facevano parte Michele Cossa, presidente della commissione speciale del Consiglio regionale per l’insularità, Maria Antonietta Mongiu e Rita Dedola del Comitato scientifico, Massimo Fantola, fondatore dei Riformatori, e i senatori Emilio Floris (Forza Italia), Lina Lunesu (Lega) e Emiliano Fenu (M5s). Cossa ha ribadito che «l’insularità in Costituzione è una battaglia strategia per la Sardegna e la Sicilia, anche in vista di una trattativa con Bruxelles per quanto riguarda le aree svantaggiate in Europa». e infatti – ha aggiunto – «i territori svantaggiati come le isole devono poter contare appieno sul sostegno dell’Europa, e questo significa anzitutto rimuovere gli ostacoli allo sviluppo e mettere in atto tutte le condizioni effettive di pari opportunità nella competizione». Va ricordato che la proposta di legge, sostenuta da oltre 200mila firme, gran parte raccolte in Sardegna, prevede che «la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità».
All’unanimità. Al Senato la proposta di legge è stata approvata da tutti i i partiti e così, come chiesto dallo stesso Comitato, dovrà essere anche alla Camera. Dal Pd alla Lega, da Forza Italia al Movimento Cinque stelle: il sostegno pieno è stato confermato. «Il traguardo di approvare la riforma costituzionale entro l’anno prossimo – ha ribadito Emiliano Fenu, M5s – è realizzabile e sarebbe un grande successo».
Prossima tappa. Ora è tutto nelle mani della Camera, o meglio della commissione affari costituzionali di Montecitorio. La proposta è stata presa in carico e presto dovrebbe essere inserita all’ordine del giorno dell’Aula per il cosiddetto secondo passaggio. Ma poi per altre due volte dovrà essere approvata dai due rami del Parlamento.
Il Comitato. Il Senato la sua parte l’ha fatta, all’inizio di novembre, e infatti una delegazione del Comitato s’èincontrata con la presidente di Palazzo Madama, Elisabetta Alberti Casellati. Del gruppo facevano parte Michele Cossa, presidente della commissione speciale del Consiglio regionale per l’insularità, Maria Antonietta Mongiu e Rita Dedola del Comitato scientifico, Massimo Fantola, fondatore dei Riformatori, e i senatori Emilio Floris (Forza Italia), Lina Lunesu (Lega) e Emiliano Fenu (M5s). Cossa ha ribadito che «l’insularità in Costituzione è una battaglia strategia per la Sardegna e la Sicilia, anche in vista di una trattativa con Bruxelles per quanto riguarda le aree svantaggiate in Europa». e infatti – ha aggiunto – «i territori svantaggiati come le isole devono poter contare appieno sul sostegno dell’Europa, e questo significa anzitutto rimuovere gli ostacoli allo sviluppo e mettere in atto tutte le condizioni effettive di pari opportunità nella competizione». Va ricordato che la proposta di legge, sostenuta da oltre 200mila firme, gran parte raccolte in Sardegna, prevede che «la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità».
All’unanimità. Al Senato la proposta di legge è stata approvata da tutti i i partiti e così, come chiesto dallo stesso Comitato, dovrà essere anche alla Camera. Dal Pd alla Lega, da Forza Italia al Movimento Cinque stelle: il sostegno pieno è stato confermato. «Il traguardo di approvare la riforma costituzionale entro l’anno prossimo – ha ribadito Emiliano Fenu, M5s – è realizzabile e sarebbe un grande successo».
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